GIOIA/PERSONE

Mariastella Gelmini

Il Ministro della Pubblica Istruzione ha frequentato un liceo classico privato e cattolico, dunque la studente Mariastella Gelmini non ha fatto un’occupazione, una protesta, un corteo. “Non ero la prima della classe, ma non ho avuto mai avuto problemi”. La madre è un’insegnante, la sorella maestra. Lei, invece, è avvocato, deputata per la seconda volta, militante di Forza Italia fin dalla “discesa in campo” di Silvio Berlusconi. Era il 1994. A quel tempo, come oggi, del Presidente del Consiglio pensa il meglio possibile. Il premier, dal canto suo, la tiene in gran conto e i due hanno filo diretto personale quotidiano. Incontro Gelmini nel suo ufficio gelido per l’aria condizionata. Lei vuole spegnerla, le assistenti non trovano il telecomando. Il Ministro dice assertiva: “Non la voglio accesa, mai più” e fa un gran sorriso, va da sé. Sbircio il foglio di appunti che ha poggiato sulla scrivania e su cui ogni tanto abbassa lo sguardo. Il titolo è “Chiodi”. Leggo solo la prima frase: “Diceva Giuseppe Verdi: Torniamo all’antico, sarà un progresso. Se essere conservatori significa una scuola di ordine e decoro, allora io sono una conservatrice”. I “Chiodi”, intendo, sono le parole d’ordine su cui martellare durante le interviste.

Ministro Gelmini, Andrea Bajani, lo scrittore… “So chi è”

Le ha scritto una lunga lettera. “Ho visto. Lo ringrazio.”

Avete la stessa età, 35 anni, e citate entrambi Antonio Gramsci. Lei per dire che “lo studio è sforzo e sofferenza”, lui per ricordarle che in ogni tempo i giovani sono considerati degenerati da riportare all’ordine. Con il voto di condotta, per esempio, metodo di vecchia data. “E invece io penso che i figli sono sempre migliori dei loro padri. Non propongo un ritorno al passato, ma alla chiarezza. Voglio una scuola che si assume il rischio di educare, premia la correttezza e ne punisce la mancanza”.

Pure il grembiulino ha un sapore nostalgico. “Non sono sciocca, non ho mai creduto che il grembiule fosse la soluzione dei problemi. Era solo un primo passo verso l’ordine, il decoro e l’uguaglianza nelle aule. Non immaginavo che potesse creare così tanto consenso”.

Bajani scrive che il grembiulino è la distrazione. La sostanza sta negli 8 miliardi di euro che il suo governo taglia alla scuola. Insieme a 90.000 docenti e 43 mila non docenti. “E’ scritto nel Libro Bianco del precedente governo Prodi che la situazione è al collasso. Potevo tirare a campare, invece mi prendo la responsabilità di consegnare agli studenti una scuola che funzions. Se non interveniamo subito, il prossimo anno sarà impossibile comprare persino la cancelleria. L’atteggiamento buonista non va bene”.

E’ il più grande taglio di soldi e di personale mai fatto nel settore pubblico. Con l’ingresso del maestro unico vanno via in 30 mila. Che fine faranno? “E’ difficile razionalizzare le risorse umane, ma non possiamo illuderci di mantenere tutti. La formula dei tre maestri è servita per creare occupazione, non era necessaria per l’educazione dei bambini. A quell’età hanno bisogno di avere un unico punto di riferimento dopo la mamma. Ne ho discusso con docenti e pedagogisti”.

Non tutti sono d’accordo, a cominciare dai maestri. “Il risparmio sarà reinvestito per pagare meglio i docenti.”

Cresce il numero degli alunni stranieri e manca personale formato per la mediazione culturale. “L’integrazione è un valore fondamentale e non sono d’accordo sui tetti massimi alla loro presenza. I Fondi per questi progetti ci sono, arrivano anche dall’Unione europea, li useremo”.

Se taglierà il tempo pieno, le famiglie sborseranno denaro per le baby sitter oppure le madri lasceranno il lavoro. “Non toccherò il tempo pieno, lo prometto”.

Sarà un autunno caldo, fitto di scioperi e manifestazioni contro di lei. “Mi auguro sarà un autunno di responsabilità. Sono aperta al dialogo, ma non defletto. La politica ha perso credibilità, ma pure il sindacato deve dimostrare l’utilità del suo ruolo. In ogni caso, non mi faccio fermare dal primo sciopero”.

Neanche dal secondo, temo. “Ho messo in conto il dibattito e lo scontro. Andrò in giro per le scuole, in ogni parte d’Italia”.

Un tour? “No, però ne visiterà molte e non mi farò fermare dalle contestazioni”.

Immagino andrà avanti con le riforme. Tempo fa Berlusconi disse che si poteva fare a meno di studiare il greco nei licei classici. “Personalmente, posso essere d’accordo a qualche ora di greco in meno a favore delle lingue straniere, ma non ho intenzione di proporlo. I licei funzionano benissimo, non li tocco. Il greco antico l’ho studiato e so che è una parte fondamentale della nostra cultura”.

Ci dica allora la prossima proposta. “Cambierò la scuola media. C’è un deficit di formazione. Servono più italiano, più matematica, più inglese. Ho insediato una commissione che studia la riforma. Voglio farla presto”.

Continuerà a monopolizzare le prime pagine e le discussioni al bar. “Ne sono orgogliosa. Si torna a parlare di scuola. In campagna elettorale si discuteva solo di sicurezza.

Si è abituata presto all’attenzione nazionale. “Sui grandi giornali sono arrivata adesso, ma non ho iniziato oggi. Faccio politica da quindici anni”.

Sulla scrivania tiene Il Manifesto con il titolo “Somara Unica” e la sua foto. “Ho riso molto quando l’ho vista. Gran titolo. Anche se non sono d’accordo, ovvio”.

Novella 2000 ha pubblicato invece le sue foto con il fidanzato, Giorgio Patelli. “Che ingenua sono stata a farmi sorprendere. Ero in un bar, fuori dal centro. Certo, fa impressione sapere che sono pedinata, ma almeno si è visto che non ho la scorta. Lui è un imprenditore, non un immobiliarista, come è stato scritto. Una storia seria, piena di buone intenzioni. Lo stimo molto”.

Voleva dire lo amo molto? (Ride, per la prima volta un poco imbarazzata) “Sì, certo, però la prima cosa che mi viene da dire è lo stimo”.

Lo sposa? (Ride, un po’ più imbarazzata di prima) No, dai, ora non potrei. Perché mi fa queste domande? Io penso che la mia vita privata non possa interessare a nessuno, oltre mia madre.

[Pubblicato su Gioia, 09/2008]

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