ARTICOLESSE/GIOIA

Facebook è una faccenda per donne mature

Facebook è il social network su cui voi, o almeno una persona che conoscete, ha aperto una pagina e fondato un paio di gruppi per cercare adepti sulle idee più popolari e/o strampalate (“Sorry Barack for our prime minister”, “Mara Carfagna official fan club”, “Adotta un surfista californiano di vent’anni” per citarne alcuni tra le migliaia).

Se Facebook è il regno, ognuna è la sovrana della sua pagina di relazioni tentacolari che va governata in velocità e autorevolezza, dovendo decidere ogni giorno quali ospiti invitare, se accogliere ex fidanzati e/o amici persi di vista, schierarsi pubblicando commenti sociopolitici (se si vuole), sentimentali (molto frequenti), strettamente personali (praticamente obbligatori, è il senso intimo di FB). Per dirigere l’andirivieni giova averci l’età che non fa rimpiangere un cretino per quanto divertente, l’esperienza per usare garbati convenevoli e misurare la confidenza, la consapevolezza che l’entusiasmo per le novità non dura mai una vita, figurarsi quello per un social network, meglio goderselo finché dura. Sarà (anche) per questo, che FB, definito con dati alla mano “un posto di donne”, ora è sempre più un posto per signore mature che vogliono divertirsi e motteggiare in libertà. Senza darsi pena se “stare su FB dopo i cinquanta è come tingersi i capelli o portare il borsello” (lo scrive il critico televisivo Aldo Grasso, ma riferito ai maschi, è evidente). Dunque, se anche c’è l’opzione per  nascondere la data di nascita, in molte non la usano. Anzi, esiste pure un orgoglioso  gruppo Noi ex ragazzi di 40 -50 anni fa, composto da molte mamme e nonne.

FB è esibizionista, pettegolo, voyeristico e per questo piace, sdoganando la timidezza che le pastoie quotidiane impongono, permettendo di dire quel che aggrada a centinaia di persone contemporaneamente “risparmiando prezioso tempo” chiosa una quarantenne, scrittrice, superattiva su FB. Qualcuna ne fa una filosofia esistenziale: “Sono tornata single, orgogliosa del mio stato e lo dico su FB, mettendoci la faccia” asserisce una bionda segretaria milanese di 46 anni. “FB mi ha cambiato la vita”, dice senza messe misure una quarantaduenne romana con 360 amici su FB ma che su Gioia, preferisce l’anonimato: “Mi sento fuori casa”. E poi attacca: “Non voglio essere psicanalizzata da presunti esperti su danni e conseguenze dell’uso di FB”. Così ha deciso di usare lei Faccialibro come uno strumento di autoanalisi: “La foto, per esempio”. “Che c’entra la foto?”. “D’istinto, la prima volta, ho postato una mia immagine seducente. Poi ho capito che se avevo passato vent’anni a dimostrare di avere il cervello oltre alle tette quella non era la mia identità pubblcia”. Ora usa una foto in cui ride e ha le mani sul viso:  “timida e ironica, proprio come sono io”. Sul proprio account di FB, l’utente è incoraggiato a comunicare di continuo il suo stato d’animo, con frasi brevi: “E’ un lavoro di stringata osservazione su se stessi che porta a ripulirsi dalle nevrosi, tirandole fuori” afferma una nonna di 48 anni, con figlia ventiduenne che non sta su Fb. Una single bolognese, 45 anni, scrive via email di amare “feisbuk perché costruisce un mondo garbato, tutti si osservano a vicenda e fanno lo sforzo di essere gentili”. L’utilità di Fb, è solo “pratica” sostiene una cinquantenne dai modi spicci:  “Ho tre figli, due lavori, un ex marito e un attuale fidanzato. Andare al cinema sotto casa è già un’impresa. Su Fb ci sto poco, ma ho scovato un amico disperso a New York e ho visto le foto della figlia di Sara appena nata”. Facebook “fa bene alle coppie” mi scrive in chat una quarantenne dai capelli rosso tiziano, sposata da dieci anni: “Io e mio marito ci vediamo alla sera, stanchi e annoiati”. Da un paio di mesi, stanno su FB, insieme agli amici più cari e “abbiamo preso a postarci messaggi pubblici maliziosi che solo noi intendiamo. Il risultato è che mi sento più sexy e ho rimesso la minigonna dopo cinque anni. Meglio del viagra rosa”.

Senza controindicazioni? Qualcuna FB, ce l’ha. La privacy non esiste e ad oggi, nessuno può dire che fine fanno le informazioni rese note dagli utenti: gusti, preferenze, orientamenti politici, sessuali, relazioni sociali. I detrattori di Faccialibro sostengono, tra le accuse, che il salotto virtuale è monitorato da aziende pronte a creare e rivendersi target di consumo. Forse è vero, forse no. Se FB è il Pifferaio magico di Hammelin che tutti i bambini seguono, per molto tempo ho resistito, identificandomi nel pargoletto zoppo che non sta al passo degli altri, salvandosi così dalla (presunta) brutta fine dentro la grotta oscura. Poi ho ricordato che da piccola avevo inventato un altro finale: dentro la grotta i bambini  prendono il comando, fanno fuori il pifferaio e mettono su una festa. Così mi sono iscritta a Facebook, ma quella crema antirughe “organic” che compare sempre sul banner di destra, la crema che è esattamente quella che userei se mai ne avessi bisogno, io non l‘ho mai comprata.

[Pubblicato su Gioia, 11/2008)

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