ARTICOLESSE/GIOIA

Demi, Eva e le altre. Se il toy boy ti pianta in asso

Noi che abbiamo tifato per il matrimonio tra Demi Moore (48) e Ashton Kuctcher (35) siamo coinvolte in un frenetico scambio di opinioni per capire come levarci dall’imbarazzo in cui ci ha precipitato la nostra eroina. Eravamo ancora affrante per il divorzio da quel bel figliolo che Demi con l’enfasi che distingue i suoi passi fa sapere (oggi) di aver fatto sesso (poco tempo addietro) con il migliore amico dell’ex (ma all’epoca marito) sui sedili posteriori di una macchina. Non frequento le automobili come luogo di consumazione di tali avventure dalla maggiore età e sentire questa storia mi ha prodotto un grave effetto deprimente. La mia vicina di casa (39) che intrattiene un’audace storia di con il commesso di una libreria indipendente (29) approva il mio disappunto per la caduta di stile. Seppur convinte entrambe che in caso di disfatta (lui ti lascia) è bene non arrendersi e rilanciare: “però mai meno di un divano, meglio un albergo di lusso”. Staremo invecchiando?

Ma no, ci scrive su Skype la nostra amica bolognese Bice (45), “siamo solo ragazze di un altro continente dove le vetture sono minuscole e le strade tropo piccole”. Ah ecco. E quando lui (37) ti ha mollata, tu Bice che strategia hai scelto? “Quella altezzosa di non mostrarmi in pubblico con un sostituto lasciando intuire disponibilità da sultana”. Però l’avvenente Bice lavora in banca e le sue gesta si narrano in uno stretto giro di amici, mentre quelle della diva Demi aprono i tg di ogni continente. Essendo a ragione considerata la protettrice planetaria delle cougar, (di)sgraziata etichetta per signore che vogliono spassarsela con i più giovane e/o praticare il gesto (ancora) rivoluzionario di amarli. Tradotto in italiano con un approssimativo coguare o un più classico panterone, oggi la parola cougar nei motori di ricerca su internet segnala siti di appuntamenti e/o sesso a pagamento tra donne mature e giovanotti ed è considerabile la versione edulcorata e addomesticata delle M.I.L.F, (acronimo di mother i’d like to f***k, filone pornografico molto amato e mai in crisi, immaginario adolescenziale di sexy prof e spregiudicate amiche di mamma). Però crescono e di molto le coppie dove lei è più avanti con l’età, si vedono dappertutto, dal supermercato all’altare, e allora non è più (solo) una faccenda di sesso,. Perché, è vero che spesso le storie tra le femine anta e gli maschi enta cominciano per attrazione sessuale, ma poi finiscono per mettere in gioco il cuore, diventa più complicato e non basta l’ironia per cavarsela.

Anche per Demi Moore che tra set, paparazzi e tre figli è stata sposata per sei anni con Kutcher. O per Courtney Cox, protagonista della serie televisiva Cougar Town e un matrimonio fallito con un uomo di 7 anni più giovane. Pure per Madonna che ha collezionato amanti ventenni (padre della prima figlia) e un marito con un decennio in meno di lei (padre della seconda creatura). Eva Longoria, tradita dal giovane consorte (otto anni di differenza), dopo averlo rimpiazzato con un fidanzato ancor più fresco, ha ammesso: “con lui però non mi sposo”. La scienza pare darle ragione. Per un matrimonio che duri è meglio essere coetanei, condividere valori, passioni e ricordi delle stessa generazione dicono i ricercatori australiani. Però non ci si annoia prima se si spartiscono gli stessi valori e ricordi? L’università e i romanzi di formazione? La musica e i viaggi? E poi ormai gli interessi sono sempre più intergenerazionali (trans-age) ed è bello scambiarsi memorie, esperienze e gustie anzi sarà anche per questo che aumentano le coppie mescolate. Pure tra giovanissimi. Tora, 28 anni, ricercatrice universitaria, cresciuta tra Stati Uniti ed Europa mi conferma: “Dopo anni di fidanzati coetanei, un diciottenne è una boccata d’aria fresca, entusiasta, allegra, mai monotono”. Però per quanto in aumento in ogni fasce di età, queste coppie sono ancora una minoranza.

