ARTICOLESSE/GIOIA

Padri separati. E bravissimi. Inchiesta su Gioia!

Gli inviBozMuz 09ncibili (Einaudi) è la storia di un uomo che nello stesso giorno diventa padre e separato, la vita del neonato dilagherà dentro la sua esistenza risucchiando forze e attenzione, tempo libero, amicizie, sesso e lavoro. Come accade a (quasi) tutte le madri. Qui però c’è un maschio a cui nessuno ha detto che con un wurstel non si svezza un pupo ma scoprirà che serve ad intrattenerlo i due minuti necessari per leggere l’etichetta dell’omogenizzato. Il quinto romanzo di Marco Franzoso (dal suo precedente Il bambino indaco, sempre Einaudi, è tratto Hungry Hearts, film di Saverio Costanzo, in concorso a Venezia) entra nel cuore dell’esperienza personale e sociale di essere padre senza una madre nella stessa casa, costruire quotidianità fatte di week alterni, imparare a cucinare e ricordarsi le date del calendario vaccinale, soldi in meno,  ansie in più, controllare i compiti, pulire, lavare, stirare, altro che servizio militare. “Dopo dieci anni posso dire: è stato bellissimo farmi crescere da lui, dal mio ragazzo” ci dice Marzo Franzoso che racconta questa storia partendo da sé, ma con un meticoloso lavoro di ricerca e interviste (ad altri padri, psicologi, avvocati) costruisce un personaggio “talmente contemporaneo da non essere ancora stata raccontato e tiene in sé mille altre storie, tutte vere”. E sì, che sono tante. Lo schieramento dei padri separati (stimato dall’Eurispes intorno ai 4 milioni) cresce a ritmo di una separazione ogni sei minuti e un divorzio ogni dieci. Al momento 200 mila causa sono in attesa di un giudizio e della legge sul divorzio breve (dai 6 ai 12 mesi al posto degli attuali minimo 3 anni) che sarà approvata in autunno cui si aggiunge la convenzione  di negoziazione assistita con avvocato per annullare gli effetti civili del matrimonio, appena proposta dal Governo.

BozMuz 07“Velocizzare è meglio. La chiarezza della situazione evita stress emotivi e aiuta tutti a ripartire dopo il trauma della seprazione. I padri soprattutto sono chiamati alla sfida di reinventarsi il proprio ruolo e a me pare che nella maggior parte dei casi ci stanno riuscendo” dice la sociologa Paola Di Nicola (Università di Verona), autrice di Famiglie: sostantivo plurale (Franco Angeli). E lei Franzoso come ce l’ha fatta? “Ascoltando mio figlio, il suo corpo e il suo cuore. Tu padre gestisci un sentimento costante di inadeguatezza e di colpa, conosci il suo dolore, sopperisci e provi a recuperare: non conta il risultato ma il metodo che è metterti a disposizione della storia che ti è capitata”.  Il titolo del suo romanzo esprime forza. “Gli invincibili, certo. perché  sono in due e tutto quel che succede lo superano insieme. Come il protagonista, non sono stato un padre solo ma solo un padre che ha cercato amici, persone con una esperienza simile, ritrovato i legami con la famiglia di origine. Vedo che ancora troppe persone che si vergognano di chiedere aiuto. Essere padri separati non è un’esperienza isolata, ma di una intera generazione, riguarda il nostro maschile, la sua crescita, la sua evoluzione. Considero virile avere emozioni, nutrire dubbi e fronteggiare cadute, massaggiare il corpo di tuo figlio, migliorare la mia salute per dargli un esempio. Così l’intimità maschile che racconto diventa più rotonda, orgogliosa, adulta. Certo sarebbe stato bello essere in due, ma non è accaduto e allora partiamo da qui: la storia di un padre che si tira su le maniche”. Milena Stojkovic, mediatrice familiare, autrice di Allora ciao, divorziare senza farsi troppo male (DeAgostini), titolare di ciaoamore.info, prima agenzia europea di divorce planning, in 6 anni ha visto rapidamente aumentare i suoi clienti: “Separare il progetto di coppia da quello genitoriale è complicato ma è l’unica strada percorribile facendosi aiutare da esperti per un aiuto o una delega nella gestione della parte emotiva. Meglio costruire bene fin da subito, che riparare dopo”.
COP_Franzoso_InvincibiliLE STORIE

