PERSONE

Nina Zilli: perché non capite quando scherzo?

“Non penso davvero che Madonna sia una vecchia. Non ho nulla contro Belen”. E la storia della laurea in “stronzologia” era solo una battuta. Ora che è in tv con Panariello, promette che starà attenta a non dire parolacce. Perché, se sei una bad girl col corpo di Lady Vintage, è facile essere fraintesa. Però Lucio Dalla, a Sanremo, qualcosa di lei lo aveva intuito

«Conserverò per sempre nel mio cuore le parole meravigliose che mi ha detto Lucio Dalla a Sanremo, dopo la mia esibizione».

Che era stata bravissima. (Si schernisce) Sì, ma non voglio aggiungere altro.

E a lui era piaciuta tantissimo. Anche.

E forse pure che è la più brava? Basta così, perché mi imbarazzo. Lo ero anche davanti a lui. Continuavo a dirgli «Grazie, grazie maestro, per me è un onore». E lui: «Macché maestro. Sono Lucio e basta. E tu tieni duro perché non è facile per quelle come te». (Cioè talentuose e belle anche se Nina minimizza di nuovo, ndr): «Faceva riferimento al panorama musicale non facile per noi cantautrici».

Nel camerino di Cinecittà dove intervisto Nina Zilli ci sono 35 gradi («una temperatura da ospizio»), sul tavolo da trucco è buttato un toupet («un gatto morto, non lo metterei mai. La mia cofana è tutta vera, i capelli sono lunghi fino alla vita»), nell’angolo c’è un reggiseno imbottito: «Quando le costumiste me l’hanno presentato, ho detto gentilmente: mai nella vita. Già io sono un donnone, mi mancano solo le tette grosse! Tengo le mie, grazie. Però lei lo provi perché dà una certa soddisfazione allo specchio». Lo indosso, è vero, fa il suo dovere. Lei ride, prende una sigaretta light, spezza il filtro con la bocca e con le unghie perfettamente laccate butta via la metà che ha tolto: «Ecco, così è un po’ più forte». Poi si siede sul bracciolo del divano, cade all’indietro «oooooohhh… aiuto», si riprende subito e cercando di metterla seria dice: «Sono pronta, solo un attimo ancora: ma ce portano da magnà vero?».

Ecco a voi Nina Zilli (nome originale Maria Chiara Fraschetta), in skinny, maglia lunga, pumps di Jimmy Choo tacco 14 centimetri più dieci di capelli rialzati con un fiocco nero a ornare. Trent’anni, piacentina che si diverte a parlare in romanesco, un’indole da bad girl in un corpo da Lady Vintage, La Zilli (così la chiamano tutti) è la vincitrice morale di Sanremo, per qualità musicale ed eleganza con Per sempre (contenuto nell’ultimo album L’amore è femmina), artista amatissima da pubblico e critica. Un successo che non arriva per caso. Nina ha studiato da soprano e il suo primo concerto lo ha fatto a 11 anni: «Con i Senzat’opo, eravamo in tre davanti a un centro commerciale». E poi non si è più fermata tra l’Italia, l’Irlanda e l’America dove ha vissuto e cantato: «Dalle bettole scalcagnate con i Chiara e Gliscuri, dove a fine serata gli organizzatori chiedevano a noi i soldi, fino alle 80mila persone del festival reggae più grande d’Italia (il Rototom) con i Franziska». Poi avviene l’incontro con Giuliano Palma, la svolta decisiva verso il soul e l’r&b, un ep e un album da solista, Sanremo giovani lo scorso anno e il palco principale nell’ultima edizione. Ogni passo è premiato dal successo. Oggi ci prova con un salto spericolato e diventa la partner di Giorgio Panariello nello show del lunedì sera su Canale 5. «Il modello», dice, «è la tv degli anni 70».

E Panariello sarebbe Alberto Lupo? Sì, ci siamo anche fatti fotografare in bianco e nero: lui ha i basettoni.

Lei è sempre elegantissima. Su YouTube, in uno dei suoi tanti video, si legge un commento: «Nina, ti aspetto per fare due virgole con lo snowboard». Davvero? Grande! Vado subito a vedere chi è. Io sono una accanita snowbordista. Però posso fare solo free ride e niente più acrobazie, perché mi sono sfranta l’osso sacro .

A vederla così non si direbbe che sia una spericolata Invece sì. Facevo basket, ho provato con il rugby e ora mi alleno a boxe. Non portavo mai una gonna ed ero la disperazione di mia madre.

Quando ha scoperto la passione per i tacchi e i tubini? Sempre colpa della musica. Agli inizi ero metallara, adoravo i Rage against the machine, i Metallica, i Pantera e i Faith no more. Poi sono passata al reggae e per dieci anni ho portato una immensa cofana di dreadlocks che erano causa di continui interrogatori: sono veri? Li lavi? E quanto li lavi? Quando, transitando per la musica degli anni 70, sono arrivata agli anni 60 e 50 diventai «beattarola» (fan della beat music). E lì ho iniziato a provare l’emozione dei vestiti vintage. Poi il tacco dà sempre un bello slancio!

