ARTICOLESSE

Sono violento ma sto cercando di smettere. Un uomo racconta. Su Gioia.it

f0ae231e14Michele, 41 anni, libero professionista, 2 figlie di 3 e 6 anni. Racconta il suo percorso al Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti

All’inizio amanti, poi conviventi, primo figlio arrivato per caso, il secondo pure. Grande fatica, molta sfiducia: lei nelle mie capacità di amare, io nelle sue di sapersi dare da fare. Risultato: una spirale di vittimismo e di incomprensioni. Volano parole cariche di rabbia poi presto arrivano le mani. Le mie.La prima volta do un cazzotto al muro, la seconda due pugni sulla sua spalla mentre ha la bambina in braccio, una cosa bruttissima, la terza uno schiaffo. A quel punto lei mi impone di andare al Centro ascolto Uomini maltrattanti. Certo che vado, tanto mi rimanderanno a casa, vedrai, non ho i requisiti. E invece mi prendono subito.

Faccio capire alla prima riunione che si sbagliano, non sono violento, ho le mie buone ragioni. Mi accorgo presto che tutti hanno la mia stessa convinzione. Un giorno, un uomo del gruppo, mentre siamo lì in cerchio, le difese sono basse e le parole ti possono attraversare, dice: forse le nostre moglie sono sorelle. E in quell’istante, come d’incanto, realizzo che non sono loro, le nostre donne, a essere tutte uguali, ma noi maschi. Tutti con dentro le stesse dinamiche rabbiose e sì, violente. Capisco che la mia compagna è aggressiva ma in quel modo maldestro esprime un bisogno di sicurezza, presenza, affetto ed è quello che devo cogliere, non la facciata.

La rabbia si scioglie, non mi sento più vittima ma destinatario di una richiesta di affetto. A quel punto non mi appare come una guerriera che lotta per tenere viva la nostra relazione, per scuotermi dall’apatia che ci porto dentro, mio tipico tratto di carattere, sale di botto la pochissima stima che ho di lei.

Inizia un bel periodo, sono entusiasta del percorso che faccio al Cam, ho chiuso con la violenza verbale e fisica, mi sembra di padroneggiare i meccanismi che la possono generare, sono convinto che la mia nuova consapevolezza è sufficiente per tranquillizzarla, avere uno scambio sereno anche su visioni non comuni, ma è una mia fantasia e resto deluso. Lei continua a soffrire e a essere infelice. Colpa sua? No, dentro il Cam ho capito che non devo mai abdicare alla mia responsabilità, ma neanche farmi carico delle sue. Io sono impegnato adesso a superare un nuovo gradino.

Non voglio essere il suo salvatore, voglio lavorare sulla capacità di ascoltare i miei bisogni, le mie esigenze, le fragilità, i miei dolori e ad esprimerli in un confronto e forse anche in un sano conflitto, perché se lo avessi saputo fare fin da subito, forse non saremmo qui a parlare di questa storia.

fivemen-trailer-small

Il CAM Centro di Ascolto Uomini è il primo che si occupa dal 2009 della presa in carico di uomini autori di comportamenti violenti.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...