GIOIA/PERSONE

Emma: non dipendo più da un uomo (ma per qualcuno batte forte il mio cuore)

Il successo di Emma è sempre un po’ oltre quello che tutti si aspettano, lei compresa. Il tour estivo di 36 tappe è stato tutto sold out, l’album Sarò liberaè multiplatino e in testa alle classifiche da 50 settimane, su Facebook conta quasi un milione e mezzo di tifosi. Emma è generosa con i suoi fan, loro lo sono con lei: la subissano di email, la seguono ovunque, nei concerti campeggiano i cartelli con scritto «Sposami». Con poche speranze, ragazzi, perché sull’argomento il motto di Emma è: «Moglie mai, mamma appena possibile».

Al momento, però, «l’unico figlio è il cane Gaetano, da cui non mi separo mai: ci dormo pure insieme». Sul set della nostra intervista non c’è, «sta ancora in colonia dai nonni in Salento, domani vado a prenderlo». Emmaarriva con Francesca, «assistente, amica e pure un po’ mamma per me», non conosce nessuno  nello studio, neanche il fotografo, ma dopo due ore ha conquistato tutti. Ammalia, sorride, fa battute, balla al ritmo di Kylie Minogue, si offre all’obiettivo. C’era una volta una donna che soffriva per un amore ballerino. Ecco, la notizia è che non abita più qui. Davanti a me c’è un vulcano di energia, un’Emma serena, chiacchierona e con un certo appetito: nel giro di niente si fa fuori due piatti di sushi e mezzo litro di succo d’ananas: «Poi basta, sennò mi addormento sul set».

Non mi pare che corriamo questo rischio. La vedo sveglia e tanto bella, anche senza un filo di trucco.
Grazie, grazie. È un piacere sentirselo dire. In questo periodo mi guardo allo specchio, mi piaccio, non mi giudico, anche se vedo un filo di cellulite. Mi vedo bene perché sto bene.

L’ho osservata sul set delle foto, sicura, sexy, mentre gioca con la camicia bianca e niente sotto.
Mi sono divertita tanto, ma è la prima volta che faccio una foto senza mettere il reggiseno, ci crede?

Sicuro. Lo scorso anno quando le chiesi  perché nascondeva il suo magnifico decolleté lei lo definì «il mio problema».

Ho pensato tante volte di ridurlo con la chirurgia. Il seno grande è un ingombro perché non amo essere appariscente, però sto cambiando: lo accetto, anzi mi piace.

Ecco, ora le chiederanno di posare nuda.
Lo facessero pure, tanto dirò di no: è sicuro.

Avrà una fitta schiera di corteggiatori.
Macché, non mi si fila nessuno.

Non ci credo.
E invece sì. Non saprebbero neanche dove cercarmi, sto sempre in giro.

Ha un sorriso furbo, non ci casco.
E va bene. C’è una persona che mi fa battere il cuore.

Evviva, un nuovo fidanzato?
No, un attimo. Io non ho nessuna relazione e non so neanche se è un amore, ma sento i brividi, le scintille, le emozioni ed è questo che conta. Sono di nuovo io, sono Emma e sono viva. Assaporo ogni cosa che mi fa stare bene nel momento in cui succede. Niente è eterno, figurarsi un attimo di felicità, e allora lo acchiappo subito, lo vivo tutto.

Vogliamo far sapere chi è quest’uomo baciato dalla fortuna?
No, per favore, non insista. Voglio proteggermi.

Comprensibile. Deve essere dura vivere la fine di una storia sotto i riflettori.
Si, è stato davvero pesante, ma ha fatto crescere la mia forza interiore e sono diventata un po’ cinica. Perché ho sempre paura di quel che mi fanno gli altri, ma so che anche io posso fare del male.

Non ci sta nel cliché della vittima?
Mai sentita una vittima. E comunque storia chiusa, l’ultima parola è questa, qui e ora, per sempre.

Ok, ultima domanda e poi croce sopra. Ci sono errori che non ripeterà più?
No, li rifarò tutti. L’amore non ha un misurino e io mi darò per intero al mio uomo convinta che lui mi restituirà tutto moltiplicato per due: come potrei mai perdere una simile gioia? Preferisco il rischio di sbagliare. Però ho imparato a non dipendere da un uomo e a rispettarmi di più. Non è poco. E infatti eccomi qui, briosa, leggera. E un sacco di nuovi progetti: viaggiare, imparare l’inglese e magari mi iscrivo al Dams per regalare ai miei genitori una bella soddisfazione. Farò una cosa alla Emma: «Mamma, papà, venite su che tra due giorni mi laureo».

Non so dove troverà il tempo per fare tutto, ma intanto volerlo è il primo grande passo.
Mai come quest’anno ho capito quanto conta l’intenzione che metti in ogni gesto. La mattina mi sveglio e mi dico: «Oggi sarà una bella giornata, penserò positivo, mi divertirò con le mie amiche». E poi succede veramente. È stata una bella rivelazione. In questo senso mi ha anche aiutato interessarmi al buddhismo.

Si è convertita?

 

Si è convertita?
Non ho bisogno di una religione, io ho il mio dio, so chi è e dove è, non sento l’esigenza di cambiarlo, ma la spiritualità buddhista mi interessa. Ne discuto con alcune amiche praticanti, ogni tanto recito i mantra e ho letto un po’ di libri sull’argomento. Prima di spararmi la trilogia.

Le 50 sfumature?
Ovvio. Non ne sapevo nulla. L’ho comprato alle due di notte in un autogrill convinta che fosse un libro di psicologia e, siccome non avevo sonno, l’ho cominciato subito. A pagina 10 mi è stato chiaro che non avrei più smesso, dovevo sapere come andava a finire. Me li sono fatta fuori tutti e tre a gran velocità.

