GIOIA/PERSONE

Noemi Letizia di Portici

Noemi Letizia non ha colpa alcuna di quel suo nome zuccheroso, ma della pettinatura tutta boccoli ispirata alla Venere di Botticelli dovrebbe risponderne in pubblico e in solido con il parrucchiere. Trovare il suo coiffeur però non è cosa semplice già che a Portici ce ne sono almeno 32, solo per signora. La città a sud di Napoli ha 60 mila abitanti con una densità di popolazione che leggenda vuole sia seconda solo a Pechino. Qui ci sono un cinema, due librerie, una biblioteca, i negozi di abbigliamento sono l’esercizio commerciale più diffuso che si alterna con matematica precisione ad ogni altra bottega. L’affitto di tre vani sul corso principale (qualche albero in ordine sparso e condomini che si guardano ravvicinati da un marciapiede all’altro) arriva fino a mille euro al mese: “Le case sono carissime anche da comprare, ed è assurdo perché questa è la zona rossa, la prima ad essere distrutta se il Vesuvio si risveglia” raccontano Valerio e Gennaro mentre gentilmente mi fanno fare il giro in lungo e largo di Portici a bordo della loro macchina, che è poi come ci sposta qui pure per andare a comprare mezzo chilo di pane nel supermercato più vicino. I miei ciceroni sono inarrestabili: “Se non vai a Napoli, l’unico posto di svago alla sera è Settecampi, una grande piazza parcheggio che alla sera diventa una specie di drive in: si va lì in macchina, ci si mette in fila per comprare il panino dal camioncino, fumi un paio di sigarette e poi te torni a casa”. Altrimenti rimane lo struscio al corso principale che, dice Valerio, “a Portici lo fanno solo le femmine. I maschi stanno sempre e solo a cavallo della moto e percorrono il viale nel doppio senso, così raddoppia la posteggia (l’acchiappo). Ora che c’è caldo, i ragazzi stanno in canottiera, ma spesso pure a torso nudo”.

L’insegnante dell’Istituto professionale Nitti di Portici mi assicura che “Noemi non ha mai indossato una minigonna per andare a scuola ed è stata sempre puntuale all’appello”, pure all’indomani della festa che in ventiquattore l’ha catapultata dai banchi di scuola agli schermi televisivi di tutto il mondo mettendola al centro di un clamoroso miracolo mediatico. Trasfigurata nelle foto con abbondanti ritocchi, Noemi appare e scompare dalla vita reale e i paesi limitrofi di Casoria, Portici, Sarzano, San Giorgio a Cremano si contendono il suo luogo di nascita e residenza. C’è chi giura di abitare a duecento metri dall’indirizzo più accreditato e di non averla mai vista, altri che sono amici dell’amico del cugino (qui una lontana parentela è vanto d’alta gamma oramai) assicurano che Noemi è vera, onesta, pura e vuole fare la velina. Esattamente come tante altre. La fama però ha toccato lei. Come fosse un tocco magico. Massimiliano Virgilio, autore di “Porno ogni giorno. Viaggi nei corpi di Napoli” oggi” (Laterza)  la chiama la sindrome di Banda, dal nome di David Banda, il bambino che Madonna ha adottato tirandolo fuori da un orfanotrofio per piccoli sieropositivi: “Qui a Napoli e dintorni non c’è l’opportunità costruita a tavolino, ma il miracolo che succede e non c’è spiegazione né ragione”. A chi guarda e rimane escluso resta solo da fare i conti con la rabbia e l’invidia.  Certe volte pure con la paura. Che né io né il fotografo Mario Spada ci saremmo mai aspettati di incontrare, andando in giro su una vespa rossa, di buonumore e forse un po’ baldanzosi per chiedere alle coetanee di Noemi che cosa ne pensano del gossip più famoso d’Italia.

A Casoria, per esempio, dove la ragazza ha festeggiato i suoi diciotto anni. Il locale di Villa Chiara, dove senza una ragione ufficiale convincente Silvio Berlusconi è andato a portare un collier alla neodiciottenne, è diventato il posto più ambito per il party del compleanno. Sul corso principale del paese, entriamo in una scuola di parrucchiere con la macchina fotografica bene in vista e veniamo travolti dalle ragazze minorenni impegnate a tagliare, tingere e pettinare capelli: sono allegre, divertite e desiderose di farsi fotografare. Saremo però presto buttati fuori dal posto blanditi da un gentile proprietario e un aggressivo collaboratore cui sentire parlare di Noemi provoca reazioni scomposte, persino furibonde. Al bar, per strada, nelle profumieria, (quasi) tutti cadono dalle nuvole: “Noemi chi?” “Berlusconi lo conosco, ma la ragazza no”. “Mai vista”. “Di che parla signora?”. Da Paola, il negozio più chic di Casoria, dopo un tira e molla di venti minuti (con persone deliziose) scopriamo che sì, Noemi non è una nostra proiezione, esiste e compra (persino) lì i vestiti. Le due ragazze che stanno provando un top (“è per una festa di diciotto anni”) sono belle, solari, hanno unghie smaltate, la pelle curata ed entrambe tengono stretto al petto un vocabolario di greco. Sono studenti del liceo classico Ghandi: “Quella ragazza è libera di fare quel che vuole della sua vita” dicono convinte e all’unisono. Una di loro sogna “fin da bambina di diventare cardiochirurga, voglio andare via da qui, mi piacerebbe studiare a Londra”. L’altra si iscriverà ad Economia. Sostengono che di “Noemi si parla dappertutto, tranne che qui a Casoria” dove peraltro, “ci sono gli stessi problemi che c’erano un mese fa: la spazzatura per strada, la mancanza di un posto dove andare la sera, una impressionante disorganizzazione scolastica”. Alla fine, le amiche ammettono che in classe leggono i giornali e leggono molto di Noemi, ma non stanno lì ad arrovellarsi come sia potuto succedere, semplicemente si dividono “tra chi sostiene che è figlia e chi che è amante”.

