FULMINI

Le icone gay non sono morte, hanno solo cambiato verso. #missgeek su La Stampa Top News

laverne-cox-timeBasta essere pop e/o indossare lustrini e/o dichiararsi gayfriendly per diventare un’icona gay? Se lo chiede su Slate.fr (versione francese dell’omonimo sito americano) lo sceneggiatore Julien Kojfer prendendosela con le più note popstar: che cosa avrà mai di speciale per meritarsi un titolo così redditizio (nel marketing e sui media) Britney Spears con la sua estetica da cheerleader. O Katy Perry con il siparietto del bacio lesbo a uso e consumo del maschio etero. E anche Lady Gaga che si è autoproclamata santa protettrice della popolazione mondiale LGBT (Lesbiche, Gay, Bisex Trans) e certo che è sincera nel suo cuore ma anche sinceramente interessata a quanto le ritorna nel portafogli? Il francese fa notare come le grandi icone della cultura gay del passato da Bette Midler a Liza Minelli, da Barbra Streisand, Cher ma anche Madonna sono tutte donne non belle né conformiste, audaci ed eccentriche, il loro successo è (stato) il trionfo dell’alterità dunque un modello di riconoscimento per la popolazione LGBT quando non ve erano altrove. Oggi però che le coppie gay vivono alla luce del sole (ricordarsi per favore, che  Kojfer scrive da un Paese che ha approvato i matrimoni omosex) non ne abbiamo più bisogno: l’adorazione dell’alterità è guardare allo specchietto retrovisore, meglio specchiarci in film di grande successo come la Vita di Adele.

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Il ragionamento fila ed  è coerente con il risultato di una classifica stilata dalla app  Jack’d, gay chat&dating.  Sul podio c’è Michael Sam, il primo giocatore di football americano a fare coming out, al sesto posto il tuffatore Ton Daley, all’ottavo posto Laverne Cox, la star transgender di Orange is the new black a cui il time ha dedicato una copertina  al posto e al terzo la rapper australiana Iggy Azalea che si dichiara drag queen e etero e “mai direi che sono lesbo per marketing”. Al numero 4 c’è il presidente Obama. Le icone gay non sono morte. Hanno solo cambiato verso.

 

#missgeek esce ogni lunedì su La Stampa Top News

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