FULMINI/GIOIA

Lievito Madre: cosa pensano le ragazze del secolo scorso. Il docufilm di Concita De Gregorio su Gioia!


La giornalista Concita De Gregorio è una o trina? Dopo Venezia, dove per Rai 3 ha condotto una striscia quotidiana sul Festival del cinema e presentato il suo docufilm Lievito madre, fuori concorso, realizzato con Esmeralda Calabria, arriva il debutto in teatro. Il 13 settembre, dal Piccolo teatro studio di Milano parte il tour di Mi sa che fuori è primavera, monologo tratto dal suo omonimo romanzo per la regia di Giorgio Barberio Corsetti, adattato e interpretato da Gaia Saitta che lo ha tradotto in francese portandolo anche in Francia e Belgio. Intanto, già da fine giugno, Concita sta registrando e montando la terza serie di Fuori Ro- ma, il programma con cui racconta la politica del territorio che andrà in onda dal 18 settembre, mentre in ottobre uscirà Chi sono io, edito da Contrasto, un dialogo con cinque fotografe sull’autoritratto. Ovviamente, la giornalista continua a scrivere per La Repubblica firmando ogni giorno la rubrica Invece Concita e, mentre perdo il conto dei suoi contemporanei e molteplici impegni, lei non perde il tono pacato né il sorriso, sedu- te su questo vaporetto che ci porta da Venezia al Lido, rapite entrambe dalle luci rosa del tramonto. «E poi alla fine di novembre, parto, destinazione Barcellona. Starò lì per un paio di mesi, lì c’è la casa che fu di mia madre, il luogo delle vacanze nella mia infanzia. Vado a scrivere il mio romanzo».
Dove trova le energie per fare tutto?
Mi sveglio presto e faccio quanto più cose possibili con le ragazze.
Le ragazze ovvero la factory di Concita?
Siamo un gruppo di donne in numero variabile,la più giovane ha 20anni e la più anziana 60, con mille competenze diverse – maestra, contabile, regista, montatrice, traduttrice, giornalista, cuoca –, pensiamo e creiamo prodotti editoriali e li vendiamo. Ci siamo trovate due anni fa intorno al progetto mul- timediale Cosa pensano le ragazze (apparso su Repubblica.it e diventato un libro per Einaudi), mille interviste con cui abbiamo raccontato le italiane dai 10 ai 100 anni, e non ci siamo più lasciate. Nel tempo, siamo diventate una factory, mettendo insieme idee e creatività, ma soprattutto costruendo relazioni forti che sono diventate di lavoro, amicizia e anche amore. Ci ha aiutato avere una sede che è una piccola casa con grande terrazza. Si va lì per lavorare, cenare, fare due chiacchiere o anche dormire.

Foto di Riccardo Ghilardi per Gioia!


Ogni donna è cresciuta dentro questa esperienza, e lei?
Sono rinata. Le ragazze sono arrivate in un momento di pessi- mismo talmente forte da farmi pensare al ritiro dalla scena pubblica. E invece questa vicinanza di teste e di anime, ognuna curiosa e bisognosa dell’altra, mi ha ridato fiducia.
È stata delusa dalla sinistra?
Sì, mi amareggia la scomparsa di una sinistra dei valori. Perfortuna, però, l’idea di un bene comune sta rinascendo dal basso, sul territorio, Fuori Roma, come racconto con la mia omonima trasmissione. Sui media, il racconto della politica passa attraverso i leader, ma il Paese funziona perché le persone si rimboccano le maniche. Prendi la storia di Viviana Verri, sin- daca 5 stelle di Pisticci: alla carriera di avvocata a Berlino ha preferito il ritorno a casa per fare qualcosa di buono qui.
Perché ha dedicato il documentario alle più anziane?
Natalia Aspesi smitizza la maternità, Cecilia Mangini rimpiange l’importanza data a sua madre, per Benedetta Barzini la famiglia è sopravvalutata: ognuna ha libertà di pensiero e non teme per la propria reputazione, il totem del nostro tempo.
In che senso?
Quello che gli altri credono di te è la nuova religione. Mio figlio mi dice che non capisco quanto pesa sulla loro generazione essere obbligati ad avere successo. Ho provato a spiegargli che per piacere davvero devi avere una corrispondenza con la tua identità, essere fuori come sei dentro, l’autenticità è la chiave di volta. Le donne di Lievito madre mostrano questa permanenza dentro la loro identità. Nessuna di loro dice la verità assoluta ma ognuna di loro ha ragione, perché è la tua esperienza personale che ti rende unica al mondo.

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