Mi racconta lo scrittore Massimiliano Virgilio che Napoli e la sua provincia sono il luogo  dove Uomini e donne di Maria De Filippi realizza lo share più alto d’Italia. La presentatrice “è l’esempio più avanzato del capitalismo mediatico, colei che realizza il massimo profitto nel luogo di maggiore arretratezza”. Da Portici partono i pullman per andare a vedere il programma di Canale 5, “qui non si imita Uomini e donne, qui siamo il set privilegiato del programma” e averci partecipato non fa più neanche curriculum. Nessuno si è sorpreso allora se il fidanzato di Noemi, apparso all’improvviso dopo due giorni di pettegolezzi, sia passato dalla De Filippi e rilascia interviste dove mostra muscoli e schiettezza: “Noemi non ha quel sedere a mandolino, lei in realtà è ‘na cosarella, anche le labbra sono ritoccate”. Massimiliano Virgilio dice che lui “non si è mai sentito un moralista”, però è sconvolto dalla vista di bambine che hanno meno di dieci anni, per le feste mettono calze a rete e tacchi oppure per Carnevale indossano il costume da coniglietta di Playboy: “Qui si valica il limite estetico che però è anche morale”. E, forse, pure legale.

A Casoria, Noemi è apparsa più volte, ma vive a Portici. Il parrucchiere Leo, titolare di Bambole e Bambole, mostra orgoglioso il suo locale. Sostiene essere il più bello e grande della Campania nel suo genere. Il posto, in effetti, è elegante, c’è un gran via vai, si fa anche la ricostruzione delle unghie (70 euro) ma rinuncio a mezz’ora di interrogatorio per sapere se le unghie viola di Noemi sono state create qui. Se Leo sia l’artefice dei boccoli botticelliani però ho urgenza di chiederlo, lui nega, il sospetto non è rimosso dalle sue smentite, tantopiù che a sorpresa, solo alla terza volta che, distrattamente, lo chiedo, mi conferma che “la ragazza e la famiglia, in passato, qualche volta, sono state qui”. Una bella donna passa lì davanti, ci vede trafficare con l’obiettivo, ci guarda incuriosita, le domando se vuole darmi la sua opinione sul caso Noemi. Volentieri allora mi racconta che “da dieci anni è ispettrice delle assicurazioni e non le piace il messaggio che arriva da storie come questa: nella vita non serve solo essere carine o fortunate per fare carriera”. Lei lo sa bene poiché “lavora sodo dieci ore al giorno e ha puntato su ben altri talenti” mi dice sgranando i suoi meravigliosi occhi azzurri circondati da lunghe ciglia truccate con cura, animata da una seria indignazione che traspare pure dalla postura, spalle dritte, cartella da lavoro ben stretta da mani fresche di french manicure, gambe unite e salde su comodi tacchi otto centimetri.

L’Istituto Professionale Nitti alla periferia di Portici è una scuola malmessa come tante in Italia, il cortile è una colata d’asfalto, un albero resiste a malapena. La professoressa Claudia Iaccarino è una geologa, mestiere che da queste parti dovrebbe essere prezioso, riconosciuto e pagato a peso d’oro, e invece non lo è. Lei però è orgogliosa di insegnare al Nitti, a Portici la dispersione scolastica è altissima, studiare alle secondarie può essere un lusso che spesso risparmia agli adolescenti un destino disgraziato. Iaccarino pensa che la storia di Noemi e la sua improvvisa fama “non sono un messaggio positivo” poiché fa a pugni con la sua missione di insegnamento: “Ogni giorno spiego ai miei ragazzi che per avere lavoro, successo e soddisfazioni professionali servono lo studio e l’impegno”. La professoressa che alle prime domande è reticente dopo qualche minuto avvia un’arringa di indignazione: “Portici è un luogo che ha una storia prestigiosa. Qui fu inaugurata la prima ferrovia d’Italia (nel 1839), ci sono alcune importanti ville del Miglio d’Oro napoletano, una magnifica Reggia e adesso siamo diventati solo “il paese di Noemi”. Quando Claudia Iaccarino va via, passano due ragazze e due ragazzi, studenti del Nitti. Le femmine rifiutano di farsi fotografare perché “non sono truccate”, i maschi pensano che “è meglio accussì, sennò se Berlusconi ti vede poi ti chiama per andare a casa sua”. Loro quattro sono tra i pochi studenti rimasti fuori dalla gita scolastica, una crociera nel Mediterraneo dove Noemi c’era, doveva passare inosservata e invece ha compilato scrupolosa un (inutile) diario di bordo che sarà pubblicato da un (vendutissimo) settimanale.

[Pubblicato su Gioia, 05/2009]

Advertisements

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...