GIOIA/PERSONE

Antonio Di Pietro

Nel suoi 58 anni, Antonio Di Pietro è stato emigrante, operaio, perito elettronico, impiegato, studente universitario, segretario comunale, commissario di polizia, magistrato, senatore, fino al mestiere di oggi, deputato e Presidente dell’Italia dei Valori. E’ l’unico leader politico ad avere una galassia telematica interattiva e funzionante: gestisce un blog, usa You Tube, ha comprato un’isola su Second Life, sta su Facebook. Quando i suoi assistenti dormono il sonno dei giusti, lui invia email per informarli su quello che li aspetta all’indomani mattina e spesso arriva in ufficio prima di loro. E’ evidente. Ha fretta di andare avanti.

Lei non riposa mai? “Quest’estate mi sono felicemente sfiancato sui campi. Sudavo, di quel meraviglioso sudore che ti prende tutto il corpo e poi quando finivo, andavo dritto sotto la pompa. La pompa, lo preciso, non la doccia. A Montenero ritrovo la parte di me che non si lascia coinvolgere dalla politica, dunque, anche emotivamente ho staccato la spina”.

Non è vero. Ha aggiornato il blog pure a Ferragosto. (Ride) A Montenero ho un lungo tavolo di pietra su cui ho messo il computer che tengo accesso. Se mi viene un’idea, vado lì e scrivo.

Lo sapeva che pure il Duce si era fatto fotografare sul trattore? “Io il trattore lo uso davvero. Faccio la raccolta del grano e la semina. Quest’anno provo per la prima volta i ceci. In autunno faremo il foraggio per gli animali”.

E’ vero che ha ristrutturato con le sue mani la cascina di Curno, vicino Bergamo, dove vive con la famiglia? “No, il casale è di mia moglie, era già così prima che arrivassi. Però dove c’era lo spazio per fare il prato all’inglese o la piscina, io ho messo gli animali. Quest’anno sono nati i pulcini covati dalla chioccia. Lo sa che ora mi nascono solo covati dentro le macchine? Che soddisfazione.”

Le piace sedurre? In politica, dico. “Se preparo un intervento e poi lo leggo, non sbaglierò un congiuntivo, ma non si sentirà il pathos. Preferisco andare a braccio. Guardo chi ho davanti e decido che cosa fare per non risultare noioso. Unire il serio al faceto, essere stringente, usare o no gli intercalari. Contano moltissimo pure i gesti, lo sguardo e il silenzio che spesso è dialogante. Se uso questa forma di multimedialità, il funziona. Il discorso perfetto è quello che, sbobinato, risulta incomprensibile.

La tesi è originale. Le piace, invece, essere sedotto? (ride) Dipende da chi ci prova. A Berlusconi per esempio ho detto di no. (Nel 1994, gli offrì il ministero dell’Interno ndr),

Proviamo ad immaginare scenari politici inconsueti. Per esempio, lei potrebbe dialogare con la Lega? O con Rifondazione? “L’Italia dei Valori è disponibile al dialogo. Chieda agli altri perché non vogliono dialogare con noi e, anzi, si pone come condizione di ogni possibile alleanza non avere rapporti con il mio partito.

Sono qui con lei, non lo posso chiedere. “Glielo dico io”.

Ascolto. “Perché sono come la Cassandra che annunciava sventure. Ma se il medico ti dice che hai una malattia, non devi insultare il medico, devi prendertela con la malattia.”

Non teme di cadere nel populismo? “Populismo, giustizialismo, gli “ismo” sono invenzioni della politica blasonata che liquida i problemi considerandoli plebei. Tutti mi attaccano, però nessuno risponde nel merito. Il delinquente deve andare in galera. E’ giustizia, non giustizialismo”.

Si è autoproclamato “l’unica opposizione”. “Mi sarebbe piaciuto vincere le elezioni ed essere maggioranza. Invece sto all’opposizione, e allora faccio doverosamente il mio mestiere. Non si tresca di notte, quel che si nega di giorno. Così fanno le meretrici”.

Lei è misogino? “Che vuol dire? Io so’ contadino”. (ride)

Le elenco i numeri. Nel suo partito, su 42 parlamentari ci sono solo 4 donne, l’unica dirigente del partito è Silvana Mura, nel Consiglio nazionale siedono 6 signore su 73 posti. “Il nostro Coordinamento femminile nazionale si è appena riunito, ha nuove regole, può presentare le candidature. E poi siamo un partito nuovo, gli altri stanno a quelle percentuali dopo cinquant’anni.”

Si impegni adesso su un numero di donne per le liste delle elezioni europee. “Non posso. Se poi non trovo il numero di donne che prometto? Se invece sono tutte brave e facciamo una lista in maggioranza femminile? Perché mettere un tetto? Darsi un limite?

Troppo vago. “Faccio così, allora. Lancio un invito alle lettrici di Gioia. Le donne che ritengono di avere le capacità giuste per candidarsi con l’Italia dei Valori, possono inviare il curriculum a www.antoniodipietro.it. Se vanno bene, faranno un colloquio.

Li leggerà davvero? “Sicuro. Io guardo tutte le email che ricevo e rispondo”.

Quante email al giorno? “Cinquecento circa”.

Risponde proprio a tutti? Sì, il meccanismo è complesso. Al mattino stampo le email, le leggo, divido in otto mucchietti e poi segno con un simbolo a quale ufficio o a quale persona vanno affidate. So quando si chiude il cerchio della risposta perché è prevista che l’ultima email arrivi anche a me.

Comprendo l’importanza del gesto, ma così stampa 500 fogli di carta al giorno. Almeno ricicla? “Certo, e stampiamo su tutti e due i lati ”.

Nella sua galassia telematica manca un quotidiano on line. Potrebbe farlo con Marco Travaglio e Furio Colombo? Magari fosse possibile. Sarebbe un onore poter dare gli strumenti per fare un quotidiano in rete, ma non li ho. So pure che penne così importanti non vorrebbero nessun capello politico e il Di Pietro cittadino pensa che sia giusto così”.

Crede che continueranno a scrivere su L’Unità? Il nuovo direttore Concita De Gregorio è troppo intelligente per togliere dalla tavola imbandita la posateria d’argento. Potrà cambiare il cibo, forse, ma non il servizio buono.

Lei corre veloce in politica. Ha l’ambizione di diventare Premier? “Di Pietro è un giocatore d’attacco. Io sono il numero 11, non il 10”.

Nel gioco classico del pallone, il numero 11 attacca sul lato, fa il cross, serve la palla al numero 10 che rifinisce e/o segna il goal. Antonio Di Pietro, dunque, non vuole fare il Premier. Almeno per ora.

[Pubblicato su Gioia, 07/2008]

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