GIOIA/PERSONE

Monica Guerritore: Se cedi al bisturi, perdi

Monica Guerritore è una donna capace di mostrare l’anima e il corpo: “Il teatro toglie la maschera e tira fuori l’essenza”. Sul palco e sullo schermo è stata Lady Macbeth, Giocasta, Ofelia, Carmen, Giovanna D’Arco, Santa Monica, donne tragiche, autorevoli, scabrose. Nel 2008, prima di Sharon Stone, festeggiò i 50 anni lasciandosi fotografare da Fabrizio Ferri con i soli segni del costume sulla pelle abbronzata. Infine, avendo amato/ammirato uomini belli, potenti, eccentrici (Gianni Agnelli, Giancarlo Giannini, Gabriele Lavia, oggi Roberto Zaccaria), è stata al centro di gossip e maldicenze. E allora, forse per mettere ordine, ha deciso di spogliarsi ancora una volta e raccontarsi nell’autobiografia “La forza del cuore” (Mondadori). Incontro Monica Guerritore alle nove e mezzo del mattino nella sua grande casa romana, bianca ed essenziale, dove non ci sono quadri ma molti divani ed enormi finestre senza tende. L’attrice sorseggia il caffè fumando una sigaretta, è vestita di nero e sul viso non ha un filo di trucco, ha mani toste che a lei non piacciono ma sono belle e veritiere. Del suo libro mi dice subito: “Se pure la mia esperienza sarà utile anche ad una sola donna, averlo scritto avrà senso”.

Le sue scelte pubbliche e private spesso sono andate controcorrente. Qual è il suo rapporto con il consenso e con il giudizio? Per me è sempre stata sufficiente la comprensione del pubblico. Non mi importa quel che pensa di me la nomenklatura, e del giudizio dei potenti ho spesso dovuto fare a meno. Lo ammetto, mi è dispiaciuto, non posso dirmi contenta per non aver mai ricevuto un premio, però magari questo mi ha insegnato l’umiltà e mi ha fatto amare il pubblico in sala che, invece, c’è sempre stato.

Quanto ha pesato la sua bellezza nella relazione con le due figlie femmine (Lucia e Maria, 18 e 21 anni)? Ma mi vede? Sono distrutta dalla fatica delle prove a teatro. Anche loro mi hanno sempre visto così. Non credo sia la bellezza a mettersi tra di noi. Quel che pesa nel rapporto con le mie figlie è che non mi riconoscono la vocazione e il talento. Mi chiedono le medicine ma non s’informano del mio lavoro, spesso non vengono a vedere gli spettacoli. Tutto l’opposto succede con il padre, Gabriele Lavia (e quando lo nomina gli occhi si riempiono di lacrime ndr). La madre non è nient’altro che la madre, non ha autonomia né mestiere, eppure un tempo non era così, il femminile aveva una sua forza. A un certo punto, ci è stata tolta, lasciandoci solo la sensibilità, ma io non ci sto. Io ho questa forza nel mio cuore e la voglio usare insieme alla mia immaginazione per indicare la strada, anche e non solo alle mie figlie.

Lei non ha mai usato la chirurgia estetica e la sua bellezza è maturata con il tempo. Pensa che l’esempio potrà bastare per persuadere le sue figlie un giorno a non rifarsi? So che avranno presente un’altra possibilità, conoscono al loro madre e sanno che cosa è la forza dello sguardo nella mia bellezza. Quando accetti di risistemarti con il bisturi sposti il tuo sguardo e quello degli altri dagli occhi ad altrove. E perdi.

Davvero per una donna bella e sexy invecchiare può essere pacifico? Quando scopro che potrei togliere questa o quella ruga la tentazione è fortissima, però passo oltre, leggo un libro e coltivo i talenti che non hanno tempo. E poi se accorci il viso da un lato ecco che penderà dall’altro, se tiri da un parte subito un nuovo pezzo cederà. Il corpo invece può invecchiare in armonia e sono curiosa di sapere come sarò a 60 anni, perché voglio vivere le mie età e non rimanere fissata in una sola. Anche per questo in casa non ci sono mie fotografie.

Lei ha i capelli bianchi? No, ancora no. Io adoro i miei capelli, sono la mia forza, il loro colore originale è nero corvino. Quando verrà il bianco lo coprirò perché mi è sempre piaciuto giocare con le tinte. Però, ad un certo punto, diciamo intorno ai 65 anni, proverò a vedere come sto con una fluente chioma bianca.

Facile a dirsi, lei è Monica Guerritore. Non ho mai sentito mia la bellezza fino in fondo, e il corpo fisico non è mai stata l’unica fonte di seduzione cui attingere. Certo che mi piace avere cura del mio aspetto, fare delle belle foto, allungare gli occhi con il trucco nero, ma è solo un gioco, e non il più importante. Mantenersi belle a quest’età richiede applicazione: faccio molto power yoga, metto gli olii sul corpo, uso le creme, bevo acqua e mangio un terzo di quel che vorrei e così ho sempre la stessa taglia (qui fa un sorriso compiaciuto ndr).

Quando passerà la moda delle labbra a canotto e delle tette siliconate, che ne sarà di queste donne costrette a rifarsi per sempre? Vanno lasciate nel fiume e superate. Hanno sprecato il loro talento, noi invece dobbiamo andare avanti, spero capiranno che cosa si sono perse. A me pare che siano una minoranza. Il 90 per cento delle donne, quelle che io vedo per strada o a teatro quando si accendono le luci, sono vere e desiderose di dire: queste siamo noi. A me paiono tutte belle.

Non c’è un’immagine positiva della vecchiaia soprattutto femminile. I grandi maschi attori maschi sullo schermo ingrassano, invecchiano, si tolgono i denti. Le donne no. Tranne rare eccezioni, sono fissate su un’immagine e non è consentito loro l’interpretazione. In realtà quel che più manca è la rappresentazione della maturità femminile, quando il potere non è più solo la bellezza ma la forza interiore.

Lei si è ravvicinata a suo padre solo da poco tempo. Nella sua adolescenza le è stato vicino Gianni Agnelli, padre di Margherita, una delle sue più care amiche. Dal 1971 al 1978, Gianni Agnelli è stato per me un’importante figura di riferimento. Mi ricordo che svegliava me e Margherita all’alba per portarci agli scavi di Pompei o ad una mostra, mi suggeriva i libri da leggere. Era un persona eccezionale, un essere quasi sovrannaturale. Quando entrava nella stanza non faceva alcun rumore, anche perché non portava le scarpe, a casa sua era proibito, andavano lasciate fuori dalla porta. Non sento Margherita da un po’ ma non ho capito i suoi ultimi comportamenti pubblici, perché inseguire quell’ ideale di onestà che il padre le aveva insegnato è stato prevalente sul rispetto della memoria di Gianni Agnelli.

Qualche tempo fa, prestò la sua voce per leggere la lettera scritta da Veronica Lario a Silvio Berlusconi e fu aggredita dal centrodestra. L’ex moglie del premier l’ha mai chiamata? Non ce n’era bisogno. Le ha fatto piacere che le sue parole fossero state espresse attraverso la mia testimonianza in modo onesto, intenso e assolutamente fedele: l’ho saputo da una persona a lei molto vicina.

Farà mai la deputata? No. Il mio lavoro ha a che fare con le persone. E questo per me è già fare politica.

[Pubblicato su Gioia]

Advertisements

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...