GIOIA

C’è un # per ogni cosa (e qui le dritte per farlo funzionare). Su Gioia!

Hashtag-620x350Il #freepalestine di Rihanna su Twitter è stato cancellato dopo 8 minuti causa fiume di proteste e sostituito con una foto che inneggia alla pace in Medioriente, a Zayn Malik (One direction) e Selena Gomez è invece valso valanghe di insulti e minacce di morte (lo stesso anche per Bar Rafaeli schierata con Isreale) mentre Madonna tuitta il suo #ceasefire (cessate il fuoco) senza tenere conto delle polemiche. Appena il ministro Bulent Arinc ha condannato come peccato  l’allegria femminile in pubblico  le ragazze turche hanno lanciato gli hashtag #kahkaha (ridere) e #direnkahkaha (‘resistere e ridere’) ed è partita la valanga: 400 mila tweet con foto di donne sorridenti da ogni parte del mondo, solidali, a loro fianco. È attiva da  settimane la campagna virale #womenagainstfeminism ovvero un selfie con cartello scritto a mano dove chi posta scrive la sua avversione al femminismo (“non siamo vittime, amiamo gli uomini, il patriarcato è un’invenzione etc…..). In questo caso si è scatenata anche la battaglia delle contrarie capeggiate in Italia dalla scrittrice Michela Murgia che ha lanciato l’hashtag #femministaperchè dove ognuna spiega il suo grazie al movimento delle donne.  Davvero un segnetto davanti ad una parola su un social network è in grande di produrre un movimento di opinione? “Sì, per almeno 3 motivi. Segui anche chi non ti segue, vedi le star, è pieno di opinion leader, funziona da cassa di risonanza dettando l’agenda dei media che a loro volta influenzano la politica” spiega Davide Bennato docente di Sociologia dei media digitali all’Università di Catania. Ma resta in rete o diventa reale? “Se pensiamo a #bringbackaourgirls che ha fatto sapere al mondo del rapimento delle rgazze nigeriane e coinvolto con i selfie Malala e Michelle Obama, sì, è reale”. Quali sono poi  sono le regole per un hashtag di successo?  “Essere comprensibile (meglio se in ogni parte del mondo), schierato (funziona meglio il “contro”), creare una community di opinione.” Dunque volendo far sapere qualcosa al mondo vale la pena far montare un hashtag?” Si, sempre, nessuno può farne a meno”.

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