FULMINI

Sommerse, salvate o solo libere? Sul 25 novembre

works_9Un’ora fa per strada, un uomo strattonava una donna, la minacciava di pugni, tutti guardavano, io ho gridato a lei, vattene, a lui chiamo la polizia, il tipo mi è venuto molto vicino, ho chiesto al primo che passava di darmi una mano, è scappato, lei si è avvicinata e mi ha detto lascialo stare non ce l’ha con te ed è andata via con lui che la strattonava, mio figlio di 10 anni ha commentato proprio oggi  il 25 novembre doveva succedere una scena così orribile, Agata ne ha 8  si è spaventata tanto: bambini abbiano imparato che se uno ti dice ti ama e poi ti picchia, lascialo, vai lontano, salvati. E vedrà lui di risolvere il suo problema, non tu. No, non è facile davvero. Sostenere le donne a non farsi vittima, ad andarsene in tempo, a reagire,  aiutare gli uomini  a smetterla con i comportamenti violenti, decidere se ha ragione lei a dirmi di farmi i fatti miei  o se quella violenza per strada è collettiva e mi chiama in causa, togliere ogni giustificazione allo schiaffo e alla minaccia. Non è facile. Non smettiamo di ragionare, educare, crescere,  fare denaro, prendersi il potere, essere visibili, usare le leggi e non farsi usare. Tra sommerse e salvate, potere essere libere.

 

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