GIOIA/PERSONE

Donna Assunta dice a Fini di tornare a casa (che lei gli regala anche una cravatta nuova non rosa)

Donna Assunta, vedova di Giorgio Almirante, storico segretario del Movimento Sociale italiano, è nata con il nome di Raffaella Stramandinoli a Martirano Lombardo, paese in provincia di Catanzaro, da una famiglia di possidenti. Quando sua madre la mise al mondo, per un misterioso motivo che nessuno ha mai chiarito, la servitù annunciò che era venuta alla luce Donna Assunta: “e questo fu il mio nome d’arte”. Di questa signora non si conosce la data di nascita, non riesco neanche a carpirle il segno zodiacale (“stupidaggini”), in nessun caso le darei il dispiacere di chiedere o scoprire quanti anni ha: “Mio marito era molto, ma molto più grande di me” (era nato nel 1914 ndr) è l’informazione più precisa che ottengo.

Donna Assunta mi riceve nella sua bella casa e apre la porta personalmente. Sono le quattro e i domestici “ancora riposano”, lei no: offre il caffè in tazze di porcellana, una scatola di buoni cioccolatini, un bicchier d’acqua con il sottobicchiere. L’appartamento è grande 500 metri quadri e donna Assunta lo abita con l’ultima dei suoi quattro figli (gli altri sono nati da un precedente matrimonio), l’unica avuta da Giorgio Almirante, il marito di lei e i due figli che fanno parte dei nove nipoti amati e seguiti. In ogni stanza ci sono grandi foto del segretario missino e altre, più discrete, della coppia in viaggio per il mondo. I tavolinetti e le scrivanie sono pieni di soprammobili e argenterie brillanti: “Il lunedì spolvero e lucido ogni oggetto, i due domestici fanno il resto, però, stamattina, ho spazzato la terrazza”. E sono ben 140 metri quadri fitti di vegetazione. Piante che, come i molti bouquet di fiori disposti in casa, ogni mattina Donna Assunta trova davanti alla sua porta (insieme alla mazzetta dei 6 quotidiani che leggerà nello studio) vari omaggi per una grazia ricevuta, per una da chiedere o semplicemente gentilezze di anonimi ammiratore “che mi spiace tanto non poter ringraziare”. L’ultima First Lady della Prima Repubblica non fa mistero di usare le sue conoscenze per fare favori. Se altri lo definirebbero fare raccomandazioni è “perché non sanno quanto è difficile trovare aiuto se vivi in un paese del sud”. Fu proprio per cercare un favore che conobbe il suo futuro secondo marito (la signora era vedova, Almirante divorziò per sposarla). Donna Assunta ottiene quel che vuole perché è una regina dell’oratoria che giudica, condanna e nel contempo assolve almeno un po’, lascia aperta una via di fuga per sé ma anche per chi le è capitato a tiro: l’educazione borghese insegna “che puoi ridere di qualcuno solo in casa tua, mai esibire disprezzo per gli altri”. Con qualche eccezione. Sul litigio in tv tra i finiani Adolfo Urso e Italo Bocchino con Maurizio Lupi, berlusconiano, Donna Almirante è lapidaria: “uno spettacolo degradante, che non siano mai più votati. Pessimi consiglieri. Quel ragazzo lo aveva generato suo padre, ma mio marito lo fece diventare uomo”. Quel ragazzo è Gianfranco Fini.

La fa disperare, eppure era il delfino di Almirante. Non lo è più da tempo. La mia battaglia è iniziata a Fiuggi (1995). Non volevo che nascesse Alleanza Nazionale, ma era favorevole all’accordo con Berlusconi, senza svendere la casa dove si è padroni.

Ora lei consiglia a Fini di tornare ad Alleanza Nazionale. Potrebbe farlo, la casa c’è sempre

Dove sarebbe questa casa? In via della Scrofa (sede storica del Movimento Sociale) per esempio. Il patrimonio immobiliare di sedi che mio marito aveva creato è ancora lì, gestito da due parlamentari Francesco Pontone e Donato Lamorte.

Fini tornerà? Ma no, la poltrona fa comodo a tutti. Rientrerà nel Partito delle Libertà, non è il primo litigio e non sarà neanche l’ultimo.

Dunque ha sbagliato a creare una frattura? Doveva restare nel partito e dare battaglia.