Intrigata dal sesso sadomaso?
Ma sì, è una roba che stuzzica la fantasia, come guardarsi un film porno, che in realtà non ho mai visto. Niente di più e soprattutto niente di grave. Comunque adesso sto leggendo Fabio Volo, seguirà Alessandro Cattelan, roba leggera. Devo riposarmi prima del tour invernale, fare le pulizie invernali e il cambio di stagione. Viene su mia mamma ad aiutarmi.

Ancora la mamma?
Si, sì voglio lei. Ha visto quanto siamo belli insieme? Io, lei , papà e mio fratello, la famiglia del Mulino bianco, un po’ rock però. Quando mi vengono a trovare sono felicissima, stiamo tanto a casa. E c’è sempre l’assedio delle mie amiche.

Gelosa?
No, sono i genitori che tutti vorrebbero, lo so. Mio padre sta a tavola con noi ragazzi, si beve un bicchiere di più, possiamo fargli un sacco di confidenze. Mamma rimane fino a notte fonda a parlare, ci ascolta. Loro due sono un bene comune, semmai sono orgogliosa.

Chi sono le amiche con cui divide tutto?
C’è Francesca, la mia assistente; Elisa, che fa la pittrice; Tina, appena diplomata come designer del suono. Prima o poi faremo una factory. Anzi, siccome so che mi rimarranno zitelle, appena divento ricca compro un palazzo e le metto ad abitare tutte insieme. Sono o non sono Mariella?

No, e ora chi è Mariella?
Mariella, la regina della padella: sono io nella mia vita casalinga, che amo moltissimo. La mattina mi sveglio, metto su una bella moka di caffè, faccio la spesa, cucino, pulisco e non leggo la rassegna stampa fino a quandoFrancesca non me la impone. Allora mi guardo tutto, anche le notizie sgradevoli, per rispondere a tono.

Emma tutta tour e casa è un quadretto a cui non vogliamo credere.
Tranquilli, la sera esco e di giorno appena posso vado in giro a vedere Roma, spesso in metro. Dove succede sempre la stessa scena. Due ragazze si danno di gomito: «Oh, c’è Emma». E l’altra: «Seee, ti pare che prende la metro».

E qualche volta si fa riconoscere. Pensi che felicità per loro.
Tutto per i miei fan, però questo no: è bello andarsene in giro un po’ tranquille. Mi piacerebbe pure cambiare città.

All’estero?
Perché no, magari per un po’. Intanto a ottobre vado a Londra.

A vedere com’è per trasferirsi?
Vado a suonare al Puglia sounds e sono felicissima che mi abbiano chiamato. Londra mi piace più di New York, anche se a dire la verità sono le due uniche città straniere che ho visto (ride). È che quando avevo il tempo mi mancavano i soldi e adesso che  ci sono i soldi non ho tempo.

Fa sempre in tempo a rimediare. Magari tentando l’avventura alla Laura Pausini: cantare all’estero.
Prima devo studiare l’inglese ed è un altro degli impegni che mi sono data. Non mi piace progettare, perché nella mia vita le cose belle arrivano da sole, senza essere cercate. Però faccio pubblica promessa di imbracciare la chitarra sul palco e cantare le canzoni che ho scritto.

Una cantautrice rock, come Gianna Nannini, il suo mito.
Magari. Ho una grande resistenza, quasi un imbarazzo a suonare in pubblico, non so capire neanche il motivo. Però i miei musicisti dicono che il momento è arrivato e quindi lo farò.

E poi ci sono queste canzoni che scrive da tempo ma stanno lì nel cassetto.
In inverno ne aggiungo altre e finalmente le registro perché l’emozione più grande è sentire il pubblico che canta le tue parole. L’ho già fatto con Resta ancora un po’, un testo che ho dato ad Antonino, mio amico e grande artista, ed è andata bene. L’ho portata in tour anche io e adesso voglio andare avanti.

Ci tenga informati sui social network, tanto da Twitter sappiamo pure se va in bagno…
Ah, quante storie per un tweet! Chiarisco una volta per tutte: gestisco Twitter direttamente dal mio cellulare ed è per i miei fan, a loro posso raccontare tutto. E poi è nato tutto perché giocavo con l’hashtag (un argomento di discussione segnalato con il simbolo del cancelletto, ndr) «miss Italia» nei giorni del concorso. Allora ho scritto «#miss scappa la pipì» e «#miss sbatto sul cuscino e dormo». Incredibile che ci abbiano montato su una storia.

È che lei ce l’ha proprio con le vallette.
No, davvero. Ogni donna è libera di essere vanitosa, portare i tacchi, sentirsi rock. C’è chi aspira a diventare miss Italia, chi medico. Chi da piccola giocava con le bambole e chi, come me, guardava il wrestling e saltava sullo skate. Il punto è essere libere di scegliere.

Molto diplomatica. Ma lei si è pubblicamente schierata a favore di un tipo di donna più politicizzata che velina.
Sì, ma oggi a 15 anni le ragazze hanno le idee chiare su chi sono e dove vogliono andare, non le imbonisci con le parole. Io so che sono un modello per loro e mi prendo la responsabilità, comportandomi come mi sembra giusto e facendolo sapere. Per esempio, vi dico che fatturo dal primo all’ultimo centesimo e pago tutte le tasse.

Giustissimo, Emma for president allora. Si vuole candidare? Magari con Grillo.
No, grazie. Non seguo la politica, ho tanto altro da fare. Però attenzione: perché magari, un giorno, chissà.

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