FULMINI

Prima di brindare, andate a vedere Resistenza naturale. #missgeek su La Stampa Top News

Resistenza-Naturale-poster-1Prima di brindare all’arrivo dell’estate, andate a vedere Resistenza naturale dell’americano (residente a Roma) Jonathan Nossiter e scongiurate il rischio di mettere dentro il vostro bicchiere un vino qualsiasi. Il regista che è anche sommelier racconta la storia di 4 vignaioli produttori di vino naturale definizione non autorizzata dalla legge ma sintetizzata in una piccola etichetta messa a mano dai venditori con su scritto Triple A ovvero Agricoltore, artigiano e artista. Vuol dire che non ci sono veleni messi sull’uva, gli interventi in cantina sono al minimo, ma soprattutto la personalità del vino è esaltata e non repressa né reindirizzata con l’aiuto della chimica a degli standard di mercato. Attenzione: non è una faccenda di gusto dei bevitori, ma di sopravvivenza di noi tutti. Il vino è epigono  di una storia che riguarda il cibo, le leggi dell’Europa e la sfida al buon senso. Per dire. Tra i vignaioli intervistati da Nossiter c’è Stefano Bellotti multato per un pesco tra le vigne  a cui il DOC è stato tolto (come ad altri di loro) perché il vino non rispetta ad esempio la gradazione di colore: “ma ogni terra produce una sfumatura”. Bellotti, contadino dal 1977 (aveva 18 anni) e libero pensatore, nel documentario racconta che le coltivazioni intensive (vigne o grano) hanno radici e filamenti così corte da non poter raggiungere lo strato minerale, dunque sono piante povere di ogni sostanza che abbonda sotto la superfice. “Quel panino consumato da soli al bar non ha niente dentro e questo questo vuoto ci lascia” è il Bellotti pensiero. E però, no, non è ideologico, perché ti mostra pure due zolle di terra (è la locandina del documentario): la sua e quella del vicino, la prima morbida, piena di erba e animali, l’altra, compatta, secca e con due fili di gramigna. Una senza veleno, l’altra con. Vita e morte. Non è (solo) agricoltura, è filosofia. Spiegando perché non usa chimica né in vigna né in cantina Elena Pantaleoni dice “ho ereditato questa terra e la passerò ai miei nipoti, le piante mi sopravvivono, io sono una semplice custode”. Un principio di gentilezza (saggezza) universale che va oltre un bicchiere di buon vino.

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