Renzo Spanu, 41, due figli 14 e 12, osteopata, Roma

Quando mi hanno spostato di sede e cambiato orario di lavoro ho lasciato il posto fisso e iniziato, 4 anni fa, a lavorare in privato (http://scrocknroll.wordpress.com/ e http://www.renzospanu.it/). Vedo i miei figli 3 volte alla settimana e mai avrei messo a rischio di potermi occupare di loro. Nessun pentimento. Guadagno meno ma spendo pure meno, nessuno spostamento, ho venduto la macchina. Nel 2004, quando mi sono separato, figlia 4 anni e figlio 2, ho seguito il consiglio del mio avvocato: dai meno soldi, offri più tempo. Difficile? Certo, ogni madre lo sa quanto è complicato conciliare, ma riesce a farcela e l’ho saputo fare anche io. Siamo capaci noi padri, basta darci fiducia, e le moglie, attuali e ex, dovrebbero darcene di più. In ogni caso, la regola aurea per me è: non denigrare mai il tuo ex coniuge. Per non imbarazzare i bambini e/o creare faide. Le verità vengono alla luce da sole, i figli capiranno con i loro tempi e il loro giudizi. Le cose cambiano e la vita è piena di sorprese. Per dire la madre dei miei figli adesso ha una compagna, sono attiviste per i diritti civili e i ragazzi vanno con loro alle manifestazioni. Per me va benissimo, non ho nessun pregiudizio, riguarda la loro relazione. A me basta che tra di noi ci siano buona educazione e rispetto. Non credo nei rapporti amicali, tipo vacanze tutti insieme. Se abbiamo divorziato c’era un motivo e anche serio ed è giusto che ai figli sia chiaro la differenza.

Daniele, 38 anni anni, libero professionista, separato da due anni, due figlie di 8 e 6 anni, Milano

L’ho voluta io la separazione e mi prendo le conseguenze senza piangermi addosso: meno soldi, più preoccupazioni, tanta fatica, minor tempo con le bambine, però adesso mi sento vitale e attento alla qualità dei giorni passati insieme. Fuori dalla convivenza, non eravamo sposati, sto trovando il mio modo di essere padre in ogni piccola cosa: giocare, fare compiti, le vacanze, cenare con la pizza davanti a un film in streaming. Proviamo a costruire il nostro pezzo di vita felice ogni giorno. Però, devo essere sincero. Se non avessi avuto una mano dei miei genitori non ce l’avrei fatta. La mia casa resta alla mamma e e alle bambine, pago le spese, assegno di mantenimento più il mutuo del mio bilocale. L’impoverimento post separazione chiede una maggiore attenzione da parte di tutte le parti coinvolte –madri, giudici, avvocati e anche noi padri: devono, dobbiamo, capire che buttare sul lastrico l’altro coniuge, spesso magari solo per fargli pagare il nostro risentimento, significa  togliere serenità non solo a lui ma anche e soprattutto ai bambini che si sentono spaesati, tristi e spesso responsabili della sorte di chi amano.

I CONSIGLI DELL’ESPERTA

Ecco tre consigli di metodo e di merito per padri separati o in via di separazione dell’avvocata Paola Silvia Colombo, avvocato milanese esperta in diritto di famiglia internazionale”

Diventa un genitore attivo

Non deprimerti né impigrirti. Va ai colloqui scolastici, occupati del suo sport, portalo dagli amici, dì la tua sulle cure dentali, trova e offri più tempo per stare con tuo figlio. Se prima delegavi alla madre,  ora è tempo di gestire (anche) tu, in prima persona, i molti aspetti della vita di un figlio. Questo atteggiamento proattivo è sostenuto dal diritto di famiglia. La legge 54/2006 prevede l’affidamento condiviso che vuol dire esercitare le responsabilità genitoriali insieme. Se non c’è si ricorre al giudice o si risolve con il rito partecipativo (mediazione).

Chiedi l’assegno perequativo

Le separazioni impoveriscono tutte le parti. Chiedi l’assegno perequativo, ovvero una somma di base e poi concorda con l’ex coniuge le spese necessarie dividendo a metà (o in altra quota stabilita). L’avvocato può aiutarti ad individuare un budget di riferimento e un metodo per snellire la procedura.  Sempre più strutture pubbliche offrono servizi di mediazione gratuiti o a prezzi irrisori (cerca in rete). L’articolo 337 bis del codice civile, dichiara che entrambi i figli devono mantenere rapporti equilibrati e continuativi con i genitori e hanno diritto a ricevere cure, istruzione e assistenza da entrambi.

Accetta le diversità e usa il buonsenso

Questo consiglio vale per i padri e per le madri. Vi siete separati perché non andavate d’accordo. Accetta che l’altro/a usi metodi educativi e stili di vita diversi dai tuoi, usa il buon senso per valutare che il comportamento non crei pregiudizi ai figli. Considera la diversità degli stili educativi come una potenzialità di crescita per i tuoi figli. La separazione richiede di diventare adulti aperti all’ascolto e alla diversità. Opporsi porta sofferenza, accettarlo può farti diventare una persona, e dunque, un genitore migliore.

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