GIOIA/PERSONE

Paolo Guzzanti: Sono fiero di Sabina, di me molto meno

Il Ritorno dei Guzzanti vede il padre Paolo e figlia Sabina complici e affiatati, dopo anni di separazione pubblica (e anche privata) per litigi politici.

Paolo ha 70 anni, 6 figli e una moglie. Giornalista, autore di dieci libri, senatore per due legislature, ora deputato, dopo aver rotto con Silvio Berlusconi a causa della benevolenza verso “il regime di Putin” e della mignottocrazia (“la corruzione che ottiene potere in cambio di favori, anche sessuali”) è uscito dal Partito delle Libertà senza però lasciare il seggio, anzi preparando la sua autonoma discesa in campo.

Sabina ha 46 anni, artista poliedrica, attrice al cinema, teatro e in tv, regista di cinque film,, impegnata a sinistra, ha trionfato a Cannes con Draquila, la terra trema, documentario di denuncia sul post terremoto all’Aquila,che non fa fare bella figura al Primo Ministro. Accusata dal ministro della cultura Sandro Bondi di infangare l’immagine dell’Italia all’estero, Sabina è stata difesa dal successo internazionale del film, ma anche dal padre che non ha esitato a giudicare ottimo Draquila e Bondi invece “politicamente, un pezzo di m”.

Chiedo conto a Paolo Guzzanti di questo risorgimento personale e familiare. Mi racconta volentieri delle sue prossime avventure politiche, del rapporto con Sabrina, ma anche con Corrado e Caterina. E’ sabato mattina, sono le ore 11. Guzzanti padre mi aspetta davanti alla porta della sua grande casa dove ogni stanza ha pareti di colore diverso. L’ingresso è rosso.

Guzzanti lei sta fondando un nuovo partito. Non proprio, ma quasi.

Mi spieghi. Dopo aver lasciato il Pdl ho aderito al Partito Liberale dove sono vicesegretario.

Un partito moribondo. Siamo in un’avanzata fase di rianimazione, con mille nuovi iscritti, soprattutto giovani che hanno studiato all’estero. Ci siamo presentati nelle ultime elezioni in molti collegi ed eletto qualche consigliere.

Esce in questi giorni il suo libro Guzzanti vs De Benedetti (Aliberti), ovvero lei contro l’editore de La Repubblica, uno degli uomini più ricchi e potenti d’Italia. De Benedetti, come molti altri, si ritiene un liberale.

Lo vorrebbe tra i finanziatori del suo partito? Mi piacerebbe averlo tra gli iscritti.

Amici e nemici del sua discesa in campo? Il mio competitor è Silvio Berlusconi e il Partito delle libertà perché hanno usurpato il marchio liberale. La sinistra invece sarà il bacino da cui trarre voti.

La sinistra che applaude sua figlia Sabina, regista di Draquila, documentario sul post terremoto all’Aquila. Un lavoro schierato e ben fatto. Sabina è stata bravissima, doveva andare in concorso.

Il Ministro per la Cultura Sandro Bondi ha invece disertato Cannes per protesta contro Draquila. Ha fatto fare una pessima figura all’intero Paese decretando però il successo planetario di Sabina. So che lei gli ha mandato una cassa di champagne, anche io lo avrei fatto come ho scritto sul mio blog Rivoluzione italiana.

Sabina ha seguito il consiglio. Macché, non l’avrà letto, abbiamo solo avuto la stessa idea.

Sua figlia è apparsa molto bella a Cannes. L’ho chiamato subito per dirle che era splendida.

Aveva pure lo smalto rosso ai piedi. Questo non l’ho notato. Sabina è un’igienista del cibo, fa yoga (in realtà meditazione, è buddista ndr), è giovane ma non giovanissima, fa bene a curarsi così. E’ stata brava anche ad usare il suo splendore come strumento di comunicazione, indossando quel bell’abito e non vestiti da guerrigliera.

E’ sempre stata una ragazza tosta? Da bambina era buona e brava, da adolescente fu turbolenta, come altre coetanee, e volitiva. Fece un concorso per studiare chitarra classica all’Accademia di Santa Cecilia e lo vinse, ma non frequentò per mancanza di posti. Poi andò all’Accademia di arte drammatica con ottimi risultati, tra gli insegnanti c’era Andrea Camilleri. Mai però avrei immaginato che lei avrebbe avuto successo come attrice comica e di ruoli brillanti.

