BELLEZZE/GIOIA

Bella la madre, bella la figlia: vive la difference

Tra gli odori dell’infanzia il rossetto di mia mamma sovrasta quello del suo ciambellone e la crema che usava per la notte nel mio ricordo viene insieme alla dolcezza del bacio prima di andare a dormire. Ho imparato da lei a detergere il viso la sera ma anche a usare un trucco leggero per tutti i giorni, osando ombretti colorati solo per occasioni speciali. Quando mi portava in profumeria, aspettavo buona buona che la signorina mi regalasse i campioncini di profumo e lucidalabbra che avevo il permesso di mettere giocando con le bambole. Tra quelle minuscole fialette annusai per la prima volta Anais Anais di Cacherel che comprai a 15 anni ma ben presto lo abbandonai per Chanel n.19. Oggi so perché. Era il profumo che papà regalava a mamma e io lo odoravo da piccolissima sul suo collo. Il primo modello a cui ci ispiriamo quando proviamo come si fa ad essere una donna è sempre la madre. Poi possiamo dimenticarlo, sceglierne altri (anzi è un gran bene), cambiarli di continuo in ogni fase della vita (ed è un assai divertente) ma quei gesti materni che abbiamo osservato per scoprire che cosa è la femminilità, come si costruisce, gestisce, rifiuta, addomestica etc…. rimangono per sempre dentro di noi. In positivo o in negativo, sul terreno della bellezza, eleganza e fascino tra le due generazioni di donne c’è sempre un filo. Come scrive la filosofa  Adrienne Rich “un adolescente  può essere in guerra con sua madre ma usare i suoi abiti e il suo profumo” . Se mettiamo da parte i tempi (quasi) inevitabili  del conflitto nell’adolescenza e le coppie di madri e figlie che non sono mai andate d’accordo, sappiamo tutte c’è un periodo che si spera più lungo, in cui  c’è confidenza, affidamento, complicità e scambio. Ecco perché mi piace moltissimo osservare per strada coppie di mamme e figli  dove ciascuna porta con fierezza la sua età. Senza sembrare sorelle, anzi. La cosa più grande che una madre può fare per la propria ragazza, scriveva ancora Rich è rifiutarsi di essere vittima degli stereotipi offrendo un modello alternativo. Una cinquantenne che non si omologa e cerca una via personale al fascino nell’età matura offre un ottimo esempio alla figlia perché le dimostra con i fatti che ognuna è bella a modo suo. E imparare il coraggio di essere unica è uno degli insegnamenti più grandi da trasmettere ad un’adolescente.

Box: Tre mosse preziose

Cominciare bene

Secondo il medico estetico Emanuele Bartoletti, una adolescente va portata dal medico estetico verso i 16 anni per fare un check up, scoprire che tipo di pelle ha, scoprire quale è la migliore detersione quotidiana, avere subito la crema giusta da usare: ” Mettere da giovani la protezione solare totale evita moltissimi danni futuri”.

Puntare sulla qualità

Racconta la titolare della profumeria artistica Acque e Saponi di Bologna: “Una bambina cresciuta annusando profumi e creme di ottima avrà un ottimo gusto e difficilmente potrà indossare  profumi commerciali. L’educazione olfattiva non si dimentica”. Tra le sue clienti conta un numero significativo di madri e figlie ma talvolta  sono le più giovani ad essere attratte dal prodotto biologico e di nicchia che portano la mamma per finanziare le loro scelte.

Coltivare la differenza

Osserva Teresa De Tollis, titolare dell’omonima profumeria in Corso d’Italia a Roma: “Le clienti con figlie grandicelle vanno e vengono di continuo perché le ragazze requisiscono, le creme ma soprattutto i trucchi”. Però come ogni attività condivisa, anche la manutenzione della bellezza in famiglia, è stimolante e funziona se ciascuna coltiva anche la propria autonomia. La mamma si confronta con le amiche per scoprire  il migliore siero antietà. i la figlia andrà in giro con le amiche a provare nei grandi store gli ombretti più colorati. Dicono da Sephora (30% delle clienti under 18) che  fino ai 25 anni vanno in negozio da sole o con le amiche e in estate comprano  tantissimi smalti. Però, superata quest’età, vengono spesso anche con le mamme, si confrontano sui prodotti e spesso accade che la figlia provi il prodotto utilizzato da sempre in famiglia.

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