GIOIA/PERSONE

Massimiliano Finazzer Flory

Massimiliano Finazzer Flory è la nostra Marianna, l’ambasciatore della cultura italiana sui palchi teatrali del mondo con I Promessi sposi (vedi box), il simbolo maschio che sfata il mito degli italiani mammoni. Se non ne sapevate nulla siete comunque assolti, perché questo ruolo simbolico e pratico Finazzer Flory se l’è auto-conferito con arguzia – gli sta venendo benissimo -, e una certa cognizione di causa. A cominciare dall’origine del suo doppio cognome che non lo raccorda a nobili natali bensì al passato irredentista del nonno paterno, Eligio Finazzer, pittore e agente segreto italiano, il cui nome in codice era appunto Flory e a cui fu concesso di serbare per sé e per la sua discendenza un segno tangibile della devozione alla patria. Che adesso il nipote raccoglie e fa fruttare. Non fu un adolescente irrequieto Finazzer Flory, “sono un anarchico e ho sempre rifuggito i gruppi” e alle contestazioni di piazza preferiva la grande libreria di casa dove tomi accumulati da generazioni lo formavano nella cultura classica. Il padre, un alto magistrato, ospitava salotti culturali, in una miscellanea di opinioni e saperi “guardando alla cultura mitteleuropea” dentro cui Max giornzolava quando la mamma “severa, serissima” glielo consentiva. Sarà per questa primaria formazione che quando il suo nome fu tirato fuori dal cilindro della società civile (l’anno prima aveva vinto l’Ambrogino d’oro) e l’allora sindaco Letizia Moratti lo nominò assessore alla cultura di Milano (era il 2008), lui non battè un ciglio dei suoi cerulei occhi di fronte all’avversione degli antichi circoli cittadini. E non fece una mossa neanche quando Davide Rampello presidente della Triennale, lanciò il manifesto della cultura per Milano e chiunque fu interpellato per un parere tranne che lui: “Era un chiaro gioco contro di me e Moratti, inutile mettersi contro”. Preferiva invece chiedere a Simona Ventura di divulgare l’arte alle masse illustrando ad esempio Goya, caricando poi la lezione pop sulla tv web della presentatrice: “Rimpiango queste iniziative, non le auto blu e le corsie preferenziali”.

Dicono che lei corteggi la nuova amministrazione per ritornare. No. Pisapia è il mio sindaco ma è il mio teatro che mi chiama altrove.

Intanto a Roma, dal 5 al 7 ottobre, teatro Eliseo, con Il tempo di Gustav Mahler e poi di nuovo in America con i suoi Promessi sposi. Sì, e il prossimo anno mi trasferirò a Manhattan dove il primo dei miei tre figli maschi farà il liceo.

Perdoni Finazzer ma lei si è preso il compito “di rifare la faccia del nostro Paese all’estero” e poi ci lascia in questo pantano? Costruisco un ponte strategico tra Milano e New York perché gli americani usciranno prima dalla crisi.

Prima di andare via magari crei la sua voce su wikipedia perché manca. Davvero? Non lo sapevo ma sono felice di non essere rubricato in Rete. Io investo nell’umano, è una forma di resistenza e di ritorno al futuro, sto dalla parte della comunicazione e non della informazione, sono per l’erotico e contro il pornografico.

Aspetti, ci spieghi questo balzo in avanti. L’erotico è una relazione di senso e di contenuto, il pornografico è una mera erezione dove vince l’occhio, nell’erotico invece conta la mano e il contato.

Il teatro dunque è erotico e lei sul palco ci sta con tutta la sua passione. Che convince ed è ipnotica

La sua nota capacità di persuasione soprattutto nel privato non dipenderà anche dalla sua beltà? (Arrossisce e si schermisce ndr) Non mi sono mai sentito bello e vivo questa riflessione con l’irrequietezza per cui una donna bella deve essere stupida e sgualdrina.

Ci dica quali sono gli altri segreti che hanno fatto di un ventenne fan di Gasmann un attore internazionale? Mia moglie Monica, che è una santa e mi è devota, si occupa delle mie produzioni teatrali e mi segue ovunque. Ci siamo sposati 20 fa, lei è conservatrice ed è la parte forte della famiglia.

Tutti i mariti dicono così. Nel mio caso è vero che io sono fragile, come potrei altrimenti farmi attraversare e sentire il mondo”.

La posizione magica non è finita, sveli l’ingrediente definitivo. Una ferrea disciplina fisica tra boxe e yoga. Tiro di pugni in palestra e quel saltellare continuo in allenamento è importante per muoversi veloci sul palco del teatro senza far vedere i piedi, come fosse un ring. Lo yoga invece è una scoperta recente grazie all’intuizione della mia amica Roberta Armani che aveva capito mi sarei appassionato.

Era vero. Sì tre volte alla settimana, per un’ora e mezzo, al mattino faccio i saluti al sole e il sole è con me per l’intera giornata”.

MFF ha 47 anni e la chioma bianca gliene aggiunge qualcuno ma ha una bella postura dritta e quando andiamo via dal Caffè Bulgari salutando con un abbraccio vi confermo un bicipite ben saldo. Se non avete creduto alla storia che quest’uomo è un simbolo dell’unità italiana lanciato verso i 5 continenti sappiate che vedendolo recitare negli Stati Uniti gli è stato proposto di esordire al cinema in una produzione americana su Anita Garibaldi. Questo destino alla fine se l’è costruito come mestiere: “Voglio vivere della mia arte. Almeno io. Un giorno, i miei figli potrebbero invertire la situazione, e diventare idraulici. E magari anche un po’ più ricchi”.

In un atto unico di 75 minuti, Massimiliano Finazzer Flory – autore, regista e attore – racconta i Promessi Sposi ridotti in sei capitoli e mette in scena dieci personaggi tra cui Don Abbondio e i bravi, Don Rodrigo, Fra Cristoforo, Lucia, l’Innominato. In una scenografia volutamente scarna è affiancato da Gilda Gelati prima ballerina del corpo di Ballo del Teatro alla Scala e da Elsa Martignoni, violinista dell’Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Lo spettacolo, nato in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e presentato in America con grande successo,  nei prossimi due anni, sarà portato nelle più importanti città del mondo  tra America Latina, Russia, Cina, Israele, Mongolia. I Promessi sposi è sempre recitato in italiano con una traduzione nella lingua del luogo.

[Pubblicato su Gioia, 09/2011]

Advertisements

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...