FULMINI

Ecco il mio nuovo libro!

copertina libro

Come è potuto accadere che alle feste di scuola media ci siano birre al posto dell’aranciata? O che porti tua figlia in discoteca e la vai a riprendere al Pronto Soccorso per coma etilico? I dati Istat sono spiazzanti: tra gli under 18 beve il 21,5% dei maschi e il 17,3 delle femmine, un ventenne su tre per socializzare eccede con la bottiglia. Questi dati li leggi sui giornali o li vedi nei servizi in Tv ma le percentuali sono solo numeri. Poi succede che recuperi tuo figlio ubriaco alla festa dei 16 anni del suo miglior amico, o la tua bambina ti barcolla sui tacchi al ritorno dalla discoteca e il cuore schizza alle stelle: non è più un numero, ora sei tu quello coinvolto.

In questo libro inchiesta che ho scritto con il rigore della giornalista e il cuore di genitore, indago il fenomeno del consumo alcolico tra i minori attraverso le loro storie ed esperienze raccontate in prima persona e gli interventi dei maggiori esperti: psicologi, sociologi, epidemiologi, forze dell’ordine.

L’unica raccomandazione possibile per i minori è: ZERO ALCOL ma non viviamo in un mondo perfetto.

Non basta dire ai ragazzi che l’alcol fa male perché smettano di bere e nessun genitore vuole vedere il proprio figlio perdersi dentro un bicchiere. E allora: c’è un modo efficace per spiegare loro che è meglio non farlo? Ci sono canali precisi sui quali sintonizzarsi per imparare ad ascoltare i ragazzi e aprire un dialogo fruttuoso? Siamo davvero nel pieno di un’emergenza sociale  per consumo smodato di alcol? Stiamo crescendo una generazione di futuri alcolisti?

Con il supporto dei dati più aggiornati e la complessità dei migliori studi, il libro va oltre gli allarmi e gli stereotipi, ridisegna le reali proporzioni del fenomeno, individua i punti di pericolo e vulnerabilità dei nostri figli, offre spunti, idee e riflessioni per prevenire e intervenire se l’alcol diventa una relazione pericolosa.

Una guida utile per genitori, insegnanti, operatori sociali che allarga lo sguardo sulla complessità dei ragazzi in crescita che così tante volte sono migliori di come ce li immaginiamo.

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