ARTICOLESSE/GIOIA

Invecchiare con le All Star ai piedi

converse-all-star“La prima volta è stata a Venice Beach, in California. Avevo 25 anni e loro erano bianche e blu. Viste, comprate e indossate. Tornata in Italia ho scoperto che le All Stars erano anche rosa, verdi, alte, basse, con i brillantini. In vent’anni, ho attraversato due continenti, cambiato tre lavori, mi sono sposata, ho fatto un figlio e ai miei piedi ne sono passate 25 paia. Gli adolescenti le portano consunte, io le voglio pulitissime. Come mio padre. L’ultima volta che l’ho visto ne aveva un paio arancioni in tinta con le bretelle”.

Invecchiamo con le scarpe di ginnastica ai piedi, indossando la minigonna, a cavalcioni su una bici, l’apparecchio ai denti, sorseggiando lo Spritz e ballando la musica elettronica, l’Ipod alle orecchie, i Radiohead a tutto volume. Sullo scontrino, tra gli acquisti di una ragazza di vent’anni e una di quaranta non c’è alcuna differenza, anzi: “sono i consumi a stabilire un’età” sostiene la semiologa Giovanna Cosenza che insegna all’Università di Bologna. Secondo l’esperta non devo scrivere quanti ha Valentina Di Marco, account manager delle ricerche di mercato, la donna delle All star di cui sopra, né suo padre poiché “l’età anagrafica non è pertinente, non contano i numeri, ma gli stili di vita”. Cosenza ha elaborato la teoria della donna TransAge: “che vuol dire avere amici e amori di tutte le età, culture e appartenenze, essere affascinati dalla bellezza adolescente e da un volto segnato, scordare l’età a furia di non farci caso perché nelle persone contano di più la storia che hanno, le cose che pensano e fanno”.

La data di nascita è davvero un fatto trascurabile? E possibile vivere senza ricordarsi degli anni che passano? Rossana Savino, milanese, promoter discografica, dice: “Io me ne fotto dell’età, non ho percezione soggettiva del mio invecchiare, me lo ricordano però i maschi che non mi trattano più da ragazza. Per me è come se il tempo si fosse fermato ai 25 anni quando ho iniziato a percepirmi adulta, ma questo non significa vivere da studentessa. Al contrario, penso al mio percorso come esperienze accumulate, e non anni passati su una linea retta che porta alla vecchiaia, alla fine della mia esistenza”. E’ difficile tuttavia non chiedere “quanti anni hai?” o non porsi mentalmente la domanda e stabilire lo scarto con quanti se ne dimostrano. Nessuna spende 700 mila euro all’anno come Madonna per mantenersi bella (nessuna è una rock star, va detto), un po’ per tutte però vale l’aspirazione “ten years younger look”, dimostrare dieci anni di meno. Con il rischio di sembrare adolescenti intrappolati in corpi che cambiano e legittimare slogan di rara idiozia come Vietato invecchiare. E invece: “Invecchio sempre molte cose imparando, una frase di Solone è il mio motto, dunque il passare degli anni per me è eccitante” racconta Serena Bortone, autrice televisiva, che con Mariano Cirino ha scritto Io non lavoro. Storia di italiani improduttivi e felici (NeriPozza), un libro opposto alla sua esperienza: “A 5 anni andavo a scuola, a 9 ero un talento al pianoforte, a 18 anni ho firmato il primo contratto. Con una carriera così precoce ho investito tutto sul cervello e non mi accorgevo del mio impatto fisico. Adesso posso farlo anche perché, per fortuna, porto la stessa taglia dei 20 anni, ero formosa allora e lo sono adesso. Ho un solo dubbio. Un’amica che mi ha preceduto nei 40, nel giorno del suo compleanno mi regalò decine di abiti sexy sostenendo che, per via dell’età, non poteva più indossarli. Mi chiedo se anche io devo anche io mollare le mise audaci”.