Qual è il segreto del successo di sua figlia? Lei studia, si impegna e riesce a fare quel che vuole.

Corrado, invece, il suo secondo figlio? Corrado è un talento multiforme. Nessuno lo sa ma è anche un bravissimo scultore, disegnatore e musicista, ed è un uomo meticoloso e perfezionista in ogni suo lavoro. Poi Corrado, come le sue sorelle, è timidissimo.

Lei è molto legato anche alla terza Guzzanti, Caterina, attrice di talento non solo comico. E’ la figlia che, per alcuni versi, ho amato di più, l’ho accompagnata a scuola tutti i giorni fino a 18 anni, suscitando le gelosie di Corrado. Caterina è nata quando io e la madre eravamo già separati e il mio grande dolore è non averle dato neanche un giorno di vita quotidiana familiare con me, so quanto lei ha sofferto.

Lei è sposato con l’americana Gill Falcigno, 40 anni, bella, simpaticissima, insegnante di inglese, capitano di barca e appassionata di scarpe con tacco altissimo. Avete tre bambini: Liv 8 anni, Lars 6, Liam 4. Che rapporti hanno con i suoi figli più grandi? Caterina e Corrado vivono ancora oggi con sofferenza la mia seconda famiglia poiché loro non ne hanno potuto avere una con me. E’ triste per tutti noi ma fa parte delle amarezze della vita. I piccoli mi chiedono spesso di loro due, se è vero che sono i loro fratelli e sono felici quando vengono qui carichi di regali e affettuosi, però succede una o due volte all’anno.

Sabina invece? E’ molto legata ai bambini. Un paio di settimane fa io e Gill eravamo a New York, Sabina è stata con loro, ha giocato e letto le favole. Per i piccoli è stata una giornata indimenticabile soprattutto per Liv che le assomiglia molto e che spesso chiamo Sabina. Lo rifaremo prestissimo. Con i figli serve continuità, anche se solo per telefono devi esserci sempre.

Ha mantenuto questa continuità anche quando litigava con i suoi figli sui giornali e le posizioni politiche vi divedevano radicalmente? Sabina ha sempre zittito gli spettatori che dalla platea urlavano insulti sul mio nome. Non mi hanno mai fatto sconti perché sono il loro papino, ma quando i giornali mi accusarono per il mio lavoro nella Commissione Mitrokhin (indagava sulle attività illecite del Kgb in Italia ndr) i miei figli mi fecero quadrato intorno, e questo mi diede un’immensa forza.

Sabina presentò il suo libro Agente Sasha che ricostruiva la vicenda. Sì e disse: “Quando ho saputo che mio padre era accusato di aver fondato un servizio parallelo, ho capito che era una bugia, lui non ricorda neanche dove posteggia la macchina”. Avrei preferito avesse detto: perché è una persona per bene, ma andava bene uguale.

Come ha detto sua figlia Caterina: “Siamo sempre una famiglia”. Per fortuna siamo diversi l’uno dall’altro, ma l’imprinting è comune. Ci tengo però a dire che i miei figli sono così per loro talento, non per merito mio.

E’ fiero di questi ragazzi. Tantissimo, io sono sempre stato fiero di loro, molto meno di me stesso.

Essere padre di sei ragazzi è un lavoro. Se avessi avuto la bacchetta magica ne avrei avuti il doppio. I figli mi piacciono sempre da neonati, da adolescenti, da adulti. Ogni età richiede un impegno. I più piccoli li porto a scuola e siccome lavoro a casa tengo sempre la porta aperta per loro. Hanno imparto presto avendo un padre di settant’anni a far conto della lunghezza della vita. Li rassicuro dicendo che prendo una pillola per vivere 120 anni e che la macchina del futuro ci permetterà di incontrarci anche tra pianeti diversi.

E’ passata un’ora e mezza e dietro alla porta dello studiolo la vita scalpita. Entra Liam, l’ultimo, saluta e scappa. Lars invece ci intrattiene sui Pokemon. Arriva Gill impegnata nel cambio di stagione a farci ammirare una mise sportiva e ad aggiornarci sull’andamento della vita familiare. Intanto la tata ha bruciato la pancetta e rovesciato le uova per la carbonara in padella. Guzzanti concorda di rifare lui la pasta alla sera. Ora deve finire di veder la nuova puntata di una serie americana, passione che condivide con Corrado e con cui scambierà freneticamente commenti sull’argomento, ma solo in inglese.

[Pubblicato su Gioia]

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