GIOIA/PERSONE

Italo Bocchino: Cambio l’Italia e scappo in Messico

Italo Bocchino è il Capo Scatenato dei 43 Indipendentisti, quel manipolo di parlamentari del Pdl che a luglio ha mollato Silvio Berlusconi per incoronare leader Gianfranco Fini e, ogni giorno, esternando tra giornali e tg, minaccia la sopravvivenza del Governo. In questo giovedì di fine agosto, il piccolo e smilzo Bocchino, napoletano, 43 anni di cui i due terzi spesi in politica, deputato dal 1996, è l’uomo più ricercato dai media, eppure per un’ora buona rimarrà mollemente adagiato su una poltrona della sala Freccia Alata dell’Aeroporto di Fiumicino. Il suo I-phone trilla senza sosta, ma lui balza in piedi solo per una telefonata “Ministro carissimo, eccoci qui. Ci difendiamo, certo” dice allontanandosi da orecchie indiscrete. La fronte è rilassata (“mi faccio il botulino”, scherza), abbronzato, indossa pantaloni blu sportivi un po’ stinti e una camicia azzurra di lino un po’ stropicciata. Gli abiti che gli confeziona la sartoria Mazzuoccolo di Napoli sono riposti nell’armadio della casa romana, nella piccola sacca blu che poggia per terra ci sono un costume, un paio di pantaloncini, una maglietta e l’Ipad. Tra un’ora volerà a Reggio Calabria, da lì in elicottero a Panarea dove, nella casa affittata per l’estate, lo aspettano la moglie Gabriella Buontempo e le due figlie Antonia (8) e Eugenia (7).  E’ Gabriella a garantire  la familiarità di Italo con la vita mondana e con la sinistra. Di famiglia socialista, la signora che di mestiere è produttrice cinematografica, si definisce una craxiana di ferro. Fu la sua zia del cuore, Graziella Lonardi, mecenate e ideatrice del premio Malaparte di Capri,  ad organizzare il suo matrimonio con Bocchino a palazzo Taverna:  la notizia andò sui giornali anche per il parterre di invitati,  una miscellanea di nobiltà nera e intellighenzia rossa cui ancora le cronache mondane non erano ancora abituate. Ed è sempre Gabriella Buontempo ad avere amiche dell’altra sponda, come Annamaria, moglie del senatore democratico Raffaele Ranucci, proprietario della barca su cui Bocchino ha passato gran parte delle vacanze agostane. Forse è proprio sullo Skagerrak che Italo mise a punto la proposta estiva di fare un governo con Francesco Rutelli, Pierferdinando Casini, e “gli scontenti del Pd”. Forse Ranucci sia uno degli infelici di sinistra? Di sicuro è amico di Walter Veltroni e deveaver convinto Bocchino che sull’ex segretario del Pd qui dice: “E’ l’avversario che più mi piace, portatore di una modernità non compresa dal suo partito”, mentre sull’attuale leader Pierluigi Bersani afferma: “E’ l’avversario che preferisco, faciliterà il compito di battere la sinistra”.

Dunque il suo nemico non è Silvio Berlusconi. E neppure l’asse Bossi- Tremonti. “No, sempre rimane la sinistra”.

In sostanza lei è in guerra su ogni fronte. Riuscirà a riposare almeno qualche ora? “Per amore della famiglia farò finta di stare in vacanza, ma sarò vittima del cellulare”.

Rilasciando ogni giorno le dichiarazioni che fanno montare la gastrite a Silvio Berlusconi, specie sulla giustizia.  “Siamo fedeli agli elettori e al programma. Quel che non è previsto va discusso”.

I giornali scrivono: Bocchino detta la linea politica dei finiani. “Sono troppo giovane e ingenuo per dare la linea (lo dice con fintissima modestia). Sono soltanto un amico di Gianfranco e ci piace il gioco di squadra”.

Però quando Fini era stretto tra la richiesta di dimissioni e lo scandalo della casa a Montecarlo fu lei a dire ai berlusconiani “Se volete parlare di case e di società offshore siamo pronti». Alludeva agli interessi economici personali del Primo ministro? “Prego?”

Lasciava intendere che c’è un passato imbarazzante per ognuno? “E l’ha visto che non si è più parlato di dossier?”

Onorevole, non teme un titolo del quotidiano Libero? Un rinvangare di quell’avviso di garanzia che le arrivò nel 1999? “Quello per cui mi chiesero scusa vuole dire?”.

“Sì, la stessa inchiesta che è stata rispolverata dal Giornale da lei appena querelato. “Nessuna paura. Secondo lei, se mi lancio in questa battaglia posso avere anche un solo scheletrino nell’armadio” (rimarca con durezza).

No, suppongo, ma almeno adesso ha ammesso che siete in battaglia. ”Noi non facciamo casino, ci difendiamo”.

Fa di tutto per apparire sereno. Lo è anche il suo Capo? “Gianfranco Fini è sereno e si rilassa in vacanza con la sua famiglia”.

Vorrebbe farmi credere che il Presidente della Camera legge i giornali, li appallottola e prosegue indefesso a scrivere i suoi interventi? Perché no? Le polemiche mediatiche durano lo spazio di un mattino, con i giornali all’indomani ci si incarta il pesce.

Mi vuole fare credere che anche Elisabetta Tulliani è rilassata e non si importa della bufera. La lotta politica può essere dura e violenta, ma non coinvolgere le famiglie. E’ assai incivile l’attacco ad Elisabetta Tulliani. La sua colpa è essere innamorata del Presidente della Camera e avere avuto con lui due figlie”.

Stringono i denti in attesa che passi? “E passerà presto. Questa stagione infelice di dossier e personalismi, quando l’Italia sarà cambiata, tra pochissimi anni, io me ne andrò via”.

Scappa? “Vado a vivere tra Parigi e Playa del Camern, in Messico, passando per Roma solo qualche mese all’anno. Ci andrò con le mie donne: mia moglie, le bambine, le due gatte”.

Non ha fiducia in questo Paese? “Ne ho e pure molta. Desidero un cambiamento politico a cui partecipo con tutte le mie forze. Però coltivo una prospettiva personale distante dall’agone politico, un margine per vivere e sognare il futuro mio e della mia famiglia: al di fuori di loro tutto il resto è noia”.

Mi dica le cinque parole che definiscono che cosa è il pensiero politico della destra moderna e pluralista  per cui lei si batte. “Nazione, legalità, solidarietà, coesione sociale, libertà”.

La rosa scelta è molto tradizionale. E lascia fuori la laicità “E’ un fatto personale. Io non prego e credo molto poco ma studio per uscire dall’agnosticismo. Sono convinto che avere un Dio aiuta ad essere felici”.

Mi dica le cinque parole che definiscono per lei il senso della vita “Cibo, sesso e viaggi, che cosa c’è di meglio? No, aspetti, anche l’arte e la musica sinfonica”.

A questi piaceri si dedica appena può e in breve, a suo dire, vi si dedicherà esclusivamente abbandonando la carriera politica, l’adrenalinica lotta politica, gli amici e i colleghi. D’altronde Bocchino che seguiva i comizi di Almirante e ora è inviso a Donna Assunta, ammirava il Cavaliere e adesso non più, non era amico di Fini e poi lo è diventato, ha l’aria e la storia di uno che corre da solo e, al momento opportuno, invita al suo personale passo doble. Forse non sarà un caso allora che sul suo blog il simbolo del popolo della libertà con il nome di Berlusconi Presidente è ancora lì: c’è sempre tempo per rimuoverlo definitivamente.

[Pubblicato su Gioia]

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