ARTICOLESSE/GIOIA

Sapiosessuale, che sarà mai. Su Gioia!

Qualche tempo fa ho incontrato un uomo agé, piccolo di statura e con le orecchie a sventola, un concentrato di ciò che non rientra negli orizzonti dei miei abituali interessi sessuali. Seduti al tavolo di una cena rumorosa, abbiamo iniziato a fare due chiacchiere sulle biotecnologie, i sistemi solari, la società matriarcale in Cina e mentre il suo discorso così brillante, stimolante e ironico cadeva, non so più perché, su Jane Eyre di Charlotte Brontë, gli ho visto una luce bianca intorno, all’improvviso mi appariva sexy e ho pensato che sarei potuta finire a letto con lui: poi è arrivata sua moglie a portarlo via, ma è stata un’esperienza fantastica essere stregata dal bello dell’intelligenza. Sarò una sapiosexual? Una persona che si eccita con l’intelligenza?

Sapiosexual, che sarà mai
La definizione è stata inventata da wolfieboy utente di livejournal.com, un network di diari online, nel lontano 1998. Da quando però, nel 2014 OkCupid, un social per appuntamenti on line, l’ha messa nella categoria degli orientamenti “altri” sotto Questioning (non sicuro del proprio orientamento) o Demisexual (attratto sessualmente solo se molto innamorato), ha avuto una diffusione rapidissima al punto che qualche settimana fa ha esordito Sapio Intelligent dating, l’app per quelli che «l’attrazione fisica e intellettuale sono sullo stesso livello». «Però se la mettiamo così», si chiede la scrittrice e contributor di Linus, Lorenza Pieri (ultimo libro Isole minori, e/o edizioni), «non saremo allora tutti un po’ sapiosessuali?». Quasi tutti, ma qualcuno molto di più.

«Feticismo del cervello».
Dice Marco Rossi, psichiatra e sessuologo (marcorossi.it). «Normalmente siamo attratti da un insieme composto, in misura diversa, da aspetto fisico, comportamento, posture, carattere e anche intelligenza. Al sapiosexual interessa solo ed esclusivamente il cervello, dunque, da questo punto di vista, è una forma di feticismo, a qualcuno piacciono i piedi e ad altri la testa. Devo confessare che non mi dispiace, fare l’amore con il cervello è una bella idea ma non si può né si deve eliminare il corpo che dovrebbe essere parte integrante della relazione anche per i sapio. Secondo una ricerca dell’università di Pavia l’orgasmo fa rilasciare prolattina che ossigena il cervello e fa diventare più intelligenti». Davvero essere sapiosexual vuol dire interesse zero per l’aspetto fisico? Talvolta è così. Laura, 42 anni, giornalista: «Sono innamorata perdutamente di un antropologo tedesco che legge saggi sul Nepal e com- pra ai mercatini filmini porno svedesi anni ’70 in super8. È bruttino, lo so, pelle bianchissima, magrissimo e sgra- ziato, ma sono rapitissima dai suoi gusti musicali, dalla voce sexy e dalla sua propositata intelligenza». In altri casi, è la saggezza a suggerire la scelta sapio. Piero, 50 anni, imprenditore: «Dopo due tragici divorzi con donne da capogiro, oggi preferisco una bella mente a un bel corpo». Talvolta è un caso unico nella vita. Ilaria, 41 anni, bibliotecaria: «Io e mio marito ci siamo conosciuti via email per lavoro e mi ha fatto innamorare scrivendomi per cinque anni, con intensità alterne, di libri, viaggi, ricordi e sogni. Sempre ironico, intelligente, deciso. Quando ci siamo incontrati, è stato un colpo di fulmine che dura da otto anni. Prima avevo solo visto una sua foto sbiadita».

Come riconoscersi
Anche se sapiosexual non è un orientamento come etero, omo, bisessuale, secondo Federica Casnici, psicologa e consulente in sessuologia, «indica comunque una tendenza a spostare l’ago della bilancia da un sesso orientato al rapporto fisco a un aspetto intellettuale». Di cui spesso non siamo consapevoli. Come fa allora la nostra lettrice ancora incerta a capire di far parte della tribù dei sapio? «È attratta da come l’altro ragiona, da quello che dice ma, soprattutto, da come lo dice e starebbe ore ad ascoltarlo, perché ogni sua parola smuove idee, pensieri e curiosità. Dal punto di vista estetico le basta essere in ordine ma è della sua interiorità che si cura e su cui vuole parlare, riflettere ed elaborare». A questo punto chiediamo a Casnici una consulenza completa: come riconoscere un sapiosexual? «Non si cura di come appare, per- ché la sostanza è dentro di lui, può essere anche un nerd ma in generale è un soggetto affamato di cultura, non disdegna una bella ragazza, ma se non c’è possibilità di intavolare discorsi e ottenere stimoli intellettuali, sbadiglia spesso e non si farà più sentire». Prima di lasciarci, l’esperta aggiunge un altro elemento: «Il vero sapio, uomo o donna, lo distingui da come scrive in italiano corretto. Anche nei messaggi WhatsApp ci sono segni di punteggiatura, lettere maiuscole, mai k al posto delle ch e verbo sbagliato».

Il congiuntivo è sexy
In effetti, l’eloquio brillante nella forma e nei contenuti è in cima ai fattori di seduzione. Concorda Massimo Roscia, giornalista e scrittore, autore del testo Di grammatica non si muore (Sperling&Kupfer): «Il congiuntivo è sexy ed è il modo verbale dei sapiosexual, legato al desiderio, al dubbio, all’esitazione, all’attesa, “vorrei che tu”, “spererei che noi”, “se ti prendessi domani”, è questa la profondità sensoriale che eccita e fa innamorare». Roscia sarà di parte? «Certo. Non sono particolarmente bello, l’ottima conversazione è la mia contra- erea, l’arma segreta, ma sono anche attratto da donne che parlano in perfetto italiano suonando la meravigliosa partitura che è il dizionario».

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...