MYSELF

Matrimonio diesel

matrimonioE’ quello che magari parte lento, ma poi fila dritto come una scheggia. E dura senza troppe teorie, ma in mille modi. Chi è convinto che il collante siano i figli. Chi non si perde mai di vista. Storie di coppie in ascesa che fanno bene come uno spread di positività. Se vuoi saperne di più, contatta il nostro esperto del mese: ti risponde on line

Due sul divano. «Mezz’ora di pace a leggere il giornale. Vicini ma senza per forza parlare. E’ il bello di un matrimonio rodato» Giovanna, il suo, l’ha messo alla prova. «All’inizio non ci capivamo: io iperattiva, lui ponderato. Fin troppo, Mi dava sui nervi, Poi ho assorbito parte della sua calma: ora è il mio antistress». Francesco: «Vero, e io mi sono lasciato scuotere. Lei ha colmato un lato della mia vita che era molto piatto: vedere gli amici, uscire. Ero un orso, adesso ho una vita sociale».

Avevo 16 anni e cercavo mia madre per chiederle se, finalmente, quella sera potevo mettermi le scarpe con il tacco e andare a una festa. Non mi rispondeva e, siccome casa nostra era piccola, l’ho cercata e trovata in due minuti: era dietro la porta con papà, rideva, rossa in faccia. Roba da non credere. Ed erano sposati da 18 anni. Le statistiche dicono che, in Italia, si rompe un matrimonio su tre. Io, 44 anni e due figli, sono quell’uno interrotto, i miei genitori dall’altra parte della sponda. La storia dei matrimoni che più passa il tempo e più diventa bello stare insieme l’ho vista, ma non l’ho vissuta. Ecco perché ho uno sguardo un po’ diffidente, ma sempre curioso, il cuore un po’ triste, perché non ce l’ho fatta, ma anche la felicità di sapere che si può riuscire. Magari, un giorno, chissà. (…)

A Fabio Monguzzi, psicoteraputa che da 20 anni studia (e ripara) le coppie, la definizione “Matrimoni Diesel” è piaciuta un sacco: «Perché una relazione duratura non è mai un incastro perfetto come tra due pezzi di puzzle, ma un ingranaggio che parte lento e poi accellera. Sono gli avventimenti che si vivono insieme a trasformare due persone in una coppia.» (…)

Tutto l’articolo di Alessandra di Pietro sul Myself di ottobre da pag. 170

Myself 10/12

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