GIOIA BAMBINO/KIDS

Piccoli amori, grandi affanni

Bisogna cominciare a ragionare in cerchio suggerisce Ascanio Celestini nel suo ultimo libro (Io cammino in fila indiana Einaudi): serve per sentirsi uguali e, possiamo aggiungere, agevola meravigliose tessiture tra i pensieri. Alla scuola materna Arcobalena (Roma) la pratica del confronto in circolo è usata da 25 anni: ogni giorno, la prima attività del mattino è disporsi in girotondo per fare due chiacchiere su come va il mondo visto da una seggiolina. Un paio di giorni fa, la maestra Luisa Marigliano Ramaglia ha proposito ai bambini – che hanno dai 3 ai 6 anni – di discutere sul tema: “che cosa significa per me innamorarsi”. Nessuno è stato zitto e ciascuno aveva un pensiero a proposito: “è bello” (Lorenzo); “è che mi pensa” (Mara) “Quando uno si vuole bene e poi è innamorato, c’è qualcosa di diverso che io non so dire” (Andrea). Insomma, per semplificare: “La leonessa e il leone si innamorano” (Carlotta), “Il cavallo e la cavalla pure. Anzi si baciano e si leccano” (Ludovica). In questa classe, come in ogni altra, i bambini hanno un gran daffare intorno ai loro fidanzamenti e matrimoni, tra promesse, tradimenti, gelosie e solitudini amorose. In verità, ancor prima, già dall’asilo nido, creature di due anni mostrano preferenze che somigliano  all’amore: “Al mattino la mia Margherita corre incontro a Lorenzo per toglierli il cappello e prenderlo per mano. Lui le sorride, la bacia e cominciano a giocare. Lorenzo è un bambino con la sindrome di down e la sua mamma piange di gioia davanti a questa scena, ogni giorno” (Manuela, 42 anni giornalista). Questi giochi di fidanzamenti e matrimoni sono importanti per la crescita? Le scelte e i comportamenti sono indicativi della loro futura indole? Gli affanni, le gioie, i turbamenti che provocano vanno assecondati o minimizzati? Gli adulti devono interessarsi o è meglio astenersi dai commenti sulle prime prove d’amore?

Paola Rocco psicoterapeuta infantile, si fida dei genitori e della loro capacità di accogliere i sentimenti dei figli, ma le sue osservazioni sono comunque un prezioso orientamento: “La passione amorosa dei bambini va trattata, come tutti i loro sentimenti, con rispetto e discrezione, senza enfatizzarla in senso adultomorfo o svalutarla come sentimento inappropriato all’età”. L’esperta suggerisce di considerarla, “un’occasione per iniziare un’educazione sentimentale,  accompagnare i bambini ad accogliere ed affrontare le prime emozioni di amore nel rispetto dell’altro e di sé stessi. E suggerire che gioie e dolori attraversano la nostra vita ma non vi albergano per sempre: una volta elaborate, lasciano spazio a nuove esperienze.” Alcuni tra i primi bambini della scuola Arcobalena adesso sono genitori e tra poco arriveranno i loro figli a sedersi in circolo con la maestra Luisa. In questi 25 anni di osservazione dei piccoli, Marigliano Ramaglia ha dedotto che “il legame speciale creato dai fidanzamenti o comunque da relazioni intense è una confidenza che rimane nel tempo, anche tra bambini di sesso opposto”. Alcuni di questi rapporti sono, secondo lo psicologo John Gottman (autore tra l’altro di Intelligenza emotiva per un figlio Bur) “molto simili a numerosi matrimoni”. Aggiunge l’inglese Judy Dunn (L’amicizia tra bambini, Raffaello Cortina Editore), che le affinità elettive “possono essere particolarmente intense dal punto di vista emozionale e caratterizzate da un alto grado di intimità e di auto svelamento” che, peraltro “è abbastanza insolito oltre i 5/6 anni”. Ci spiega Paola Rocco che, nel gioco infantile delle coppie, i legami amorosi “hanno il significato di definire la differenza tra generi, di riconoscersi nella propria identità maschile e femminile, attraverso il riconoscimento del proprio opposto”. La coppia dei genitori incarna da sempre un aspetto archetipico, il maschile e femminile che si combinano nella meravigliosa e appagante dimensione dell’amore. La potenza del sentimento arriva ai  piccoli cuori attraverso le fiabe. Tra le più amate, da Cenerentola a Biancaneve, esaltano il valore dell’amore della coppia e del matrimonio. Madri emancipate rimangono sbalordite di fronte alle loro  bambine affascinate da eroine così remissive ma questa fascinazione (che vale anche per il binomio bambino/ principe azzurro) ha la  sua funzione: “Sentirsi unici gli uni per gli altri, e sentire che qualcuno è unico per noi significa poter fare l’esperienza di una relazione importante oltre quella con i genitori, come l’amicizia, che può essere profonda anche tra bambini molto piccoli”. La messa in scena delle relazioni amorose diventa quindi un gioco di ruolo dove i bambini “possono farsi domande su come funziona la famiglia e il mondo affettivo degli adulti” (Luisa Ramaglio): “Uno si innamora ma se è ancora piccolo bisogna aspettare per sposarsi”  (Luca) ; “Eh sì, le bambini non possono mettere i tacchi quando si sposano” (Margot); “Però possono baciarsi già proprio sulla bocca” (Carlotta).  E se invece un bambino/a mostra un totale disinteresse, bisogna incoraggiarlo? Lasciarlo in pace? Dice Rocco: “La struttura della personalità è in continuo divenire proprio nello scambio con l’ambiente affettivo. Il modo di vivere le relazioni può essere orientato da un atteggiamento più o meno estroverso o riservato, ma si tratta anche di risposte legate alla fase di età”.

Infine, un’ultima questione che introducono ancora i bambini dell’Arcobalena: “Tra femmine non ci si può sposare” (Matias). “Non è vero, un amico di mamma ha sposato un uomo” (Margot).  Se un bambino scegli come fidanzato una persona dello stesso sesso, che cosa vuol dire? Paola Rocco precisa: “E’ complesso per un bambino riconoscere la differenza tra un sentimento e l’altro. La grande intensità dei loro rapporti di amicizia ce lo conferma. Quindi fidanzarsi magari può significare legarsi fortemente e indissolubilmente ad un amico molto amato. La consapevolezza della propria identità sessuale riguarda l’adolescenza, anche tarda. Nel senso che è facile in quel tempo avere dei dubbi, proprio perché certe amicizie sono fortissime, fanno soffrire ed essere felici come un amore, e possono generare confusione e angoscia. Quindi soffermarsi su queste differenze di sentimento, senza ansia da parte dei grandi, può essere utile. Tendiamo ad adultizzare  i bambini, forse per una generale difficoltà ad accogliere con pazienza il lungo percorso della crescita. Questo comporta a volte la valorizzazione di comportamenti da grandi (i vestiti per esempio). Al contrario, di fronte alle passioni sentimentali dei bambini, dovremmo avere ben presente che siamo al cospetto di una piccola pianta, che per troppo calore , o per il vento, o per il gelo, può venire bruciata precocemente”.

[Pubblicato su Gioia Bambino]

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...