GIOIA/PERSONE

Barbora Bobulova: So comandare chi amo

Barbora Bobulova arriva puntuale al bar sotto casa sua – sedie e tavolini di plastica, fiori finti ma ottima rosticceria – con jeans, scarpe da ginnastica, maglione e giaccone blu, occhiali da sole, senza un filo di trucco, capelli spettinati, borsa della spesa strapiena: ha la pelle di una ragazza, gli occhi diffidenti e un sorriso di circostanza. Nel corso dell’intervista rideremo molto e racconterà di sé con scioltezza, ma Bobulova resta per definizione un’anima solitaria: “la mia vocazione spirituale” così lei definisce l’esigenza di stare da sola il più possibile, anche quando c’è in casa il suo compagno (Alessandro Casale, aiuto regista, padre delle loro due bambine di 4 e 2 anni): “Non sono una da coccole sul divano ogni sera, sarebbe presto la fine della relazione”. L’attrice, 37 anni, nata a Martin (Slovacchia) e arrivata giovanissima in Italia, ha lavorato nel cinema con Ferzan Ozpetek, Marco Bellocchio, Carlo Vanzina, è stata protagonista di importanti fiction televisive (Coco Chanel, Il sangue dei vinti, Maria Josè), ha alle spalle molti anni di teatro, sarà di nuovo nelle sale il 18 novembre con Scialla di Francesco Bruni con Fabrizio Bentivoglio e Vinicio Marchioni e quest’estate in Grecia ha girato il sequel di Immaturi (in uscita per 2012). Bobulova insomma produce moltissimo, è brava, è nota, ma raramente viene riconosciuta per  strada: “E meno male. Non amo stare al  centro dell’attenzione. Il mio compagno dice che faccio di tutto per non diventare famosa. Anche il mio analista sosteneva che mi ero scelto il mestiere meno  adatto a me”.

Ed è così? Forse sì, ma in Italia dove l’attrice deve coltivare relazioni, corteggiare i registi, fare mondanità. Sono cresciuta in un Paese dove agli attori davano le medaglie per il merito, era come essere medico.

Questo la fa diversa dai suoi colleghi? Non lo so, di sicuro non comprendo come qualcuno possa rompere le scatole sul set perché il caffè non è buono o fa freddo. Non sopporto i capricci da star.

Tanta severità viene da lontano. Sono cresciuta sotto la dittatura ma ho il ricordo di un’infanzia felice. Mio padre era un ingegnere con la passione per gli sci e  mi ha un po’ forzato  a praticare questo sport a livello agonistico: ero piccola ed esile, semmai avrei voluto ballare, fare le gare però mi ha reso forte.

E la mamma? Anche lei ingegnere. E’ stata sempre molto affettuosa e cantava in una band. Speso ci portava con lei. Siamo uscite presto da casa io e le mie due sorelle. A voi italiani possiamo sembrare una famiglia fredda, ma in qualsiasi momento sappiamo di poter  contare le une sulle altre.

Lei ha natura severa eppure interpreta benissimo personaggi outsider: la svanita Lory La bellezza del somaro oppure Tina la regista pornostar di Scialla. (ride, e d’ora in poi lo farà spesso) Il mio lavoro è terapeutico e siccome alla fine io sono un po’ spostata, metto lì la mia quota di follia.

E le piacerebbe essere una pornostar? Ho visto dei porno e alcuni mi sono piaciuti. Non ho niente contro né alcun problema a dirlo. Fare io un porno? Magari nel mio immaginario, ma non me lo posso permettere!

Il sesso conta molto nella sua vita? Sì, tanto. Il sesso è l’allegria, non potrei mai vivere senza. Siamo animali e ci serve di scambiare le energie con l’altro.

Non necessariamente con lo stesso. Non credo nella fedeltà ma nella lealtà. Se penso che il mio attuale compagno sarà l’unico uomo della mia vita mi angoscio. Dunque, sono ammessi i piccoli flirt.

Non è gelosa? No, e  anzi mi intriga sapere che il mio uomo piace ad altre donne.

Bisogna condividerla in due questa filosofia. Siamo d’accordo sì.

E’ mai stata con un’altra donna? No, mai, anche se ho un’amica che ci prova sempre e non si scoraggia (ride di nuovo).

Lei si sente sexy? A volte sì, a volte no: riesco ad esserlo ecco. Una volta un uomo mi disse che lo ero anche in scarpe da ginnastica e questo mi è piaciuto molto.

Mi faccio l’idea che non deve essere facile vivere con lei L’ha capito subito! Per me convivere è una grande prova d’amore considerando invece la distanza la migliore condizione di un rapporto.  Il fatto è che non sopporto i compromessi sulle abitudini, sono la fine di ogni storia. Se devo mediare perché lui legge e a me da fastidio la luce, ecco andrà a dormire sul divano.  E poi…

C’è pure dell’altro? Sì, sono per gli spazi separati, magari avessimo due camere da letto e poi porte chiuse, specie quelle del bagno. Serve di non scoprirsi mai del tutto, mantenere un po’ mistero.

Mi lasci indovinare: il suo compagno non ha assistito ai parti delle due figlie. Assolutamente no. È un momento strettamente femminile che ho diviso con il personale dell’ospedale. Non avevo voglia di farmi vedere in quel momento, ero sicura anche di una negativa conseguenza sulla nostra sessualità. Però, ero contentissima che lui fosse fuori dalla porta.

Sono ammirata da tanta chiarezza sulle regole. Io senza regole non mi sento protetta.

E che mamma è? Sto molto con le mie figlie perché non ho una tata fissa.

Immagino causa impossibilità di conviverci. Esatto! Impazzirei alla sola idea. Per fortuna ho anche lunghi periodi in cui non lavoro. Quando sono sotto contratto una delle due nonne viene a vivere con me. Ed è un compromesso che accetto per amore delle bambine.

Però lei ha un’anima scatenata, lo sento. Le piace ballare? Tantissimo. E così che ho rimorchiato mio marito. A chiusura lavorazione di un film siamo andati in discoteca. A fine serata gli ho detto di accompagnarmi in albergo.

Perentoria? Nessuna possibilità di dirmi di no. Guardi non so ordinare alla cameriera di pulire un vetro ma so comandare le persone che amo.

(A questo punto dell’intervista, completamente rilassata, Barbora è ancora più bella. Glielo dico. Arrossisce).

Che rapporto ha con la bellezza e il tempo che passa? Escludo nel futuro ogni ritocco, forse potrò fare piccole correzione. Tanto ci sarà sempre un regista che vorrà una donna con le rughe non rifatte, ecco presente.

Non pensa mai  di tornare in Slovacchia Non mi era mai venuto in mente prima che nascessero le bambine. Sarà che sono stanca di questa vita così veloce, dove tutto passa e niente importa, non c’è morale, siamo nel pieno di una volgare anarchia: insomma, ogni tanto penso che non vedo l’ora di andare in pensione e fare la vita dei miei nonni.

Ci vorrà del tempo vista la sua agenda di impegni. E adesso prima di andare via mi dica qual è il suo colore di capelli preferito già che ne cambia uno al mese? Quello che ho adesso. Sotto è nero, le punte sono bionde e spettinate, nell’insieme è un po’, anzi, è molto rock.

[Pubblicato su Gioia]

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