BELLEZZE/GIOIA

Io solo bio. Tranne questa volta

Non entro mai in profumeria. La quantità di prodotti e marchi a disposizione mi incute timore, non so quali siano i migliori e le venditrici sono troppo truccate per ispirarmi fiducia. Però essendo appassionata di estetica e suoi derivati, sono stata eccitata dalla proposta della Redazione Bellezza di invertire il set di prodotti per la cura quotidiana tra me, devota della cosmesi naturale, e la collega appassionata dei prodotti ad avanzata tecnologia. Quando sono entrata nella stanza di Antonella Grua per prendere accordi, avrei voluto toccare, annusare, frugare tra barattoli e vasetti togliendomi, finalmente, ogni curiosità. Però, ero così imbarazzata dal mio entusiasmo che non ho mosso un dito e sono rimasta compostamente seduta durante la consegna: elenco dei prodotti, che cosa fare (provarli ogni giorno per un mese), che cosa annotare (sorprese, delusioni, conferme), che cosa evitare (usare altri cosmetici).

Sul treno Milano-Roma ho contato e ricontato quei vasetti fuori numero per le mie abitudini: otto prodotti da usare in contemporanea, sei per il viso e due per il corpo, ognuno con una specifica funzione e, soprattutto, senza alcun visibile ingrediente per me familiare ovvero estratti di piante e frutti oppure oli essenziali meglio se di provenienza biologica, ecocompatibili ed equosolidali. Giunta a casa, elimino le confezioni di carta e annoto subito che il packaging è quasi sempre inutile: perché mantenerlo? Dispongo i prodotti sulla mensola in ordine di grandezza e a capo della fila ci sono il latte detergente e il  tonico in bottiglie da mezzo litro color bronzo (raramente i prodotti naturali hanno confezioni gigantesche). Sono abituata ad un semplice detergente con risciacquo, così adotto subito una tecnica mista: massaggio il latte all’acido ialuronico sul viso con le mani inumidite, lo tolgo con acqua e, quando asciugo, sento con piacere che la pelle non tira. Con un batuffolo di cotone passo il tonico, fresco e idrante. La ricca cura per il viso prevede ora la crema contorno occhi che di solito non uso. Quando tolgo il cappuccio del sottile tubetto sono sgomenta dalla presenza di una pallina di acciaio: Farà male? Scaverà ancor di più i solchi? Perché il contenuto è liquido e non cremoso? Resisto al suo uso per tre giorni, poi mi butto e scopro che pallina scivola leggera e le occhiaie si attenuano. Sarà però l’accoppiata Fluido attivatore della giovinezza e Crema Antirughe con protezione 15 a corrompere per sempre la mia coscienza eco-bio. Mi serve un minuto e mezzo minuto per stendere il lattiginoso composto e lasciarlo asciugare mentre gli ripeto un mantra di incoraggiamento a fare il proprio dovere di bellezza (la tentazione animista è sempre in agguato). Poi, in altri novanta secondi, spalmo e massaggio la crema idratante che lascia la pelle elastica e nutrita fino a sera. Questi sacrosanti tre minuti mi hanno permesso di mantenere un bell’aspetto pure nei momenti peggiori, quando i miei figli non mi hanno lasciato neanche il tempo di ri-guardarmi allo specchio durante il giorno. Il peeling per il viso, invece, non è entrato con costanza nella prova. Non sono abituato al prodotto e sentivo aggressivo per la mia pella il frequente uso suggerito (due o tre volte alla settimana): massaggiato ogni sette giorni ha dato un buon risultato, ma ne ho visti di migliori con prodotti naturali al 100 per cento.

Per sostenere l’efficacia dei prodotti di cura per il corpo, ho mantenuto la disciplina di fare mezz’ora di movimento fisico tra yoga e nuoto, ho meditato e bevuto almeno due litri di acqua.  Ho esfoliato la pelle ogni cinque giorni e massaggiato con una crema ad azione liporiducente il cui tubo argentato aveva suscitato la mia diffidenza, abituata come sono, ingenuamente, ad associare i colori opachi alla naturalità/bontà del cosmetico. Dopo trenta giorni, però, la confezione cromata ha meritato il mio rispetto.

Alla fine del mese di prova sono stata felice di ritrovare il mio gel all’aloe, l’olio di mandorle da sfregare prima della doccia, il tubetto di crema alla rosa mosqueta. Però confesso che quando ho visto le rughette del viso spianarsi e la pelle degli zigomi rassodarsi quasi sotto le mie dita, ho subito inteso come lo strumento fosse diabolico. D’altronde, non è con gli angeli custodi che si stabilisce il patto per l’eterna giovinezza e noi ragazze eco-bio lo sappiamo, dunque fedelissime alla linea, siamo sempre pronte per cedere felici alle migliori tentazioni.

[Pubblicato su Gioia, 08/2010]

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