FULMINI/PERSONE

Intervista a Carlos Ruiz Zafon su Gioia!

zafon-mondadori È da poco uscito Il Labirinto degli spiriti (Mondadori) di Carlos Ruiz Zafòn, ultimo volume della tetralogia dedicata al Cimitero dei libri dimenticati, cominciata con L’Ombra del vento nel 2001, proseguita con Il gioco dell’angelo (2008) e Il Prigioniero del cielo (2011): un successo che conta 40 miloni di copie vendute nel mondo, ci informa la casa editrice. Incontro l’autore a Roma: gentile e disponibile, sul bavero della giacca porta una grande spilla a forma di drago, animale mitologico di cui è appassionato.
dedica
Com’è stato congedarsi dalla quadrilogia del Cimitero dei libri dimenticati?

Più facile di quanto pensassi. Forse perché dopo uno sforzo così grande i personaggi che ho creato non mi lasciano mai. Tutte le creature che invento ricevono un figlio di via per poter uscire dalla mia vita ma loro restano lì ad avvelenarmi il cervello, non se ne vanno, stanno sempre dalle mie parti, così non mi mancano e non mi manca il loro mondo. Tutto sommato, questa vicinanza mi crea soddisfazione e, infatti, i sentimenti che provo sono di pace. Come se dicessi a me stesso: sei riuscito a fare quello che volevi e come lo volevi. Tutto ciò mi lascia un senso di felicità e di soddisfazione e spero che lo condividano anche ai miei lettori.
labirinto degli spiriti

Alicia Gris, il nuovo personaggio del Labirinto, è una donna di grande modernità per i suoi tempi ma ha un’anima antica e coltiva il dono dell’intuito come connessione con tutto ciò che dell’umano è indicibile.

Alicia, in effetti, ha un’anima antichissima anche se è una donna giovane ed è il mio personaggio preferito in assoluto tra tutti quello che ho creato fino ad oggi. Lei è la più vicina al mio cuore, è parte di me, del mio maschile e del mio femminile. Si dice che tutti noi abbiamo un maschile e un femminile, ecco lei è proprio quella sintesi. L’ho tenuta nel mio cervello per molto tempo e ho scelto di non pubblicarla fino al quarto libro, volevo che fosse questa la sua porta di ingresso nonostante lei sia centrale nell’intera storia. Alicia è la summa dell’anima e dello spirito di questa quadrilogia, ci sono altri personaggi chiave ma è lei che amo più di tutti. Certo c’è Julian Carax lo scrittore oscuro, già protagonista e personaggio de L’ombra del vento. C’è Fermin de La Torres che è il centro morale di questa quadrilogia: spesso mi trovo d’accordo con lui anche se esprime un maniera rococò i suoi pareri sul mondo e sulle donne. Mi piace quando Fermin lascia perplesso Daniel che, alle sue sparate vendute come la saggezza più profonda risponde con espressioni di sconcerto e incredulità. Ecco, al di la di loro, però è Alicia che mi fa sentire più a mio agio, ho dovuto aspettare molto per toglierla dall’oscurità ma, non è stata un’attesa vana. Sono curioso di vedere se i lettori la ameranno quanto me, lei è il fiore di campo da cogliere anche se è molto pericolosa, il mio piccolo angelo dell’oscurità.
3912205_260536

I suoi personaggi vengono fuori dall’oscurità?

Penso di sì, tutti mi rappresentano. Quando scrivi, c’è sempre una parte di te e del tuo vissuto dentro di loro, ogni personaggio ha una connessione con la tua esperienza. Atri invece sono parte di te, ti scavi e li trovi lì in fondo. La tua vita li ha generati e messi da qualche parte, poi un giorno arrivi in quel luogo e con la tecnica di scrittura li trasferisci nella narrazione e dai loro una vita indipendente. Il lato più oscuro di te, quello che non sai di avere, è la parte primigenia di queste creature che diventano un tuo riflesso.
9788804651109-1000_1_0

Perché non vuole che la sua quadrilogia diventi una serie tv o un film

Non ho mai avuto questa ambizione. In tanti mi hanno cercato e mi hanno offerto soldi, anche molti, e devo dire che mi ha fatto piacere, penso pure che non ci sia niente di sbagliato a trasformare un libro in una versione cinematografica o un una serie tv. Però i miei libri sono partiti come lettere d’amore nei confronti della letteratura, di quel del mondo meraviglioso di scrittori, lettori, traduttori, librai, librerie e mi sembrerebbe di tradire la loro natura, di essere disonesto. Non è stata mai la mia ambizione né quella dei miei libri essere trasformati in parco giochi o in un video game. Se lo scopo è guadagnare più soldi o semplicemente fare aumentare la fama del libro va benissimo, ma i miei godono già di sufficiente fama, hanno il ritmo che volevo e la bellezza che intendevo descrivere. Se una storia è bene architettata e scritta come si deve, il lettore fa l’esperienza incredibile di stare faccia a faccia con il romanzo che legge, un rituale intimo, per il quale voglio combattere. Voglio che la gente capisca quanto è bello stare da soli con un libro, è qualcosa che la tv non può darti. Anche io sono stato sceneggiatore e ho applicato la contaminazione del modello classico narrativo con tutto quello che c’è di moderno: elementi cinematografici e televisivi, pubblicità, fumetti, manga e quindi non avrebbe senso trasferire altrove questi libri, cercherei di trasformare un libro che è una cosa compiuta in qualcosa altro. Se uno vuole farlo per il denaro, va benissimo. Con il denaro si acquista più sicurezza più libertà e più fama, ma io non la cerco e io i miei libri sono abbastanza famosi. Se questi espedienti mi servissero per salvarli, allora molto probabilmente ci penserei due volte, ma quello che mi interessa adesso è avere più lettori. Quello che voglio fare è che chi li ha letti torni a leggerli e la presunzione di pensare che i mie libri sono qui per rimanerci e possono essere riscoperti, quindi possono offrire ai lettori l’esperienza bellissima della lettura. Il lettore deve essere tirato dentro dalla storia ed è questa la bellezza del mondo dei libri, se poi son ingenuo, pazienza, ho pagato un prezzo, si paga per tutto. Però ecco diciamo che non i sarà mai un parco giochi dove ci sarà Fermin che ti parla delle donne non succederà.
l'ombra del vento
Lavora già al prossimo libro?

Voglio tornare al lavorare il prima possibile perché stranamente più invecchio e più penso che il lavoro sia importante, mi renda più felice, mi piace un po’ perdermi dentro la scrittura. Spero di trovare un’idea, però ci vuole tempo, è un processo naturale, quando finisci un grande lavoro devi darti tempo. Sto esplorando, spero che non ci voglia molto e che nei prossimi mesi arrivi una scintilla: sto raffreddando i motori e aspetto.

(Questa è la versione integrale di una intervista pubblicata su Gioia!nel dicembre 2016)

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...