BELLEZZE/GIOIA

Labbra a canotto: favorevoli, contrarie e danneggiate

L’avanguardia della bellezza mette fuori moda le labbra a canotto che volevano essere belle da baciare e invece sono rovinose anche solo da guardare. Chi piange sul silicone infiltrato è un gran numero di attrici, veline, ballerine televisive, ma soprattutto signore e giovani donne che anni fa hanno gonfiato la bocca il silicone, filler non riassorbibile. Oppure sono vittime di pirati della medicina estetica che ancora oggi lo usano nonostante sia vietato dalla legge, poiché una volta iniettato, rimane fissato e regala l’immobilità facciale, quando non procura infezioni, gonfiori, deturpamenti. I dati sul numero di filler effettuati per inturgidire le labbra stimano persino due milioni di interventi fino ad oggi dunque il campione potenziale della tragedia estetica contemporanea più appariscente è sterminato.

Tornare indietro è possibile, ma è costoso e fa male, spesso andare avanti con punture e riempimenti una necessità. Se sono bastate quattro punture per aumentare il volume delle labbra, volendo riaverla come “Dio me l’ha data” (parole che accompagnarono il ravvedimento di Courtney Love) serve un intervento chirurgico complicato: asportare un pezzo di labbro, fare un incisione, togliere il silicone e ricucire. Il risultato in linea di massima è accettabile, ma si vedrà sempre che c’è stata una sofferenza. Lo spiega il Dottor Emanuele Bartoletti, Segretario generale della Società italiana di medicina estetica e figlio d’arte: suo padre, il professor Carlo Alberto Bartoletti, ha “inventato” la medicina estetica e fondato un servizio ambulatoriale unico al mondo dentro l’ospedale Fatebenfratelli, alta qualità ma a prezzo calmierato. Da qualche mese, Bartoletti ha aperto l’unico “The Second Opinion” in Italia, ovvero un ambulatorio per le complicanze estetiche che prende in carico almeno 4 casi a settimana: filler sbagliati, cicatrici o macchie da peeling o laser, eccessi da botox.

Sarà anche per questo enorme mole di riaggiustamenti, ma il dottor Bartoletti è severo, persino brusco, con le sue pazienti sul numero di filler possibili, però è compassionevole verso signore ormai avanti con l’età, ereditate da altri e che hanno iniziato a rifarsi negli anni novanta, dame ormai affezionate alle loro bocche esagerate, agli occhi spiritati, agli zigomi con la pelle tiratissima, e gli chiedono punture su punture “senza più avere un solo centimetro di pelle vergine”. Perché è vero che ci sono stati e ancora ci sono medici che fanno gran danni, ma esistono pure donne che insistono per avere subito un risultato evidente, non si accontentano di un rigonfio graduale, chiedono che duri un po’ di più di quanto succede (per fortuna ormai) con le nuove che prevedono solo l’uso di filler riassorbiti entro qualche mese come l’acido ialuronico o il collagene.

Nel catalogo di quello cui è bene fare a meno nella vita, però, ci sono anche seni rigonfi, glutei bombati, zigomi puntuti, fronti irrigidite dal botox. Le bellezze (che ci paiono) non rifatte sono quelle che piacciono sempre di più. Sono giovani attrici come Sabrina Impacciatore, Alba Rorwacher, Maya Sansa, Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Solarino, tutte con visi forti, bocche speciali, corpi belli fuori dagli standard. Oppure magnifiche cinquantenni come Monica Guerritore, e bellezze imperiture come Vanessa Redgrave, 70 anni, che accettano le rughe e accompagnano l’evolversi della loro grazia nel tempo. Sulle passerelle tornano le rotondità, e con il sostegno di Anne Wintour è Laetitia Casta a presiedere la settimana della moda francese. E ancora, Calvin Klein sceglie Lara Stone, olandese, definita formosa (magrissima per il resto delle comuni mortali), Vogue online propone la sezione curvy, e le donne impazzite di gioia ringraziano frequentandola in massa.

In America dove Disney Corporation ha chiuso alle ragazze rifatte i provini per il nuovo Pirata dei Caraibi, premiando anni dopo la testardaggine di Keira Knightley che si era fieramente battuta per non essere pompata con il photoshop sulle locandine. Agostino Toscana, direttore creativo di Saatchi&Saatchi Italia, conferma che i casting sono resi mortalmente noiosi da troppe ragazze identiche fra loro, un unico lungo sbadiglio finché non arriva qualcuna “che non è stata omologata da interventi chirurgici, e ha conservato un naso importante, labbra naturali, oppure lentiggini e fossette. Allora viene scelta perché il suo difetto fa la differenza, e rende la sua bellezza unica, dunque memorabile. La grande pubblicità cerca le maggiorate solo per rappresentare l’esagerazione e il grottesco”.

Persino nella pornografia, spesso accusata di essere la fucina di modelli ipersiliconati, le attrici più famose del momento sono l’americana Sasha Grey e la tedesca Annette Schwarz, che si fanno un vanto di avere corpi e visi autentici. E d’altronde, su superzeta, sito frequentato dagli estimatori dei più vari generi pornografici, si moltiplicano gli appelli degli utenti alle dive del settore perché si disfino del silicone e tornino alle fattezze originarie. In molte lo fanno, e se proprio non espiantano del tutto, almeno ridimensionano vedi il caso di Victoria Beckham, che ha scalato di un paio di misure o di Pamela Anderson che lo ha dimezzato. Il fatto è che le maggiorate artificiali sono ruzzolate giù dal piedistallo per finire in un target sempre più piccolo, più basso e di dubbio gusto che ha avuto origine nelle riviste erotiche patinate americane tipo Playboy e trova ancora un palcoscenico nella televisione.

Enrico Vanzina, sceneggiatore, fratello del regista Carlo, autore delle commedie più popolari d’Italia, colui che – ci tiene a precisarmelo – ha inventato la frase “guance che sembrano un canotto”, accusa la tv senza mezzi termini: “La televisione ha la resposabilità di mettere in scena a tutte le ore opinioniste, veline e partecipanti al Grande Fratello che hanno come aspirazione di assomigliarsi. La bellezza, invece, sta nel coraggio di essere diverse, uniche e anche imperfette”.

Medicina e chirurgia plastica non arretrano di un solo millimetro, anzi c’è un’esplosione di varietà di trattamenti. Ogni parte del corpo può essere rimpolpata, lisciata, rassodata, e se calano le liposuzioni aumentano i lipofilling (ovvero la realizzazione della sfrenata fantasia di ricollocare il proprio grasso dove piace). La tendenza più raffinata è fare ma non esagerare e soprattutto non esibire. Uno degli interventi in costante aumento è il più segreto di tutti, ovvero la vaginoplastica a fini estetici conferma il prof Gianfranco Bernabei (del Lvr Institute di Milano, Laser Vaginal Rejuvenation è un metodo internazionale brevettato). Si parte da un problema di salute, come muscoli perineali allentatidalla gravidanza, o alterazioni delle forme nelle piccole e grandi labbra e si finisce con la chirurgia estetica come se fosse credibile un modello di bellezza anche per i genitali. In Italiasiamo agli esordi, ma in Inghilterra e in America, dove la pratica è molto diffusa e prevede una gran varietà di interventi tra cui l’ingrandimento del Punto G, si sono creati ampi schieramenti di favorevoli e contrarie, oltre al fatto che contano parecchie danneggiate.

[Pubblicato su Gioia]

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