GIOIA

Erika Lust: Rocco Siffredi non spiegherà il sesso a mia figlia

Erika Lust è la più famosa regista di film porno per donne. Ha 33 anni, è bionda e formosa, veste pantaloni, scarpe basse e magliette, di preferenza in nero. Nata a Stoccolma, vive a Barcellona con il marito e le figlie, l’ultima nata due mesi fa. Lust è laureata in Scienze Politiche ed è femminista. Il suo viso sorridente è la chiave di una efficace autopromozione (vedi su erikalust.com) che ha fatto delle sue tre pellicole (Cinque storie per lei, Barcelona Sex Project, Life Love Lust più altri tre corti, tutti prodotto dalla sua società) un intrattenimento a la page per ragazze, donne e coppie, feticci da esibire in salotto, magari insieme ai libri su sesso e dintorni pubblicati dalla regista (Per lei edito in Italia da Pink book, Erotic bible to EuropeLove me like you hate me). Nei suoi film – stralci sono anche su youtube – operano maschi belli e possibili, affascinanti quarantenni in tallieur, ragazze asiatiche con tatuaggi e piercing, donne prosperose e altre asciutte. Un team di parrucchieri, truccatori, scenografi, sarti, lavora per creare atmosfere raffinate a storie intriganti, una rete di emozioni in crescendo fino al sesso esplicito senza mai usare stereotipi di genere, violenze, parolacce, tantomeno abiti o scarpe di cattivo gusto. Ottima la fotografia e la colonna sonora. I detrattori di Erika Lust sostengono che sia poco trasgressiva ma la sua forza sta proprio nella misura con cui mostra tutto suggerendo e eccitando senza turbare anche le più reticenti. La regista fa vanto di fare “porno per donne” anche se il suo pubblico è composto “da un 65% uomini, 35% donne e tantissime coppie”. Del suo genere artistico dice: “E’ come una rivista femminile, anche gli uomini la leggono, ma è stato concepita e scritta da donne per donne”.

La pornografia è considerata nemica del genere femminile. Perché è sciovinista e fondamentalmente maschilista, una faccenda di maschi per gli altri maschi.

E invece il porno può essere pro donne? Certo, anzi, abbiamo bisogno di porno femminista perché le donne possano scegliere come raccontarsi nei film per adulti. Io voglio vedere donne-donne, vere come lei e me, innamorate, istruite, lavoratrici, che sono madri, sposate, divorziate, single, giovani e mature, magre o formose, godere della propria sessualità e di come viene fuori in un film. Abbiamo il diritto di vedere dei buoni film porno e quindi dobbiamo farli noi e quindi chiedere, o meglio prenderci, i ruoli importanti: sceneggiatrici, produttrici e registe. Non voglio imporre alcun tipo di censura al porno fatto dagli uomini. Loro avranno sempre il loro punto di vista, io lo accetto e lo rispetto. Voglio però che non sia l’unico.

Di sesso esplicito ce n’è già tantissimo. Viviamo in una società porno-satura e proprio per questa ragione è importante avere un approccio critico, analizzare e anche contestare i messaggi che il porno trasmette e che non ci piacciono. Il femminismo fu durissimo verso il sessismo dei film e dei media negli anno 60 e 70, oggi c’è biosgno della stessa consapevolezza critica nei film per adulti. Non possiamo voltare le spalle solo perché i maschi sono gli unici a guardarlo. Anche se fosse così, e non lo è, a maggior ragione dovrebbe riguardarci. Moltissimi uomini conoscono e interpretano la sessualità femminile attraverso porno. Esserci ci dà un’eccellente opportunità di spiegare la nostra sessualità in modo chiaro e diretto.

Sarebbe più semplice parlare di sesso se le donne avessero più potere sulla scena pubblica? Naturalmente, ma siamo lontane da una parità di potere con uomini e quindi siamo ancora lontane da una libera e completa espressione dei nostri desideri, bisogni e convinzioni sul sesso. Ad oggi i codici del porno,  il linguaggio e il pensiero, sono a totale appannaggio o quasi del sesso maschile (e spesso di uomini sessisti). Le donne sono pochissime così come sono ancora voci isolate ancora anche nella politica e nelle grandi imprese.

La libertà sessuale femminile è aiutata dalla diffusione di una pornografia per donne? Sì, così come il porno di massa ha aumentato la libertà sessuale maschile.

Lei lavora con suo marito Abbiamo una totale condivisione di idee e per noi è molto facile lavorare insieme, ci piace moltissimo. Per fortuna, visto che è anche il padre delle mie due figlie.

Farà vedere i suoi film alle ragazze? Sì. Quando mia figlia sarà adolescente e vedrà i film per adulti io voglio che abbiano dei messaggi positivi sulla sessualità e dei contenuti femministi. Non voglio che Rocco (Siffredi) o Penthouse siano gli unici a spiegargli che cosa è il sesso.

Come sceglie gli interpreti dei suoi film? Cerco sempre fare un mix tra attori professionisti e non.

Il futuro della industria del porno è nel genere amatoriale? Sto per pubblicare Sex Shooting, un libro su come fare un buon porno in casa, ma so che il genere amatoriale, pur piacendo molto, non arriverà mai a sostituire il cinema professionale. Anzi nei prossimi dieci anni crescerà una generazione di registi e di produttori, uomini e donne, che già adesso sta inventando un nuovo tipo di intrattenimento per adulti, e io sono orgogliosa di farne parte.

Tra le sue colleghe chi le piace? Mi piacciono alcuni film di Candida Royalle e anche Tristan Taormino.

E tra gli uomini? Il mio preferito è Tinto Brass, anche se voi non lo considerate un regista di porno.

[Pubblicato su Gioia]

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