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Elena Stancanelli: La fine dei tabù nel libretto rosa dell’ eros moderno. La Repubblica 11/2011

Elena Stancanelli: La fine dei tabù nel libretto rosa dell’ eros moderno. La Repubblica 11/2011

“A tutti quelli che si sono indignati spinti dal vecchio partigiano Stephane Hessel si consiglia la lettura di un altro volume della stessa collana (Edizioni Add) intitolato con un altro imperativo esistenziale: Godete! Scritto da Alessandra Di Pietro, è un piccolo libretto rosa sul sesso, ricco di informazioni utili, sorrette da un entusiasmo abbastanza disinibito da mettere allegria ma non tanto disinibito da avvilire chi disinibito non è, o non è ancora. Diviso in capitoli, il primo dei quali si intitola, ad esempio, “La vera libertà sessuale non ha effetti collaterali”, è un specie di manuale di istruzioni per l’ uso della donna, ad uso delle donne per divertirsi e degli uomini per imparare. “Alle donne piace scegliere un uomo, essere guardate, levarsi i maschi di torno, baciare una ragazza, fare l’ amore in tre o più di tre, essere caste, vestirsi succinte, indossare solo pantaloni, vedere un film porno, discutere con le amiche di come e quanto fanno l’ amore, di se e come i maschi sono capaci di toccarle, di essere fedeli…”. Lo sapevate? E sapevate che secondo una ricerca tedesca in un’ intera vita noi godiamo sedici ore e passiamo sei mesi nel traffico? Godete! dunque. Nel modo che desiderate, anche liberandovi dal mito dell’ orgasmo (e tutta la ricerca del famigerato punto G, Xanadu di affannosi viaggi erotici) e dedicandovi al piacere che viene, perché essere disinibite, scrive Alessandra Di Pietro, è una conquista civile. Né può essere un alibi l’ età: il “sesso agé” è considerato addirittura rivoluzionario. Non è mai troppo tardi per divertirsi, da sole o in compagnia. Non temiate quindi che in un moderno ed elegante sexy shop si stupiscano dei vostri capelli bianchi. Potrete acquistare uno di quegli oggetti super chic, che, oltre a un’ indiscussa e molto piacevole funzionalità, fanno una splendida figura sul tavolo del salotto, mimetizzandosi alla perfezione con fermacarte high tech. E poi c’ è la pornografia. La condanna feroce di certo femminismo americano (autore della dissennata equazione “pornografia uguale stupro”) ci ha fatto credere che fosse scorretto divertirsi,o peggio eccitarsi, di fronte a immagini, corpi, azioni, modellati sul desiderio maschile. Dopo decenni di rifiuto, hanno cominciato timidamente ad apparire registe donne, autrici di una pornografia “women oriented”. Tra queste, la più famosa è la danese Erika Lust, che mette in scena storie e atti sessuali che non usano stereotipi di genere, violenza, o volgarità. Le donne per le donne perché, come dice Erika Lust, “non voglio che sia Rocco Siffredi a spiegare alle mie figlie che cos’ è il sesso”.

Elena Stancanelli
La Repubblica, 19/11/11

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