GIOIA

Sono lesbica ma solo un po’

Ci sono donne che amano fare sesso con altre donne, ma non si definiscono lesbiche: è una conseguenza della libertà o è la paura di un pregiudizio? E’ la nuova tendenza di vite sessual/sentimentali spregiudicate oppure una natura repressa che viene fuori con episodi talvolta di gioia, in altri di sofferenza? Di sicuro è un costume sempre più diffuso e sempre meno segreto: all’astuta Lady Gaga, per esempio, piace dichiarare una passione anche fisica per le donne senza “sentirsi omosessuale”. L’esperienza dell’amore saffico coinvolge single, mogli, fidanzate, cinquantenni, adolescenti: non c’è un tempo dell’esistenza privilegiato in cui può accadere. Certune, per esempio, lo incontrano in età matura, magari dopo un divorzio. E la nuova amicizia amorosa forse avrà il sapore di un risarcimento dalle delusione maschili, ma è appagante e porta felicità, sia esso un’incursione o una svolta, come racconta Giuseppina Torregrossa nei suoi romanzi L’assagiatrice (Rubettino) e Il conto delle minne (Mondadori). In molte ricordano, tra la fine dell’infanzia e l’adolescenza, l’affacciarsi sul piacere esplorando il proprio corpo, spesso seguito dal contatto con “la scoperta del corpo di un’amica che è il più prossimo e il più simile al tuo, un passaggio intermedio importante prima del confronto traumatico con la penetrazione” riflette la scrittrice Melissa P.: “per me almeno è stato così”. Se il desiderio di amoreggiare con le altre è prepotente, specie nell’adolescenza, spesso è accompagnato dall’urgenza, se non dall’angoscia, di darsi una risposta sul proprio orientamento sessuale. E invece, “sarebbe bello se ognuno potesse esplorare liberamente il proprio desiderio senza sentire l’emergenza di darsi una definizione di omo, etero o bisex: ma perché possa accadere servirebbe di vivere  in una comunità dove la parola lesbica non evochi una discriminazione, un ghetto, un immaginario stereotipato, falso e scomodo” sostiene Paola Concia, deputata del Pd, icona del movimento omosessuale, spesso ospite dei talk show televisivi del pomeriggio: “per far sentire anche alla ragazza lesbica del più piccolo centro che non è la sola”.   E’ vero che a quindici anni sentire la pulsione verso un’altra può diventare un dramma, però anche nella provincia “dove i pregiudizi sono considerati una virtù”, può esserci l’agio di un’avventura serena e divertente: “come accadde quando scoppiò l’amore tra me e il mio migliore amico: lui era gay”, ricorda Annalisa, 31 anni, cresciuta nei dintorni di Foggia, organizzatrice di eventi.  Fu una storia imprevista, profonda e coinvolgente che “durò poco, ma ci unì per sempre. Con lui frequentavo locali gay friendly e li conobbi Lena, la più bella, carismatica, intelligente e divertente del gruppo. Prima fu una potente amicizia, poi arrivò un legame affettuoso e infine il sesso. Fino al giorno in cui con il mio corpo sentìi il bisogno di un maschio. Dopo questa storia, mi sono convinta che il sentimento e il piacere fisico non hanno sesso. E oggi, fidanzata con un uomo, posso sistemarmi felice tra le persone che hanno avuto la fortuna di essere amate dal cuore di una di una donna”. Una quarantenne che ha vissuto parte dei suoi vent’anni a New York e ora abita in una grande casa di campagna in Veneto, racconta:  “Gli uomini li ho amati e sposati, sono loro a farmi girare la testa. Però sono anche una feticista del corpo femminile e se incontro una ragazza che mi piace, con un fisico ben preciso, il sedere grosso e poco seno, meglio se con un carattere ribelle, allora io perdo la testa. E’ una passione specifica, non mi interessa nessun’altra che non sia fatta così. Di  me se stessa, se vi è necessario, dico: sono un po’ lesbica”.

“Le definizioni di gay o di lesbica servono per orientarci dal punto di vista scientifico e umano, abbiamo bisogno  di categorie per avere la parvenza di governare il mondo ma è solo un palliativo” dice Barbara Florenzano, psicoterapeuta e sessuologa, volto di Sky in Sex therapy  e Mi ha lasciato, cambio vita,  ma soprattutto guida delle serate di ZouZou, un raffinato erotic shop di Roma dove gruppi di donne (talvolta con maschi) si confrontano liberamente su ogni aspetto del sesso. Florenzano sostiene:  “Ci sono moglie felici con una storia adolescenziale lesbica, altre che hanno solo amato donne e non potrebbero fare altrimenti, per certune è solo una fantasia sessuale o sarà sperimentata qualche volta. Spesso però, le più giovani o le persone più rigide e impaurite, hanno bisogno di una definizione che magari è terrorizzante ma è meglio del buio in cui si trovano. Se le donne sono forti e centrate, possono scoprire il proprio desiderio senza farsi proteggere da un’etichetta”. Bianca, 36 ani, ha un lavoro nella pubblicità, è cresciuta  a Macerata e vive a Londra, dopo una breve parentesi milanese. Così racconta la sua storia: “Non c’era bisogno di pormi domande sul mio orientamento sessuale, sono donna quindi ero etero per definizione. Appena arrivata a Londra conobbi un uomo e nacque mio figlio. Quattro anni dopo mi sono sono innamorata di una persona bellissima che oltre a essere tante cose era anche donna. Quando l’ho incontrata non ho pensato di essere stata sempre lesbica ma, semplicemente, mi sono ampliata attraverso di lei. Il sesso è arrivato dopo l’amore  e ho avuto paura, come in adolescenza con i maschi, perché era pur sempre la prima volta”.

Nel sentire comune è il piacere tra le lenzuola che segna la differenza tra essere etero o gay. Però le storie qui raccontate e quelle che ciascuno di noi ha vissuto o conosce dimostrano che l’orientamento sessuale non è (solo) stabilito dal fremito le corpo, ma dal cuore, dal sentimento che porta alla scelta di una vita completa da spartire con una persona del proprio sesso o dell’altro. Chiara 30 anni, insegnante di yoga e massaggiatrice: “Ero eterosessuale e contenta. Quando mi sono innamorata di una donna per la prima volta avevo 22 anni: un’attrazione di anime così forte da diventare anche scambio sessuale, ed era la prima volta per lei e per me. Da  10 anni ho a che fare solo con donne per questioni di sesso e di cuore, ma sono pochissime quelle veramente libere. Ho conosciuto etero che sognano le altre donne e vivono insoddisfatte con i loro fidanzati, le lesbiche del sabato sera che in discoteca sono  peggio di un macho, ho ricevuto proposte da amiche e persino da conoscenti, desiderose di “fare l’esperienza”, ma saldamente trincerate nella roccaforte dell’eterosessualità e dipendenti dal successo che riscuotono sui maschi: le lesbiche inconsapevoli sono molte di più di quello che si possa immaginare. Sono stata attratta da tanti uomini, ma sono stata davvero innamorata solo di donne, eppure non mi dico lesbica perche sono un’idealista e spero che arrivi un giorno in cui definirsi non sia necessario. Per quanto mi riguarda, questo è ciò che  ho imparato: volevo un uomo, perchè ho pensato che sarebbe stato più semplice avere un figlio. Poi però, mi sono innamorata e dopo aver vissuto una piena relazione d’amore con una donna, ho capito che non volevo più tornare indietro”.

[Pubblicato su Gioia]

Advertisements

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...