FULMINI

Marina Donato: Godete! La vitamina C per le donne (01/2012)

Marina Donato: Godete! La vitamina C per le donne (01/2012)

“L’erotismo non attiene alla perfezione del corpo né alla sua giovinezza, il piacere ed il godimento sono ancora oggi una formula non codificata, un sistema alchemico con libero accesso, una scienza personale e collettiva aperta, senza copyright.”

Questo e tanto altro ancora, è  quello che  troviamo nelle  libere e sciolte 93 pagine di “ Godete” , che con un po’ di ironia possiamo chiamare il “Punto G” che Alessandra Di Pietro ci regala con tanta  disinibizione, quella stessa disinibizione  sconosciuta ancora a molte donne. Un “libro vitamina” perché assunto in piccole dosi, può far riacquistare a  tutte le donne che non hanno il coraggio di compiere il viaggio intorno alla sessualità , quel piacere che loro stesse si sono auto convinte di non sapersi più regalare. Dunque un libro sulla potenza delle donne.
E sono proprio le donne il pubblico al quale  l’autrice si rivolge, cercando di far capire loro che amarsi non è un difetto, ma soprattutto che amarsi senza limiti di tempo e spazio, è una conquista sociale, una rivendicazione del piacere, quel giro in giostra che tutte meritiamo di vivere.

Nel libro, diviso in capitoli, la bravura di Alessandra Di Pietro è proprio quella di affrontare temi attuali  e goderecci, come la libertà sessuale, il  sesso agè, la masturbazione, il mito dell’orgasmo, la pornografia e il sesso in gravidanza, e farli apparire non come un peccato, ma come il più semplice dei piaceri, piaceri che la maggior parte delle donne vivono ancora oggi come un tabù, forse perché il primo tabù sono loro stesse. Ed è proprio questo il problema: se il sesso è una carica vitale ed energica, ricco di effetti benefici, perché è ancorato a così tanti tabù? Perché parlare di sesso implica vergogna?  Eppure  viviamo in una realtà dove veniamo continuamente boicottati da immagini che ci lasciano pensare al sesso, allora perché avere timore a lasciarsi andare? Forse perché anche la conquista della libertà sessuale è riservata ad un piccolo èlite?

E ancora, se praticare il sesso secondo il desiderio è rivoluzionario, perché ci sono ancora così tante donne che si nascondono dietro le loro voglie?  Ebbene si, perché quelle che credono e che vogliono conquistare la loro libertà sessuale, sperimentano e godono, mentre  tutte le altre, come afferma proprio l’autrice, si sentono inadeguate e si nascondono dietro le loro ansie e paure.
A queste donne manca il coraggio per conquistare  la voglia di sentirsi disinibite, per conquistare una maggiore conoscenza di se stesse e abbattere i pregiudizi che offuscano tutti i liberi piaceri del sesso. Queste donne hanno perso di vista il concetto che l’orgasmo è democratico, è personale, è intimo. Non è giudicabile, dunque il come essere disinibite è un qualcosa di strettamente personale condivisibile solo con chi noi vogliamo esserlo.
Ma nel nostro paese, la paura e l’assenza di dialogo sul il sesso è una questione di forma mentis, di modus vivendi. Come afferma Alessandra Di Pietro,  ”L’Italia non è un Paese libero e liberato dagli stereotipi su bellezza, prestanza, disponibilità al servizio”, ecco perché poi non dobbiamo meravigliarci se abbiamo le donne che corrono a rifarsi la vagina per sentirsi perfette, senza sapere che il piacere sessuale non attiene alla bellezza, ma è una carica interiore che solo noi siamo capaci di far esplodere ascoltando le nostre pulsioni sessuali.
Ma ecco che in Godete, il sesso non appare solo come quella carica vitale che fa ritornare il sorriso in viso,  non mancano i riferimenti alla politica e al femminismo. Femminismo, una parola che forse troppo spesso ci ha fatto credere che divertirsi, eccitarsi, desiderare fosse qualcosa di scorretto. Ecco perché non mancano le critiche ad un certo femminismo americano.

Alessandra Di Pietro è una femminista convinta : “Sono femminista, e non abbiate paura della definizione politica e morale più bella  che io ho per ogni donna amante di se stessa, delle altre e degli uomini. Essere femminista vuole dire molte cose per me, in buona e ultima essenza, significa partire sempre da sé, scrivere di ciò che so perché è la mia esperienza, non è la più importante – di sicuro – ma è quella che conosco meglio e l’unica che posso raccontare.”
Ed è proprio questo il punto: le donne devono mettersi al centro della loro vita e partire da sé stesse: nella sessualità se vogliono godere e nel lavoro se vogliono ottenere ciò che meritano. Questo non significa che la donna con questa visione tende ad essere egoista, anzi, tende semplicemente ad amarsi di più per amare  poi gli altri.

Insomma, Godete è un viaggio all’interno del mondo femminile e della sessualità, un viaggio che ogni donna dovrebbe compiere senza limiti e confini per scoprire quanto si è disposte a mettersi in gioco. Con Godete, le donne non potranno far altro che andare alla ricerca di quel piacere che rende molto e costa zero, perché se anche è  ”vero che le donne vogliono le quote in politica, molte si accontenterebbero di un orgasmo a settimana”.
Leggetelo. Per rendervi consapevoli che il primo passo per il piacere siete voi stesse…dunque che senso avrebbe desiderare limitandosi?

Buona lettura!

[Pubblicato su Selacapo.net, 10/01/12)

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