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Irma Testa, la pugile che ha fatto la storia – #Rio2016. Su Gioia

Irma Testa, la prima pugile italiana mai classificata per le Olimpiadi

Irma Testa, la prima pugile italiana mai classificata per le Olimpiadi

Ha appena 18 e ha già scritto la storia della boxe italiane qualificandosi, prima donna nella storia del pugilato, alle Olimipiadi di Rio 2016. Lei è Irma Testa nata a Torre Annunziata ed è considerata la pugile under 20 più forte del mondo anche se quando a 12 anni mise piede nella palestra Boxe Vesuviana di Torre Annunziata dove è nata, era talmente smilza che nessuno la prese sul serio da nessuno. Tranne l’allenatore e lei stessa, campionessa naturale di determinazione: «Certo che ho paura di non dare il massimo sul ring, ma passa appena suona la campana». Oggi Irma nel suo medagliere vanta due titoli europei – il primo lo conquistò a 14 anni – tre mondiali (Junior e Youth), l’argento ai Giochi Olimpici Giovanili Youth e prima del Brasile potremmo ancora vederla combattere nei Campionati Mondiali Femminili che si svolgeranno ad Astana in Kazakhstan dal 16 al 28 maggio: in ogni caso, sempre nel Team Azzurro con il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro (Polizia di Stato).

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Alta un metro e 75, peso 60 kg, fisico slanciato e scolpito, capelli lunghissimi, la voce gentile, Irma è un seducente mix di potenza e di grazia: «La femminilità per me è saper fare questo sport duro e pieno di sacrifici. E poi sì, mi trucco, e non solo per coprire gli occhi neri dopo i combattimenti». In questi mesi di match su match per le qualificazione, Testa sempre in giro per i ring del pianeta. Quando può, aggiorna il suo Facebook che come ogni altra coetanea riempie di selfie, citazioni di Frida Kahlo o Charlie Chaplin e foto con le amiche. E mentre i i due registi Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman stanno realizzando un documentario, prodotto da Rai Cinema, dal titolo provvisorio “The Butterfly” – così è soprannominata Irma – noi di Gioia! l’abbiamo inseguita e tra telefono, Skype e email ci siamo fatti raccontare tutto quello che non posta sui social: desideri, timori, ambizioni pubbliche e vita privata di una delle atlete italiane più affascinante e promettenti di questa prossima calda estate sportiva.

Si narra che i suoi maestri di boxe Lucio e Biagio Zurlo andassero per le strade di Torre Annunziata, il paese dove lei è nata, a coinvolgere nella boxe ragazzi non portati per la scuola: è andata così anche per lei?

Diciamo che a scuola, a Ragioneria, andavo a malincuore, ero una ragazzina che preferiva uscire piuttosto che stare a casa a studiare. E da quando sono entrata in palestra il tempo per uscire l’ho convertito in tempo per stare sui libri!

Ma la boxe è uno sport per maschi?

Eh no, la boxe è donna. Gli uomini non hanno la nostra grinta, il nostro coraggio e la nostra tigna. È vero che questo sport, come tutti gli altri, nasce maschile ma si rivela del tutto adatto al femminile ed è un potente aiuto per mettere in equilibrio tutte le cose che sono fuori posto dentro di noi. A qualunque età. Io, per dire, avevo 12 anni quando sono entrata in palestra, ero una bambina che si affacciava all’adolescenza ma ho capito subito che la boxe era la mia strada perché sono stata presa dalla voglia di dimostrare a tutti che io potevo farcela a salire su quel ring, era il mio unico pensiero fisso. E poi, in fondo, converrà che nella vita normale le guerriere siamo noi donne.

Si, certo! Che cosa è per lei l’ambizione?

Quella marcia in più che ti farà vedere l’obiettivo sempre più vicino a te. Ed è un atteggiamento che ti farà credere che tutto è possibile e basta solo dare e fare il massimo. Se sei ambiziosa, puoi porti obiettivi sempre più grandi.

E lei di non difetta: gli occhi del mondo sportivo puntati addosso la gasano o fanno paura?

Ci sono i pro e i contro. Da una parte è bello perché se crei aspettative vuol dire che sei sulla giusta strada e stai facendo bene. Dall’altra devi fare sempre meglio! Dovendo scegliere direi che sono positivi.

A Torre Annunziata, il suo Paese, si ferma per i suoi combattimenti: ne è fiera?

Se posso essere un riscatto, come tutte le persone della mia città che arrivano ad alti livelli e danno lustro alla stessa, mi può solo riempire il cuore di gioia.

Irma è innamorata?

Sarò vaga su questa risposta (e qui immaginate uno smile con le guance arrossate). C’è sempre qualcuno che occupa uno spazio più grande nel nostro cuore, e può essere un amore, un amico, qualcosa di impercettibile. Per fortuna nella mia vita ci sono molte persone importanti e sfrutto ogni momento del mio poco tempo libero per stare con loro, in qualsiasi modo e in qualsiasi posto. Sto bene anche con le altre ragazze del team italiano. Sono la più piccola e sono tutte sorelle maggiori o anche dirittura qualcuna fa le veci di mia madre. Siamo una bella squadra

Tre cose che ama in assoluto e tre cose che detesta?

Amo il sushi, le persone felici e mia sorella. Odio chi predica bene e razzola male, chi giudica per invidia, sentire la mancanza di qualcuno.

Che cosa si aspetta da Rio 2016?

Di provare l’emozione più grande che un’altleta possa esigere. E da questa ricavarne il punto di forza per fare bene.

A che cosa sta rinunciando per seguire la boxe?

Alla famiglia, agli amici, all’amore, allo studio, e soprattutto ai miei diciotto anni ma tutto questo non mi pesa: questa è la mia vita, la mia strada.

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