FULMINI

Sono bambina, non una sposa. Una campagna sui diritti umani negati alle piccole donne.

sono-una-bambina-non-una-sposaSono bambina, non una sposa. Questa campagna per i diritti umani delle più piccole, per il loro diritto in ogni parte del mondo a non sposarsi forzatamente e in minore età, è nata in Sicilia dall’idea della sociologa Giorgia Butera e della fotografa Alessandra Lucca. La foto è stata inviata all’Onu nei giorni precedenti un incontro internazionale sui matrimoni forzati (New York, 22 settembre) per far loro sapere che le due donne  avrebbero contribuito sul loro territorio alla sensibilizzazione sul tema. E invece – sorpresa! – l’organizzazione internazionale la diffonde sulle proprie pagine in Rete (citando i credit) e così, per via informale diventa l’immagine di chi lotta contro l’imposizione del matrimonio alle  bambine.  In meno di tre mesi, il manifesto è stato tradotto in più lingue, numerose ambasciate hanno fatto da tramite con i loro governi per la diffusione nei paesi interessati, la campagna è stata selezionata tra le migliori prodotte nell’ambito del no profit ed è candidata, pertanto, a vincere il Premio San Bernardino che si terrà a Roma il 18 dicembre all’Università LUMSA di Roma, sarà presente all’Expo all’interno dello Spazio Woman. Domani martedì 9 settembre al Senato, ci sarà la prima presentazione ufficiale, con le autrici Giorgia Butera e Alessandra Lucca, e con Valeria Fedeli, vice presidente del Senato, Giovanna Martelli, consigliera nazionale per le Pari opportunità, Isabella Rauti, delegata del Ministro dell’Interno sui temi della violenza di genere, Mila Spicola in rappresentanza del Ministero della Pubblica Istruzione. Coordinerò gli interventi e spero con tutto il cuore che contengano proposte di sostegno concreto per  la diffusione della campagna e per il lavoro finora gratuito fatto dal team di Sono bambina, non una sposa (ne fanno parte oltre a Butera e Lucca,  la fotoreporter Federica Simeoli e Silvia Zeynabou Sampugnaro che ne segue la comunicazione. Menzione speciale per la piccola Ezdra protagonista dello scatto che ha 4 anni, è nata in italiani da genitori tunisini e vive ad Augusta). Secondo l’Unicef, al mondo,  circa 70 milioni di ragazze – una su tre fra coloro che oggi hanno un’età compresa tra 20 e 24 anni – si sono sposate in età minorile. I tassi più elevati  si registrano nell’Asia meridionale (46%) e nell’Africa subsahariana. Al matrimonio precoce segue quasi inevitabilmente l’abbandono scolastico e una gravidanza altrettanto precoce che provocano ogni anno 70.000 morti fra le ragazze di età compresa tra 15 e 19 anni.  A sua volta, un bambino che nasce da una madre minorenne ha il 60% delle probabilità in più di morire in età neonatale, rispetto a un bambino che nasce da una donna di età superiore a 19 anni. E anche quando sopravvive, sono molto più alte le possibilità che debba soffrire di denutrizione e di ritardi cognitivi o fisici.

 

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