MYSELF

La medicina che fa la differenza.

pillolone Siamo diversi. Allora perché, quando ci ammaliamo, ci curano nello stesso modo? «Domanda semplice, eppure non se la pongono ancora in molti». Ce lo dice Giovannella Baggio, 65 anni, vera pioniera della medicina di genere in Italia. La buona notizia è che, grazie al suo lavoro (è direttore del dipartimento di medicina generale all’ospedale di Padova), anche da noi si sono moltiplicati i progetti di ricerca in questa nuova specialità (in Toscana, Veneto, Sardegna), a maggio, all’università di Milano, partirà un nuovo corso su sesso e genere in medicina. Dal 14 al 16 febbraio, a Roma c’è anche un convegno, Gender & Science.

Bene. La medicina di genere fa progressi. A che punto siamo?

«Procediamo, ma c’è tanto da fare. Prenda il diabete: per noi è tre volte più pericoloso che per gli uomini. Scoprire perché aiuterà a curarci meglio. O l’aspirinetta: nelle donne non previene l’infarto come nei maschi, al massimo riduce le ricadute dopo l’ictus».

E ce ne accorgiamo ora?

«Per anni la ricerca ha studiato solo l’essere umano di genere maschile. Gli uomini lavoravano e dovevano stare in salute, di noi interessava soprattutto l’apparato riproduttivo (in America la chiamano “sindrome del bikini”). Ora le cose stanno cambiando. Non solo l’anatomia è diversa fra uomini e donna ma anche prevenzione, diagnosi e terapia della malattie sono differenti. E nessuno ci aveva mai pensato!».

Quali sono i settori più avanzati?

«La cardiologia: è qui che è nata la medicina di genere negli anni 90. Oggi sappiamo che i sintomi di infarto nelle donne sono dolori al collo e alla pancia, ma non al braccio. Così si evita di finire nei reparti sbagliati».

Il settore dove in Italia siamo più indietro?

«Direi l’oncologia. Perfino gli animali da esperimento: soltanto di genere maschile».

Ma ci state lavorando.

«Io e il mio gruppo da sette anni. E nel 2009 è nato il Centro Studi Nazionale su salute e medicina di genere, di cui sono presidente. I progetti di ricerca sono tanti e il governo si è impegnato a sosternerli. Il problema ora è che bisogna trovare i fondi».

baggio

Myself 02/13

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