FULMINI/SESSO&SENTIMENTO

Le cause: vita frenetica
 e calo del desiderio. Ma riscoprire la seduzione si può – Roselina Salemi su LaStampa.it (07/02/12)

Le cause: vita frenetica
 e calo del desiderio. Ma riscoprire la seduzione si può – Roselina Salemi su LaStampa.it (07/02/12)

caloGli italiani non sono più gli amanti migliori del mondo: declassati dal primo al terzo posto. Almeno secondo un sondaggio fatto tra le impiegate di Standard&Poor’s». La battuta è di Dario Vergassola, ma non c’è da stare allegri. Persa la tripla A nel campo finanziario, va maluccio anche in camera da letto. Secondo www.OnePoll.com che ha intervistato quindicimila donne di 20 nazionalità, al primo posto ci sono gli spagnoli, al secondo i brasiliani e gli italiani soltanto terzi, seguiti dai francesi. Ma anche altre ricerche, di case farmaceutiche e associazioni di andrologi, vanno in questa direzione. Potremmo contestare i risultati dei sondaggi come contestiamo le agenzie di rating, ma dai trionfi del 2007 c’è stata una lenta, inesorabile discesa che ha visto apparire nelle varie classifiche addirittura gli austriaci e gli ungheresi, mentre, per quanto privi di pezze d’appoggio, i maschi francesi si dichiarano sempre «i migliori». Ah, la grandeur!

L’amore al tempo della crisi è altalenante, un po’ neghiamo l’evidenza e un po’ corriamo ai ripari. Abbiamo qualcosa da imparare? Sembra di sì, visto l’interesse per reality come «Sex Education Show» e l’attesa ansiosa del nuovo film di Fausto Brizzi, «Quant’è bello far l’amore», che potrebbe contenere informazioni cruciali per vivacizzare la vita di coppia, ottenute da una caritatevole star del cinema porno.

Ma come siamo arrivati a questo punto? Tutto nasce, sostiene Alessandra Graziottin, ginecologa e sessuologa, dalla crisi del desiderio femminile, cominciata molto prima di quella dell’euro. «Le donne sono in una condizione di costante stress, dormono meno di quanto dovrebbero, sei ore e mezza anziché otto, producono cortisolo e adrenalina a tutto spiano, perciò sono più aggressive e irritabili. La mancanza di sonno sollecita la voglia di grassi e zuccheri, e questo abbassa la libido. Poi ci sono i bambini, il lavoro, le preoccupazioni. è una situazione di allerta senza interruzioni. Per il sesso di qualità ci vuole tempo, e il tempo non c’è mai. Fare l’amore è diventato come timbrare il cartellino, o come lavarsi i denti, qualche volta anche meno piacevole. All’impoverimento economico si è accompagnato un impoverimento sentimentale. Nessuno è il più grande amante in queste condizioni».

Eppure, l’eros potrebbe essere la soluzione alla crisi, dice, provocatorio, Raffaelle Morelli, fondatore dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, autore di un saggio, «Dimagrire senza dieta», da settimane in classifica. «L’amore – spiega – sarebbe la risposta giusta perché spezza gli schemi, ci porta nel luogo senza tempo del piacere cancellando le preoccupazioni e stimolando il cervello. Ma siccome siamo in crisi, ci attacchiamo al presente, al qui e ora, non riusciamo ad abbandonarci. La razionalità e importante, però il mondo del desiderio non deve essere governato. L’educazione sessuale a scuola toglie mistero e spontaneità. A sedici anni bisogna incontrare il demone dell’amore ed esserne sorpresi. Tutto questo regolare e controllare, forse ci rassicura, ma non ci rende migliori, né più bravi, né più desiderabili».

L’insoddisfazione è come la nebbia negli stereotipi sul Nord: si taglia con il coltello. Se ci sono così tante offerte di distrazioni (anche pericolose), sex toys a prima vista incomprensibili e siti dedicati alle mogli scontente (del quasi milione di iscritti al sito di incontri extraconiugali Gleeden.com, il 45 per cento sono donne) vuol dire che dare la sveglia al desiderio è diventato difficile. Bisognerebbe, come consiglia lo psichiatra Willy Pasini, riscoprire il valore della seduzione. Ricordare l’invito di Alessandra Di Pietro, nel suo libretto: «Godete!» (edizioni ADD). Quanto godiamo in un’intera vita? Sedici ore. Quanto tempo passiamo nel traffico? Almeno sei mesi. Di sicuro, vale la pena di invertire le proporzioni. E riconquistare il primato europeo, e al diavolo lo spread.

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