FULMINI

Arfio è vivo e lotta (con classe) insieme a noi.

Alfio-Marchini-LujanQuale mesto risultato sarà quello che consegnerà  Roma a  un medico di base o (lo citiamo per scaramanzia) ad un uomo abbandonato pure dal suo gatto. In attesa di giorni modesti, godetevi oggi l’intervista all’unico  sol dell’avvenire, l’uomo che, scuotendo la chioma e a dispetto di tristi cronache, ci promette di restare con noi, che non ci lascerà, con lui la notte con lui mai più si spegnerà. Però poiché Arfio (di lui ovviamente si tratta) è un idolo collettivo, ho chiesto alcuni fidati osservatori di porgere (su un vassoio d’argento si intende) alcune selezionate domande. Le loro e le mie. Arfio, perdona se nell’emozione del momento qualcuno si spinge nella banalità di chiederti:

 Dicono che tu ti asterrai dalla competizioni. a noi però lo puoi dire: a chi darai i tuoi voti? E soprattutto per averli quali delle tue promesse dovranno mantenere?

A chi sottoscriverà i miei punti sull’eleganza e sulla lotta di classe a Roma. Ma sicuramente non al proprietario del gatto, serve discontinuità.

 Proseguiamo sulla scia dell’emotività,  Mc ti chiede: come sarà vivere da Arfio senza campagna elettorale?

Ma diciamo che ho deciso di dedicare quindici anni di vita alla politica, quindi continuerò. Non si può fermare il vento con le mani, lo stesso vento che purtroppo ci scompiglia i capelli ma che ci fa sentire vivi.

 Aprirai una fondazione continuando a pagare le tasse?

Si, la Fondazione Roma ti amo. Le tasse le pago, solo i cialtroni privi di classe evadono il fisco.

Prometti che terrai d’occhio il medico di base o l’ex proprietario del gatto (per scaramanzia lo citiamo) per sgridarli?
Il Comune di Roma diventerà una scatola di vetro, Arfio vi dirà tutto quello che succederà lì dentro. Non avranno tregua. Sono nipote di un partigiano e in quanto a Resistenza sono ben preparato.

Un invidiosone vuole sapere: Arfio si cucca di più da quando sei Arfio?

Arfio ama una donna alla volta e già l’amava prima.

L’Orco, tuo ammiratore, poco abbiente e con cinque figli domanda: se po’ divorzià solo se sei ricco o no? 

Il divorzio è un atto molto brutto, sia che si è ricchi che poveri. Ovviamente con la ricchezza cedi di più, ma lo sconsiglio a tutti. Amate e fate quel che volete.

Lo stesso disperato ammiratore ti chiede: sei la prova vivente che i figli non fanno mette i capelli bianchi ma almeno mi dici che shampoo usi?
Uno shampoo molto ricercato, fatto con batuffoli di seta indiana  e uova di fenicottero.

Ma a giocare a polo te l’ha insegnato tuo nonno partigiano? 
No, l’ho appreso sulla Cassia al circolo. Mio nonno mi ha insegnato a combattere ogni battaglia che ritenevo giusta, sia sul campo di polo che nella vita.

Adesso arrivo io (per fortuna è ancora fresco, mi sono messa un golfino di cachemire per scriverti, certe cose le senti anche se non le vedi, lo so).

La prima volta che ho visto il manifesto del cuore con la scritta Tu mi ami ancora? ho pensato che eri uno stalker. Ora sono io che ti chiedo: ma tu mi ami ancora? Arfio qual è il tuo segreto?

Certo che ti amo, come amo ogni singola meravigliosa donna di questa città. Il segreto di Arfio è proprio nel cuore, nel parlare al cuore delle persone.

Te ne vai prima che io possa chiederti: mi aiuti a fare diventare la rivoluzione un pranzo di gala?
Arfio non andrà via, Arfio rimarrà perché la rivoluzione deve essere un pranzo di gala e Roma deve essere la capitale dell’eleganza e della bellezza.

Arfio ma Alfio è geloso? Si è mai approfittato di te?
Ti dico con sincerità che Alfio è un ragazzo meraviglioso e non si è mai approfittato di me, anche quando ci siamo conosciuti (alla chiusura della campagna elettorale) ci siamo conosciuti umanamente e raccontati. Non ha mai cercato di influenzarmi, perché chiaramente gli ho detto che alla minima pressione Arfio parte insieme alla baracca e ai burattini. Alfio è un uomo libero, come Arfio.

Come farai senza di noi?

Ma non me ne andrò, resteremo ancora a lungo insieme.

Soprattutto: come sopravviveremo senza di te? Donaci qualche regola che ci tenga vivi ed eleganti.

Non sbagliate mai l’abbinamento dei colori. La bellezza risiede nella semplicità.

Dove andrai a riposare le tue stanche membra?

Penso andrò a Sabaudia. 

Arfio, ci dici chi sei, dove vai, che porti e ci dai anche un fiorino?
Sono Arfio, vado dove mi porta il cuore, porta bellezza, eleganza e sorrisi. Il fiorino inteso come macchina o come antica moneta?

Ogni altro tuo messaggio alla nazione che qui nella nostra modestia non avevamo previsto, sarà sempre gradito.

Roma ti amo.
E questo è per sempre.
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