Non che ne abbia bisogno. È alta e anche molto dimagrita rispetto all’anno scorso. Solo perché non ho il tempo di mangiare. Io e la dieta non andiamo d’accordo.

Vegetariana? Penso sia eticamente corretto esserlo, ma ho resistito solo 24 ore. A parte il fatto che a casa mia mi toglierebbero il saluto, ho grande ammirazione per chi ci riesce.

A proposito di ammirazione. Lo Iulm l’ha querelata per aver detto che «vendono aria fritta» e che lei lì si era laureata in «stronzologia». Certi media mi hanno attribuito frasi che non ho mai pronunciato. Io non attacco lo Iulm, né ho mai detto che vendono aria fritta. Sono amareggiata, davvero. Era una battuta ironica, è talmente evidente. Tant’è che mi davo io stessa della «stronzologa».

Perché lo hanno fatto secondo lei? Avranno avuto i loro buoni motivi. In ogni caso, sarebbe bastata una telefonata del rettore per risolvere la faccenda.

Anche con Belen è stata fraintesa? In quel caso le ha dato della donna oggetto. Ho detto che è brava, sa cantare, ballare e presentare, e allora perché deve mettere davanti sempre e solo l’aspetto fisico? È deprimente per lei, mica per me.

Invece di Madonna ha detto: è vecchia, si ritiri! Guardi, Zilli, che poi arriva anche per lei quel momento. Pure quella era una battuta! Io sono nata cantando Like a virgin e il suo ultimo album è fantastico. Era uno scambio divertente con il giornalista a cui ho detto: sono curiosa di vedere Lady Gaga quando avrà l’età di Madonna. E ho aggiunto: ’sta vecchia si ritiri!!! Ma io scherzo sempre!

(Ne ho un’altra. A Sanremo indossava un paio di scarpe molto chiare e, quando le hanno chiesto di che colore fossero, lei ha risposto: «Color pene». Ed è successo un putiferio, dunque non glielo richiedo davanti al suo staff, ndr).

Forse adesso che è famosa deve stare attenta a quel che dice. Ad esempio, niente parolacce sul palco di Panariello. Giuro, sono sicura che non me ne scapperà neppure una. Le dico solo in privato. Come tutti, no?

Si è assicurata che nella trasmissione non ci siano battute sessiste? No, secondo me non c’è bisogno di farlo, è tutta gente a posto. E per quanto mi riguarda, sono espertissimi di musica. Con Panariello mi trovo benissimo, noi due ridiamo anche senza un copione. Io interagirò con lui e con gli ospiti stranieri intervistandoli in inglese.

Lei in passato ha detto che la TV non le piaceva. Quando è usata male e non quando si attiene alle migliori intenzioni di «istruire, informare e intrattenere». In questo caso, con Panariello, intratteniamo. Gentilmente, può scrivere che queste e molte altre cose che so sulla comunicazione le ho imparate allo Iulm?

Sarà fatto. Mi sembra a suo agio davanti alle telecamere. Vero. È la macchina fotografica che mi terrorizza e mi fa venire la faccia da natura morta. In tv non ho problemi.

Com’è la sua vita adesso che è diventata famosa? Semplice. Non ho una vita. Non dormo, viaggio sempre e sogno di stare in tuta e ciabatte a casa mia.

Dove vive? A Milano.

Con il fidanzato? (Lorenzo, uno dei suoi musicisti, ndr). Sì. Quando ci passo.

Allora il flirt con Luca Bizzarri (ex Iena) non è vero? Certo che no! Però complimenti al fotografo che in un ristorante con 400 persone ha ritagliato solo noi due. L’indomani ho proposto a Luca di portare il suo cane a passeggiare sulla spiaggia così potevano scrivere: «E davanti al mare, lei gli ha detto di sì!». Strano che non sia uscito niente su me e Francesco Mandelli (dei Soliti idioti) con cui mi vedo sempre.

La turba? Me ne frego.

Pensa a dei figli? No, grazie. Sono ancora una bambina io. Se penso all’ansia che ho riversato sul mio cane, capisco che disastro di madre sarei se avessi un figlio vero.

Il suo look attuale è firmato Vivienne Westwood. Che figa, l’ho anche conosciuta!

Altrimenti chi la veste? Mia mamma mi compra tanti vestiti e poi ci penso io.

In questo suo spirito vintage, le piace il burlesque? Bah. Il rischio spogliarellista è sempre in agguato. Il senso dovrebbe essere: mi spoglio perché sono libera. E invece spesso diventa solo esibizione.

Le hanno chiesto di spogliarsi per un giornale? Una quantità di volte.

Lo farebbe? No, perché mi vergogno persino a mettermi in topless al mare! Però, se mi spudico perché no? Mai dire mai. Io sono fatta così: se una cosa mi piace, la faccio.

[Pubblicato su Gioia, 03/12]

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