Chiara Simonelli (61), psicologa, sessuologa e docente alla Sapienza di Roma è sposata da 21 anni con Roberto Fasciani (53): “All’inizio avevo molti dubbi, ma lui è sempre stato un uomo anticonvenzionale per convinzione, non per posa. Avevamo molte affinità e una forte attrazione”. Stanno bene e durano. E’ la prima a riconoscere che questa non è (ancora) un destino favorevole diffuso. “A 40 anni una donna ha già fatto le sue scelte, ha una identità privata e pubblica strutturata. Un ragazzo invece deve fare tutte le verifiche su di sé, sentirà forte l’inferiorità, e questo va contro la tradizione maggioritaria del maschio dominante”. Che è previsto sia più alto, più ricco, più potente, più visibile. La donna che rovescia questa sequenza a loro vantaggio, dice Simonelli, “evoca l’indiscutibile potere materno ed è insopportabile per un uomo che non ha un’identità strutturata. E per questa angoscia non c’è conforto sociale visto che spesso gli amici e soprattutto i genitori spesso sono già scontenti della storia”. Le donne hanno saputo accomodarsi dentro relazioni con uomini anziani e loro vite complesse, esistono molti precedenti a cui ispirarsi per sentirsi più o meno adeguate e in ogni caso sopravvivere. Invece i giovani maschi di fronte a femmine forti, con matrimoni alle spalle, figli e carriere ben avviate vanno in confusione. Ed è comprensibile, sostiene la psicologa: “Non esistono modelli a cui ispirarsi oppure non sono valorizzati, siamo fermi al ruolo non allettante del principe consorte”. Si esige allora una una grande qualità dell’uomo coinvolto, poiché trattasi un’avanguardia che costruisce un prototipo per generazioni future. E se però a lui manca questa forza? Se l’Ashton di turno si chiude in bagno con una coetanea bionda? Gira le spalle e dice addio? Che cosa accade quando finisce un amore nato controcorrente e dove lui ha un terzo di anni in meno? Gabriella Proietti, psicologa e responsabile del sito psicolinea.it racconta con franchezza come al normale il dolore si aggiunga “quello della profezia che si auto avvera, tornano alla mente i consigli, gli avvertimenti che non hai ascoltato, inutili sensi di colpa”. Ecco a questo punto può scattare la sindrome del gambero, ovvero andare sempre più indietro nella scala anagrafica e scegliersi un ragazzo ancora più giovane. Ispirandosi alla classe di Susan Sarandon (65) che ha mollato Tim Robbins (53) per Jonathan Bricklyn (32) per poi dichiarare che nella vita solo le amiche durano per sempre. O avvilendosi nella rincorsa al toy boy per dimenticare il fantasma del tempo che avanza. Oppure con un po’ di buonsenso e volendosi bene, si sceglie di fermarsi e ragionare sul fatto che è innanzitutto è un amore finito. E dice Proietti: “Per sanare il dolore va elaborato il lutto della fine, ricordata intensamente la parte migliore, fino a che le esperienze vissute, la felicità provata, diventano parte di noi”. Simonelli scherzosa suggerisce di praticare la tattica del balzo in avanti: “consolarsi con un signore più attempato che fa sentire belle e giovani” (e magari fa la ramanzina al suo predecessore come Bruce Willis con Ashton). Poi però aggiunge con serietà: “E’ facile dare la colpa della fine alla differenza di età ma in realtà serve una seria disamina dei motivi per cui la crisi non è stata superata, gli interessi comuni non hanno retto, i progetti non hanno avuto futuro. Per non cascarci più”. Neanche con un coetaneo.

[Pubblicato su Gioia]

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