Lo condanna? Eh no, mica è l’unico ad avere colpe. I suoi colonnelli sono soldati di fanteria che lo hanno aiutato a chiudere il partito, e mi hanno stancato. Hanno fatto il danno con lui e ora lasciano da solo.

Persino Ignazio La Russa non l’ha seguito. Voglio bene ad Ignazio, conosco la sua famiglia, però anche lui fece la sua parte.

Tra le donne importanti che lo hanno abbandonato c’è la ministra Giorgia Meloni. Importante? Ma che cosa dice? E’ una ragazza che ha fatto un po’ di politica con altri ragazzi.

Flavia Perina, deputata e direttrice del Secolo d’Italia invece sta con lui. E lo consiglia male.

E’ mal consigliato sui vestiti, soprattutto. Per esempio quella cravatta rosa. Forse sarebbe stata passabile a luglio, non ora. E quando si mette la mano in tasca e si vede la cintura che sembra rosa e magari chissà sarà di cuoio? E dire che di cravatte gliene ho regalate, ma solo e sempre quelle di Marinella.

L’accoppiata con il doppiopetto grigio è terribile. E quando mette quel vestito pied de poule verde? Però non lo scriva, se no mi arrabbio. Si potrebbe pensare che magari la sua compagna ha cattivo gusto.

Lo scriverò, mi perdoni. Conosce Elisabetta Tulliani, la compagna di Fini? L’ho incontrata solo una volta.

E Daniela Di Sotto, l’ex moglie di Gianfranco? E’ uscita di scena.

Lei la sente? Sono stata la testimone di Gianfranco alle nozze. Ora Daniela è chiusa nel suo dolore e con grande signorilità si è fatta da parte persino nel partito cui era così legata. Ho provato a cercarla, ma so che vuole essere lasciata in pace.

In un mondo così esibizionista è una rarità. A proposito, le piace Daniela Santanché? Mi chiedo perché insiste a occuparsi di queste signore che portano il burqa e non delle donne che vivono nei paesi senza fognatura ancora oggi in Calabria. Prendessero tutti esempio dalla Lega che fa politica sul territorio.

Lei ha votato alle ultime elezioni per la Regione Lazio? Sì, La Destra di Francesco Storace.

Dunque ha scelto Renata Polverini. Una signora saggia che governerà bene.

Quale donne in politica stima? Era bravissima Nilde Iotti, nessuna più è stata alla sua altezza. Sono brave Anna Finocchiaro e Stefania Prestigiacomo. Adriana Poli Bortone è una signora della politica, ovviamente l’hanno messa in isolamento.

In Puglia, dove ha vinto Nichi Vendola. Quello con l’orecchino. Però lì c’è un gran cervello, Michele Emiliano, il sindaco di Bari.

E’ del Partito Democratico. Eh ma è bravo.

Lei non ha mai smesso di tessere le lodi di suo marito. Come ogni vero genio non ha lasciato eredi.

Dunque il leader di una nuova destra non è tra i nomi oggi conosciuti? Né potrebbe esserlo: con l’attuale vergognosa legge elettorale al popolo è stato tolto il diritto di scegliere e votare i migliori.

Eppure ragazzi cresciuti in quel partito oggi ricoprono cariche importanti. Per esempio, il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Ma che cosa può fare Alemanno in una città governata dall’inciviltà dei suoi abitanti? Gli escrementi dei cani sui marciapiedi, le macchine con gli autisti in doppia fila, persone che svuotano i posaceneri in strada. Uno di questi maleducati l’ho rimproverato e fatto vergognare, poi ho chiesto al portiere di dargli una scopa per raccogliere le cicche.

Donna Assunta ma che cosa fa per essere così vitale? Mi sveglio presto, sono sempre attiva e mangio poco.

Ma lo sa che su Facebook c’è un profilo a suo nome con 1800 ammiratori? Che bello, quanta gente.

Conosce Facebook? No (glielo spiego). Mi fa proprio piacere, eh io vado sempre in televisione, sono andata persino da Piero Chiambretti. A volte i giornalisti passano sotto casa e citofonano.

Quando Fini fa un gesto clamoroso, tutti corrono da lei a chiedere perché. Devo staccare il telefono per avere un po’ di pace.

Stavolta non c’è speranza di assoluzione. Sarà molto logorato, ma uscirà dalla crisi. Per esempio con la proposta di elezione diretta del Presidente della Repubblica. Ottima proposta, era di mio marito. Quando vuole, Fini sa dove cercare le buone idee.

[Pubblicato su Gioia]

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