BELLEZZE/GIOIA

Rivoluzione in bianco

Le donne perfette si assomigliano, ogni donna bella è invece bella a modo suo. La perfezione è fugace, immobile, intoccabile, la bellezza è durevole, in perenne cambiamento, offre accoglienza e chiede disponibilità. L’equivoco di scambiare l’una per l’altra, promuovere l’adesione a un modello ideale e vendercelo come  il migliore, il più desiderabile e di successo, il viatico per ottenere il massimo consenso,  è alla base di una dittatura diffusa di cui noi donne siamo vittime. Quel che importa però non è sapere chi sono i carnefici, ma quanto noi ragazze siamo complici offrendoci inconsapevoli a costruire la nostra prigione.

Sentirsi belle è necessario, ma la mistica della perfezione, specie se in combinazione con l’imperativo del giovanilismo annoia parecchio, stressa e frustra essendo in buona sostanza irrealizzabile.  Serve di scegliere allora: inchinarci davanti al totem della donna esteticamente perfetta, riconoscere la distanza incolmabile e allo stesso tempo mettere in campo ogni disperato stratagemma per ridurlo senza mai riuscirci. Oppure riconoscere che valorizzare le nostre doti naturali, curare la pelle per farla luminosa, fare del movimento per sostenere il passare del tempo, investire in un buon taglio di capelli, onorare se stesse regalandosi riposo, godimento dei sensi, un sorriso anziché un’arrabbiatura, è la costruzione di una bellezza strettamente personale, non perfetta e neanche la migliore ma si sicuro unica, che non sarà apprezzata dalle masse distratte e consumiste ma troverà sempre i suoi estimatori, pochi, buoni, raggiungibili.

Vi hanno detto che la bellezza è il motore del mondo e che anche i neonati sono attratti dalla perfezione e dall’armonia, dunque utilizzando a sproposito Darwin è stato concluso che in quei tratti così affascinanti sono identificati con la fertilità e l’istinto della sopravvivenza. Insomma  le donne dovrebbero essere “belle” per essere le privilegiate nella scelta per l’accoppiamento (competere con le altre, farle fuori, odiarle, è compreso nel pacchetto, si intende). Beh, non è vero niente. I primati femminili superiori sono pionieri in campo sessuale: non solo cercano e apprezzano il sesso con molti partner, ma ogni femmina non incinta si avvicenda per essere a turno la più desiderabile di tutto il branco. Ed è un ciclo che si ripete per tutta la vita. Nelle società matriarcali le Dee avevano molti amanti e la loro funzione era quella di mettersi a disposizione del “grembo” divino.

Il mito della bellezza non riguarda affatto le donne, ma gli uomini e il potere che con essa possono esercitare. Mettendosi nella disposizione di dover ricevere sempre un approvazione esterna mostriamo la nostra fragilità e la mettiamo a servizio di un’impresa che non ci rende vantaggio alcuno. Nè quando la perfezione può sfiorarci, ovvero nella giovane età, nè soprattutto dopo. Per le donne essere vecchie è diventata una condizione dispregiativa, eppure forse questo avanzare del tempo fa paura perché diventiamo sempre più potenti, metterci contro le più giovani, spezza la genealogia femminile che invece rafforza, mette radici, aiuta ad muoversi sicure  verso il futuro. Prendiamo uno dei sintomi più evidenti e clamorosi dell’invecchiamento che sono i capelli bianchi. Sono pochissime le donne che hanno il coraggio di mostrarli. Guardiamo Jane Fonda ad esempio che si vanta della sua età ma è l’icona dell’ossessione per la perfezione, fa il suo coming out sul numero di anni sulla spiaggia, di fronte al mare, in uno scenario di romanticismo e isolamento, i capelli sono tinti. Osserviamo invece Christine Lagarde, presidente de Fondo Monetario internazionale mentre in uno studio televisivo rilascia interviste sull’economia internazionale, quanto sia autorevole il suo aspetto con la chioma bianchissima e un elegante tallieur. E’ bello e liberatorio per tutte sdognare lo charme dei capelli bianchi ma come farlo è fondamentale spiega Giovanna Cosenza, semiologa, docente universitaria, autrice tra l’altro de Semiotica dei nuovi media (Laterza): “E’ buono che il bianco sia aggiunto alla gamma dei colori disponibili e considerati esteticamente belli, ma è necessario che il criterio con cui sarà venduto il prodotto valorizzi questa scelta delle donne in un contesto sociale, professionale e personale attivo. Perché una donna con i capelli canuti può trasmettere lo stesso senso di fascino, potere, saggezza e serenità che esprime un uomo. Dunque in concreto, è inutile una campagna pubblicitaria in cui una signora guarda solitaria allo specchio il perfetto riflesso dei capelli. Serve invece di mostrare una donna bella e bianca nel suo ufficio, al ristorante, con un compagno, all’aperitivo con le amiche, ride, nel mezzo di una socialità attiva, nel suo ufficio dove comanda. E questo è un vero e proprio invito che faccio alle multinazionali della pubblicità: non perdete questa occasione”. Di costruire una bellezza che ci fa bene, ci libera, regala ottimismo sul tempo che avanza e fa guardare alle altre con complicità e ai maschi con maggiore serenità.

[Pubblicato su Life&Beauty – supplemento Gioia, 11/2011]

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One thought on “Rivoluzione in bianco

  1. Christine Lagarde è una donna spettacolare che possiede fascino e carica erotica ai massimi livelli indipendentemente dalla sua posizione, penso che ogni uomo che sappia apprezzare la bellezza e la femminilità vorrebbe averla accanto..

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