ARTICOLESSE/GIOIA

L’antica arte di godere senza spesa

comebelloAl cinema di quartiere sono allibiti. Non hanno mai visto alle 4 di pomeriggio di un qualsiasi giovedì questa fila così fitta. Signore che chiedono i biglietti per Come è bello far l’amore! (la commedia di Fausto Brizzi con Claudia Gerini e Filippo Timi, lo dicono a voce alta, gli piace questa frase, è evidente) mentre mariti raggelati aspettano più in là e se costretti a farsi avanti alla cassa, tra i denti sibilano: “Due ridotti per la sala uno”. Durante la programmazione è un vocio continuo, battute, risate, un friccico come dicono a Roma per far capire che c’è eccitazione nell’aria. Intanto passano sullo schermo le avventure di una coppia che non fa l’amore ma poi tornerà a prendersi di passione, un porno attore romantico come un adolescente, due divorziati che si amano ma solo a letto: alla fine della pellicola tutti escono sorridendo sottobraccio. Il pubblico si è divertito solo a guardare o tanta allegria stasera risveglierà i desideri? Perché di questi tempi dai costumi sobri e dai conti austeri pare sia necessario essere pure musoni senza divertirsela neanche un po’. Non sarà invece che proprio la recessione potrebbe risvegliarci l’entusiasmo per divertimenti casalinghi e convenienti? Insomma, avendoci un/una fidanzato/a, amante e/o moglie/marito, ci avvantaggiamo della furba possibilità di godere senza spesa o invece permettiamo che la depressione si impadronisca anche del nostro letto lasciandoci a becco asciutto? Chiedo se esiste una relazione tra costumi intimi e crisi economica per la popolazione italiana a Marzio Barbagli, autorevole sociologo: “Non lo sappiamo né possiamo scoprirlo. Di solito le tendenze edonistiche o affettive non si bloccano né si intensificano con la crisi. Di certo le trasformazioni dei comportamenti sessuali prendono decenni, dunque non sono direttamente sensibili alle congiunture. Però è pensabile, anche se è da verificare con i dati, che le difficoltà economiche comportino maggiori tensioni all’interno della coppia e quindi un aumento delle rotture. E noi sappiamo, dai numeri questi sì accertati, che quando una coppia si lascia, entrambi avranno un diminuzione di rapporti sessuali almeno un periodo”. C’è di più, aggiunge il demografo e statistico Roberto Volpi: “Sbarazziamoci dal luogo comune quanto infondato che matrimonio e natalità cedano per la crisi economica. Ci si sposa sempre meno da 40 anni e il crollo del numero di figli è avvenuto durante il boom economico degli anni 70. Se oggi ci sono meno unioni e meno bambini la ragione non è la mancanza di denaro ma il venir meno dell’importanza di questi passaggi per diventare adulti e responsabili”. Anche la psicoterapeuta Barbara Florenzano non riscontra correlazioni dirette tra conti pubblici e affari privati: “Dipende dalle persone. Se la coppia usa il sesso come atto consolatorio e compensativo per darsi un piacere a costo zero, la crisi può anche aumentare il numero di volte in cui lo fanno. Se invece per entrambi o anche solo per uno la mancanza di disponibilità di denaro fa venire l’umore nero, allora sì non ci sarà sesso perché dove c’è tristezza non c’è piacere a letto”. E, saggia, Florenzano aggiunge: “Il denaro talvolta è un alibi importante, una discussione dietro cui si celano altri divergenze tra la coppia”. Che magari cene, viaggi e regali hanno debitamente nascosto.

Non potremo mai sapere la crisi economica cambia le nostre abitudini a letto però indagando sulle esperienze qualcosa l’abbiamo scoperta. Per esempio che gli affari degli erotic shop non conoscono stallo. Anzi. Il sito blacksatin.it che con audace spirito imprenditoriale ha aperto il suo business lo scorso anno vede il fatturato espandersi senza alcuna correlazione con l’asta dei Bot. Ci fanno sapere che vanno forte gli ausiliari dei giochi ludici a letto dunque “bende per gli occhi, manette, lingerie leopardate, olio da massaggio, ma l’oggetto più venduto è il vibratore con grande concentrazione nella fascia di prezzo medio alta” (sotto i cento euro insomma, pochissimi esemplari del mitico Inez Gold prezzo 9.882 euro). Il sex toy più diffuso al mondo e che secondo statistiche diffuse ma non certificabili (la notizia è riservata, si capisce) è posseduta dal 40 e oltre per cento di donne è il protagonista di Hysteria, un delizioso film appena distribuito nella sale e promosso alle conferenze stampa con un giocattolino sessuale rosa (Per come è bello fare l’amore invece era distribuito ai giornalisti il kit Durex di anello vibrante, olio da massaggio e preservativi profumati). La pellicola racconta l’incredibile storia del vibratore nato come strumento medico per placare l’isteria, diagnosi sotto cui venivano ricondotti la depressione, le nevrosi, il mal di pancia e quello dei denti, insomma qualsiasi sintomo di una donna borghese e infelice nell’Inghilterra vittoria. I medici lo maneggiavano in modo da provocare uno o più orgasmi (detti parossismo, considerati una disfunzione) e le donne stavano meglio (nessuna sorpresa vero?). Insomma quello strumento nato per spadroneggiare sul corpo delle donne, noi ragazze lo abbiamo fatto diventare un compagno di giochi. E i nostri partner più sensibili sanno bene che metter un dildo tra moglie e marito non è sintomo di maschio svilito ma semmai di uomo fantasioso. La lezione di Hysteria va mandata a memoria. Le donne scaltre sanno volgere a proprio favore anche gli eventi avversi. Ironica, riflette Elena Guerrini autrice di Bella tutta. I miei grassi giorni felici (Garzanti): “Apprezzare il corpo abbondante delle donne in carne è un beneficio che ci è piombato addosso grazie alla crisi e alla fine del ventennio berlusconiano. A dicembre sono finita su Vogue con tutta la mia vastità e questo solo due anni fa non sarebbe mai capitato. Ci sono meno soldi e meno distrazioni e allora si riscoprono valori più semplici e a accoglienti. Comprese le curve. Durante la mia adolescenza, io figlia del drive in tra il 1985 e il 1995, ho speso ogni risparmio in diete creme, pastiglie dimagranti, cyclette. Magari se avessi avuto piu’ denaro avrei fatto anche liposuzioni e gastroplastiche riduttive. Per fortuna, non essere ricca, mi ha salvato”. A volte per godersela basta solo risalire controcorrente. Dunque, privilegiando l’ottimismo affermiamo che sì, con la crisi possiamo farlo di più e meglio. Ricordandoci magari che fare sesso almeno due volte alla settimana riduce del 50% il rischio di infarto nell’uomo, spingersi a tre fa ringiovanisce l’aspetto delle donne fino a sette anni, il piacere sessuale rilascia serotonina che migliora il colorito e la pelle, baciarsi abbassa i cortisolo, ormone dello stress, mette di buonumore e se ve ne viene voglia al mattino, quando andate di corsa, è un chiaro sintomo di amore. Perché alla fine, come dice a nomi di tutti i protagonisti, il diciottenne brufoloso di Come è bello far l’amore: “Sono un po’ all’antica e per fare sesso mi serve di essere coinvolto”. E anche quello, essere coinvolto, alla fine conviene: rende molto e costa zero.

[Pubblicato su Gioia, 02/12]

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