GIOIA/PERSONE

Maria De Filippi: perché pensate che i miei ragazzi siano mostri?

Per il suo pubblico (e sono milioni) è un modello da imitare. Per i suoi critici (e non sono pochi) è una “cattiva maestra”. Ma che cosa pensa di sé e degli altri la conduttrice più potente della televisione italiana, alla soglia dei cinquant’anni? Da Santoro alla Gabanelli, dal rapporto con Maurizio Costanzo alla voglia di diventare nonna, qui accetta di rispondere su tutto. Con una premessa: “Se smettessi di fare le mie trasmissioni, nessuno se ne accorgerebbe. Ma tutti continuerebbero a parlarne male”.

foto Stefano C. Montesi

Maria de Filippi ha il corpo magro e muscoloso di una sportiva, spalle drittissime e andamento da amazzone Sagittario, mangia il giusto e solo cibo sano, è astemia («lo sono diventata dopo alcune esagerazioni giovanili»), fuma. Tre o quattro volte alla settimana, al mattino presto, gioca a tennis con il fratello, amministratore delegato di Fascino, la sua casa di produzione, luogo del nostro incontro. Oggi indossa jeans leggeri, maglietta nera, scarpe da tennis ed è abbronzata. Nello studio personale, campeggiano le foto dei suoi cani (attuali e passati) e quella di lei con un cavallo bianco («mi piaceva tantissimo fare corsa ad ostacoli ma saltavo troppo in alto, era diventato pericoloso e pensavo solo al mio cavallo: ho dovuto lasciare»). Per terra c’è una teca con un modellino dello studio televisivo dove sono posizionate una decina di Barbie che raccontano De Filippi: conduttrice, tennista, cavallerizza, vampira, quest’ultima versione in onore del soprannome di Maria la Sanguinaria che le ha dato il sito Dagospia. In realtà per il suo gruppo di lavoro lei è – ironicamente – Cattivik, (il maldestro e impavido antieroe di Bonvi e Silver ndr) di cui c’è, alla parete, un poster originale e numerato. Ci sediamo vicine sulle poltrone di tessuto grigio. Le finestre sono aperte, l’aria è fresca ma non condizionata.

Silvio Berlusconi e la tv sono due corpi e un’anima. La fine del primo causa sommovimenti nell’altra? I cambiamenti nella tv li ha portati il digitale terrestre e il satellitare. Francamente poi, non so se questa è la fine del berlusconismo, non so neanche se sia finito e in ogni caso per il mio lavoro non ho mai avuto a che fare con il Presidente del Consiglio. Il mio editore è Piersilvio Berlusconi con il quale ho ottimi rapporti.

Un editor della Mondadori mi ha detto di lei: è l’intellettuale gramsciana del berlusconismo, ma siccome è libera e non serva, sopravviverà. Sono contenta di una simile definizione ma io non mi vivo in quel modo. Sono una che lavora tanto, e non mi piace chi si lamentano sui giornali della propria azienda. Le richieste di Mediaset le ho sempre trovate ragionevoli. Non ho mai ricevuto telefonate né per ospitare né per non fare venire qualcuno o qualcuna.

Nella liturgia televisiva però c’è un terremoto. Ha visto l’ultima puntata di Santoro con l’addio alla Rai? No, non potevo.

Che cosa pensa di lui? È un grande professionista. Berlusconi gli ha fornito la sceneggiatura e lui ha saputo creare un caso televisivo facendosi seguire pure dai giovani. Alcuni lo attaccano per quel che chiamano “faziosità”. Ma se fai il tuo lavoro con coscienza e sei appassionato, non puoi spegnere né la testa né il tuo sentire. Se facessi un programma come il suo, forse, anche io sarei considerata faziosa.

Condurrebbe un talk show politico? No, non mi sento all’altezza.

Altro genere? Mi appassiona la cronaca trattata giornalisticamente come nelle trasmissioni di Carlo Lucarelli. Molto meno come viene presentata in alcune trasmissioni dove si spettacolarizza un delitto.

Tra i cambiamenti in tv, secondo lei, c’è la fine dei corpi al silicone? La stagione delle tette rifatte è passata di moda, è un già visto. Non ho nulla contro chi fa i ritocchi, forse proverei anche io, ma non l’ho mai fatto né lo farò mai perché ho il terrore degli aghi. Penso che silicone e cervello possano perfettamente coesistere. Poi a volte succede che c’è poco cervello e il silicone si nota di più.

Che cosa è per lei il femminismo? Qualcosa di retrò, appartiene al passato, oggi serve uno scatto in più. Guardo ai buoni risultati: non c’è più la categoria delle donne, si parla di persone. Concita Di Gregorio ad esempio è un tipo di donna moderna. Personalmente poi non avevo nulla contro la manifestazione delle donne lo scorso 13 febbraio, però mi fa strano che la presenza di Emma (la cantante vincitrice di Amici 2010 ndr) abbia stupito tutti, come se i ragazzi di Amici non potessero avere un pensiero. Per fortuna non c’era una sbarra a impedire l’ingresso per quelli di Mediaset.

La sento polemica. Mi scoccia quando si crede che i miei ragazzi siano una generazione di mostri. Se li fate parlare, scoprirete che molti hanno una testa pensante come Emma. Il popolo non è necessariamente bue. E non tutti quelli che guardano Santoro hanno letto venti libri all’anno. C’è pure gente che non arriva a fine mese e non ha tanto tempo per leggere o che mezz’ora dopo Annozero guarda le canzonette in tv. Quando chiamai Piero Fassino a C’è posta per te perché la sua vecchia balia ci aveva cercati per incontrarlo, fu un evento. E se qualcuno dal pubblico ci scrive una lettera per Roberto Saviano, lo invito. Perché io non mi sento in una riserva indiana. Sono gli altri a farla, e dunque sono loro a dover dare una spallata per abbatterla.

