GIOIA

Mamma, sono gay? Educare alla diversità non è mai stato così difficile. Su Gioia!

girotondo_tTutti d’accordo, qui in redazione: nessuna discriminazione verso chi ama persone dello stesso sesso e ci mette su famiglia. Però, ci siamo chieste: è giusto, a casa e a scuola, non dare per scontato che da grande Martina sposerà Giovanni perché magari amerà Laura? Dobbiamo dire ai nostri figli fin dalle scuole elementari che c’è un sesso biologico, uno percepito, un orientamento sessuale e non è detto che le tre cose siano allineate sullo stesso binario? Sarà questa la strada giusta per tirare su futuri adulti pacificati con il proprio orientamento sessuale e quello altrui? O rischiamo la grande confusione?

 

beck-unarLa discussione è nata dopo la bagarre intorno ai libretti dell’Unar, Ufficio nazionale antidiscriminazione razziali che opera dentro il Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio. Si tratta di 3 opuscoli (titolo Educare alla diversità), destinati a formare gli insegnanti sulle tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e fornire strumenti per trattare in classe l’argomento. Obiettivo: prevenire il bullismo omofobico. Tra informazioni scientifiche (l’omosessualità non è una malattia) e superamenti di stereotipi (non solo i maschi sono avventurosi), si trovano affermazioni divisive tipo: “non assumere che l’eterosessualità sia l’orientamento normale” oppure “l’impossibilità di sposarsi (per le coppie omosessuali) può avere un impatto sul benessere della famiglia” o anche “maggiore la credenza nei precetti religiosi (..)maggiore la probabilità di un’attitudine omofoba”. La diffusione dei libretti è stata bloccata dal Governo e il loro contenuto censurato dal Cardinale Angelo Bagnasco, Capo della conferenza episcopale italiana) che (pur non citandoli) ha parlato di “strategia persecutoria contro la famiglia, un attacco per destrutturare la persona” e metterla in balia del male. Uno scontro durissimo, non nuovo per la politica italiana.

UNAR_sperimentazione_socialeVolendo ragionare fuori da schieramenti precostituiti, scegliamo di ascoltare la psicoanalista Simona Argentieri, autrice tra l’altro de L’ambiguità e A qualcuno piace uguale (entrambi Einaudi) che, peraltro, non ha letto i libretti. E ci dice: “I rapidi cambiamenti sociali e la giusta battaglia per i diritti civili sono una eccellente occasione per ripensare l’idea di maschile, femminile e di coppia, come li abbiamo conosciuti”. Poi aggiunge: “Noi adulti, per primi, siamo obbligati a chiederci che cosa pensiamo e che cosa crediamo di sapere dell’omosessualità e della transessualità. Solo attraversando il pregiudizio possiamo ribaltarlo e compiere una reale trasformazione individuale. Che, sommate tra di loro, produrranno un cambiamento culturale collettivo. Se insegniamo principi cui non aderiamo nel profondo trasmetteremo solo ambiguità”. Tempi lunghi, dunque. Chi maneggia la psiche, si sa, aderisce poco all’urgenza in cui navighiamo noi maggioranza. Dunque, insistiamo. Che dire ad un decenne quando chiede “quella bambina è molto maschio, da grande sarà lesbica?” o “è normale essere gay”? “Lo ascolti, tiri fuori che cosa significa per lui maschile, femminile, gay, gli spieghi che crescendo scoprirà come dalla conformazione biologica non derivano comportamenti uguali per tutti”. Un confronto ogni volta, parola su parola, con pazienza e dedizione, “senza classificare né etichettare tra omo e etero”, un atteggiamento attivo contro “la pigrizia cognitiva e l’avarizia emotiva”, insomma la cura di ogni singola relazione – nella  famiglia e nella scuola – contro l’illusione di una parola rapida e  definitiva. Una grande fatica che dà buoni frutti.

no-homophobiaNe sa qualcosa Elena Broggi, Presidente di A.ge.d.o Verbania (associazione genitori di omosessuali): ogni giorno, mattina e pomeriggio, per quattro mesi all’anno, senza interruzione dal 2004, incontra i ragazzi della terza superiore della provincia affrontando i temi del bullismo (anche) omofobico. Un prezioso lavoro gratuito, tra i più strutturati e radicati in Italia – inserito nei Pof  (Programma di offerta formativa) degli Istituti. Broggi, mamma di un ragazzo gay di 29 anni, in due ore copre 3 step: 1)Ascoltare i ragazzi e fare emergere i loro pregiudizi 2)Renderli accoglienti verso ogni differenza 3)contrastare il bullismo omofobico spiegando tra l’altro “che l’orientamento sessuale fa parte di noi, non si sceglie tantomeno per moda”. Funziona? “Aumenta la sensibilità di tutti e il senso di sicurezza di ragazze e ragazze omosessuali”. Broggi è convinta che la scuola pubblica “sia una fondamentale agenzia educativa: per l’uguaglianza e contro le discriminazioni”. Nel mix tra scuola e famiglie, la politica dovrebbe funzionare come cinghia di trasmissione. Al momento non accade. Cambierà?

3_billys_detail Marco Palillo, 25 anni, responsabile dei diritti civili per i Giovani del Partito democratico di Roma, è stato selezionato, unico italiano tra 20 giovani europei, per il Transatlantic Inclusive leaders Network training, a Bruxelles, un progetto del German Marshal Fund (Usa) che forma giovani leader (e futura classe dirigente) per occuparsi di inclusione minoranze. Lì, ci dice, “la lezione numero uno, la best practice, è stata: i diritti civili non devono essere né tema di una sola parte né oggetto di scontro politico essendo in gioco il benessere individuale e collettivo”. Un atteggiamento saggio al momento praticato pochissimo. Speriamo, quindi, che il futuro arrivi domani. Anzi, oggi.

 

25d1a99dd051577badf46ffbe841ca04Caso Unar: la ricostruzione

 

L’Unar, ufficio nazionale per le discriminazioni razziali, opera dentro il Dipartimento Pari opportunità che con decisione interna gli affida le deleghe sui temi Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trangender).

12/12 L’Unar commissiona all’Istituto Beck i tre libretti Educare alla diversità destinati agli insegnanti per la lotta all’omofobia

10/13. Il sottosegretario Cecilia Guerra, con delega per le Pari opportunità, presenta in Parlamento la strategia Lgbt del Governo (nessun cenno ai libretti).

12/13. Guerra pubblica le Linee guida per una comunicazione rispettosa delle persone LGBT. Varie interrogazioni parlamentari attaccano la Linee e la Strategia

2/2014: l’Unar autorizza 40 download dei libretti che finiscono subito sui siti cattolici. Per i contenuti “pro LGBT” è sotto accusa Guerra che però dichiara: “mai visto la ricerca” e sanziona con una nota di demerito Marco De Giorgi, direttore dell’Unar.

20 marzo: Il ministero della Pubblica Istruzione rinvia a data da destinarsi i 2 giorni di formazione degli insegnanti previsti con la distribuzione dei libretti. Che intanto circolano liberamente in Rete. Con l’intestazione Presidenza del Consiglio .

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