GIOIA/PERSONE

Michela Marzano: Volevo essere una farfalla

Michela Marzano, 41 anni, filosofa italiana che insegna a Parigi, è nota al pubblico televisivo per gli interventi su politica e diritti delle donne (tra i suoi libri Sii bella e taci Mondadori). Sorprende allora, fin dal titolo, l’ultimo lavoro Volevo essere una farfalla. Come l’anoressia mi ha insegnato a vivere, sempre Mondadori. Questo raro coming out ha messo in gioco relazioni importanti (il padre, i grandi amori, l’uomo attuale, la madre, le amiche) ed episodi duri (tentato suicidio, ricovero in un reparto psichiatrico, matrimonio fallito): “E’ stata una decisione maturata a lungo e ho scritto quando ero pronta anche a feedback negativi”. Invece il pubblico apprezza: “Mai ricevuto così tante email”. E i colleghi? “Pure. Un sms riassume le reazioni: Finora ti ho stimato, ora ti voglio anche bene”.

Perché ha deciso di raccontare il suo lato fragile? Basta con gli intellettuali chiusi nella torre d’avorio. Serve di rompere con l’idea di essere impeccabili. Voglio mostrare che nonostante le apparenze nessuno è una roccia e che il dolore è sempre inutile ma possiamo trasformarlo.

Dove è che la sua storia personale diventa un messaggio collettivo? Per poter abitare in questo mondo e portarci le proprie lotte bisogna imparare ad accettarsi per come si è senza conformarsi alle attese degli altri. Solo così capisci qual è il tuo desiderio.

Questo è un libro contro il “dover essere la migliore”: questo però ha mandato avanti lei e una generazioni di donne. L’eccellenza è un motore per agire ma se non siamo impeccabili ci colpevolizziamo. Bisogna averla in mente ma non sacrificarsi nel suo nome, è una prigione da cui fuggire per riscoprire l’importanza della normalità.

Lei scrive: ho capito che nella vita non si può piacere a tutti e va bene così. Staccarsi dallo sguardo che cerca il consenso e l’unanimità ci fa conquistare la libertà interiore e ci fa forti. Nel pubblico e nel privato.

[Pubblicato su Gioia, 09/2011]

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