No, non deve farlo, anche perché Serena Bortone indossa gli abiti femminili con grazia e originalità. Osserva Giovanna Cosenza: “Le donne italiane hanno la peculiarità di assomigliarsi: i capelli lisci, la french manicure, il trucco finto naturale. Opporsi all’omologazione, invece è una significativissima rivolta personale, un buon modo per non soccombere agli stereotipi legati all’età. Non c’è una ricetta, ma bisogna farlo, è un dovere sociale essere unica, più moltiplichiamo le immagini più moltiplichiamo la libertà”. La semiologa cita http://advancedstyle.blogspot.com dove è fotografato lo street style di uomini e donne avanti con gli anni a Manhattan, privilegiati che interpretano in libertà il loro ruolo, portano capelli e cappelli stravaganti, caste gonne e audaci short.

Ispirarsi al libertario spirito newyorchese è un‘azione lodevole, seppur faticosa: non deprimersi per i capelli bianchi, trovare graziosi gli occhiali necessari davanti al computer e al cinema, lasciar correre le micro perdite di memoria, osservare le rughe con disincanto. No, non è facile, né in un piccolo centro né in una metropoli, neanche a Londra. Da dove, la spagnola Victoria Peiró, commercial production executive di Discovery Channel, racconta: “In molti si ostinano a convincermi che la mia età è solo un numero e che io sembro più giovane, ma quello che desidero non è sembrare, bensì essere effettivamente più giovane”. La maturità dona, Victoria lo sa, “ma finora ho guadagnato chili e perso capelli. Così per il mio fatidico compleanno sono andata dal parrucchiere per un taglio corto e spensierato. Lì ho incontrato la collega giovane dentro con la pratica buddista e giovane fuori per quei 10 anni in meno di me che, per un paio di ore, ha riaffermato la sua sua gioventù a mie spese. Quando sono uscita dal parrucchiere ho desiderato solo che con i 40 anni guadagnassi almeno l’invisibilità”. La bella Victoria gioca sui numeri che segnano l’essere e l’apparire svelando il sadico meccanismo del marketing che usa con sapienza i conflitti interiori: tranquillizzare sulla fattibilità di un figlio a 45 anni e proporre un integratore per la menopausa che porta stampato a caratteri cubitali sulla confezione i due stessi numeri (è consigliato a partire da quell’età). Camilla Pollice appena nominata responsabile della sede romana dell’agenzia pubblicitaria Saatchi e Saatchi, maneggia i meccanismi degli spot ed è, allo stesso tempo, una cliente che si lascia convincere: “Compro il jeans ad istinto e lo yogurt rinforzato al calcio, perché il mio segreto è tenermi emozioni da adolescenti e una testa da donna che si stima e si vuol bene. Non censuro l’acquisto quando è una coccola compensatoria ma so che non c’è un elisir per tutte le infinite fobie da invecchiamento. Eppure questa è un’età dipienezza e fascino, non c’è bisogno di competere con icorpi sodi. Ne fossimo più consapevoli faremmo anche più carriera”.

Riconoscere il gioco dei profitti organizzato sulle paure e le ansie che ognuna coltiva davanti allo specchio permette di prendere le distanze e financo autoassolversi. Come testimonia questa anonima giornalista: “Mi aggrappo con le unghie e con i denti a ciò che resta della mia gioventù. Lo sport, per esempio. Mai fatto. E ora disciplinata eseguo pilates due volte alla settimana e hydrobike. Sono il target ideale per l’acquisto di ogni prodotto che prometta di ringiovanirmi, illuminarmi, esfoliarmi, rassodarmi, drenarmi, e via illudendomi. Il mio corpicino negletto è diventato sorvegliato speciale e per l’anima mi sono messa in analisi. Quando la mia analista cita la crisi di crescita che attraverso, ho un sussulto, sono fuori tempo massimo le dico, ma lei lapidaria chiude: meglio tardi che mai. Chiuderò con l’analisi temo e mi terrò la posta del cuore di Natalia Aspesi. Certo sarebbe bello se mollassimo, però tutte, non io da sola”. Maria Rosa, neo responsabile di Saatchi&Saatchi di Milano, anche se è appena arrivata alla direzione, pensa a mollare e si attrezza per “un futuro come piace a me, in cui ci sono viaggi, amici, pranzi seduti ad un tavolo in una casa di campagna, vestiti delle bambole da cucire imitando gli abiti di moschino per figlie ancora piccole, mazzi di fiori di un certo colore in vasi di una certa forma. Come molte altre che conosco, dico che non invecchio. Semplicemente mi preparo al meglio che deve ancora venire”.

[Pubblicato su Gioia]

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...