Uomini e donne ha creato una categoria antropologica tra estetica ed etica: essere belli anche senza qualità è un talento. Ha sensi di colpa? Macché, è una moda darmi le colpe. Scommettiamo che se non faccio più la trasmissione nessuno se ne accorge, ma continueranno a parlarne male? La bellezza è un buon biglietto da visita ovunque nel mondo. Quel modello umano esisteva, l’ho preso dalla strada. E nel tempo lo abbiamo cambiato. Adesso facciamo Uomini e Donne senior, ad esempio. In ogni caso, ricordiamoci tutti che di Brad Pitt, all’inizio, abbiamo ammirato solo il culo in Thelma e Louise. Ogni giorno, ai milioni di telespettatori consegno la chiave di lettura: questo è un gioco, lo facciamo con rispetto, passione e divertimento, per me finisce lì. Personalmente ritengo ben più grave Beautiful o il plastico per la scena del delitto di Avetrana.

Aldo Grasso, il più noto critico televisivo, non le perdona nulla. Ho fatto pace con il fatto che pensi così male di me. Il guaio è che spesso abbiamo gli stessi gusti televisivi e talvolta sono d’accordo sulle sue critiche: quando scrisse che il Grande fratello si era defilppizzato copiando Uomini e donne aveva ragione.

Lei ha complessi di inferiorità nei confronti dell’intellighenzia del Paese? Ogni tanto mi chiedo se dovrei, anche perché mia madre mi diceva sempre che sono ignorante, avendo letto meno libri di lei. Tempo fa, Gad Lerner mi invitò a La 7, ma non potevo andare per la mia esclusiva con Mediaset. Quando lessi chi erano gli altri ospiti fui sorpresa: filosofi, professori, sociologi. Chiamai per ringraziarlo. No, non ho questo complesso.

Chi le piace in tv? Milena Gabanelli per il suo stile di conduzione, e sono incantata da Franca Leosini. Anche Victoria Cabello, è ironica.

Tutte donne, non tutte giovani. A dicembre compie 50 anni: darà una festa? Magari sì, purché non finisca sui giornali la torta con le candeline.

Ha paura di invecchiare? Sono piena di paure, tra cui ultimamente quella di prendere l’aereo. La più grande però è quella del tempo che passa e la possibile perdita delle persone care.

E sulla sua immagine ha ansie? Nessuno mi guarda per la mia immagine. Il giorno che qualcuno accende la tv per vedere che cosa si è messa su la De Filippi sarebbe finita.

Le piace la sua voce? No. Con il mio aspetto fisico ho fatto i conti e l’ho accettato, la voce no. Poi è uguale a quella di mia madre e delle sue sorelle (ride).

C’è una generazione di telespettatori che conosce lei e non suo marito Maurizio Costanzo. Vero, ma ci sono generazioni che conoscono solo Maurizio. L’atteggiamento varia a seconda dell’età. È capitato che, se viaggiamo insieme, qualcuno si sia fiondato su di lui per togliergli di mano la valigia e aiutarlo, salutando me a stento.

Come va d’accordo una coppia di due forti personalità? Maurizio è solido e il mio successo lo rende felice. Se andiamo in sovrapposizione con le trasmissioni, il suo commento divertito è: «Mi fai pezzi anche stasera?».

Cambia qualcosa nei suo programmi? No, al momento c’è sempre Uomini e donne, Amici, Italia’s Got Talent nel 2012. Però ho già iniziato le registrazioni di C’è Posta. Devo preservarmi la pancia.

In che senso? Le storie sono emotivamente fortissime e sono io a sceglierle. Incontro anche 20/30 persone alla settimana per un’ora di colloqui ciascuno. Devo darmi delle pause per non stare male. Registro un po’ alla volta e sto attenta giusto a non andare in onda con abiti diversi.

Non ha la preoccupazione della star? Ma star de che’ ? Di un elettrodomestico? Via. Qui c’è da lavorare. Sa che tra questa casa di produzione e gli studi girano 300 persone e altrettante famiglie?

Un villaggio. Esatto. Lavorano solo per sei /sette mesi e il guadagno deve bastare per un anno. I programmi devono andare bene.

Come funziona il suo gruppo? In prevalenza i maschi sono sull’organizzazione, le donne sull’area autoriale.

Età media sotto i 30, anche belli. Come li seleziona? Una delle autrici di C’è posta lavorava al centralino che è il primo filtro tra il pubblico e noi. Aveva fiuto e una gran capacità di sintetizzare in due righe il cuore della storia: è diventata un’autrice. Il direttore di produzione l’ho conosciuto che aveva 17 anni ed era tra il pubblico: l’ho visto crescere, imparare il mestiere, fidanzarsi, comprare la prima macchina e diventare padre: praticamente un parente.

Suo figlio lavora con lei? Sì, finita la scuola ha scelto di non fare l’università. È fortunato perché qui può imparare un mestiere. In questo momento sta facendo le convocazioni per Uomini e donne senior.

È un ragazzo grande ormai, dunque lei potrebbe diventare nonna? Beh, non vedo l’ora. Alla sola idea sono pazza di gioia.

[Pubblicato su Gioia]

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