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#cosedauomini, una serie web racconta il cambiamento possibile. Su Gioia!

slide5C’è l’art director disoccupato che si sente sminuito nel ruolo di padre mentre la moglie lavora, il 50 enne che non vuole dare il divorzio alla moglie, il neo papà geloso, uomini che attraversano conflitto o disagio nella relazione con le compagne ma, grazie al confronto con altri maschi, loro amici, scelgono comportamenti responsabili, di amore e rispetto per se stessi e per le loro compagne, riconoscendone il valore e l’autonomia. Sono i corti di FiveMen (Fight violence against women, #cosedauomini, http://www.cosedauomini.eu), web serie di 5 puntate su 5 uomini di età diversa, amici di calcetti, progetto del Dipartimento per le Pari opportunità (partecipa pure la UE) che in occasione del 25 novembre 2014, Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza, saranno distribuiti su una pennetta usb a scuole e associazioni ma, andrebbero mandati in onda tra i TG e la prima serata. Perché sono belli come una fiction (il regista, 30 anni è il brillante Marco Uzzeo), durano 10 minuti,  gli attori sono bravi, e, senza paternali né reprimende, sono un invito schietto a non essere pigri, cambiare gli stereotipi, agire il rispetto verso le donne sentendoli pari. Il lancio della campagna è tra i primi impegni ufficiali di Giovanna Martelli, 50 anni, deputata del Pd, neo Consigliera nazionale delle pari opportunità. L’abbiamo incontrata e ci ha anticipato che il 25 presenterà “Le Linee Guida per l’attuazione del Piano d’Azione Straordinario contro la Violenza Sessuale e di Genere da sottoporre poi alla consultazioni delle associazioni e dei centri”. Per finanziare le tante azioni previste dal Piano (banca dati, comunicazione, formazione, protezione vittime etc…) ci sono 19 miloni nel 2015. E per i centri antiviolenza che fanno il duro lavoro sul territorio? A luglio sono stati dati 17 milioni di euro alle Regioni che a loro volta devono entro gennaio assegnarli ai centri. Questi soldi – che in realtà sono pochissimi rispetto alle esigenze reali – sono già nelle loro casse? Lo abbiamo chiesto alla Casa delle donne di Bologna: “Entro fine anno arriveranno ai Comuni, ma degli 854.150,21 previsti per l’Emilia-Romagna solo 427.075 andranno ai centri, per i restanti 346.487, servono nuove delibere. Visti i tagli al welfare, temiamo che siano sostitutivi e non aggiuntivi alle risorse che dovrebbe dare i Comuni”. La lotta alla violenza  è un impegno concreto di risorse (Matteo Renzi, per favore prendi nota) e insieme cambiamento culturale. Servono soldi e simboli forti. Come Linor Abargil, 34 anni, protagonista di  Miss Brave World, documentario pluripremiato (Milano, 22 novembre, fondazione Kering Foundation), racconto del suo stupro due settimane prima di diventare Miss mondo, appena maggiorenne, e della battaglia vittoriosa condotta con a fianco la madre per ottenere la condanna del colpevole: da allora Linor gira il mondo per sostenere le vittime e incoraggiarle a denunciare e non vergognarsi. Oppure come Carrè Otis, 46 anni, che è uno splendore come la vedete qui ritratta nel Calendario Pirelli che ha attraversato la violenza (lo stupro a 17 anni dal suo boss, la relazione con Mickey Rourke)  e molte  dipendenze ma da cui ne uscita “con l’ottimismo, la terapia, la meditazione e i parenti”. Poi, dopo aver fatto questo grande lavoro di rispetto e di cura su se stessa, ha affrontato l’amore” (oggi è sposata con un ingegnere, ha due figlie e porta fiera la taglia 44)

copj170Amori Criminali, il libro

Sono più di 200 gli episodi di Amore criminale, omicidi di donne per mano di mariti, fidanzati, amanti, padri, ricostruite in fiction dal popolare programma di Rai 3 giunto al settimo anno (15 edizioni). Le storie che “mi sono rimaste dentro e mi hanno cambiata, generato emozioni forti e aiutato a focalizzare il mondo maschile” sono raccolte nel libro L’amore criminale (Einaudi) racconta Matilde D’Errico, ideatrice con Maurizio Iannelli, della trasmissione. Leggere di Patrizia, Sabrina, Adriana nelle accurate ed emotive ricostruzioni dell’autrice chiarisce in via definitiva che “la violenza non esplode all’improvviso”, quelli che arrivano ad uccidere “sono da prima manipolatori che demoliscono dignità e autostima delle vittime giorno dopo giorno”. Siccome non è facile capire quando una relazione è a rischio, “meglio intervenire e sporcarsi le mani che correre il rischio di veder un donna uccisa” sintetizza D’Errico. Le ascoltatrici vittime di violenza “ci scrivono e chiedono aiuto e noi le indirizziamo ai centri antiviolenza con cui collaboriamo. Abbiamo contribuito a creare consapevolezza sul fenomeno e incoraggiato la legge sullo stalking ma resta ancora molta strada”. Adesso sempre con Maurizio Iannelli, D’Errico, ha ideato Questioni di famiglia, (prima serata 21 novembre alle ore 21, Rai 3) condotto da Marida Lombardo Pijola (tra gli inviati speciale Ilaria Cucchi), un programma sull’intimità affettiva degli italiani. Non più e non solo il fenomeno cruento ma un’indagine a monte laddove parte tutto,  dentro le case, per raccontare cambiamenti, crisi e i conflitti (in studio avvocati, psicoterapeuti e esperti di consultori), per curare, fare meglio, evitare dolori, fermare le stragi.

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