Sembra il titolo di film western. E forse lo è.

Solo che invece delle strade polverose del far west c’è una bianca passerella. Gli speroni degli stivali lasciano il posto a tacchi a spillo. E niente pistole, ma abiti. I cappelli da cowboy si trasformano in veli da sposa. Si sfidano a duello Gigliola Curiel, Fausto Sarli, Egon Von Furstenberg, Lorenzo Riva e Renato Balestra.

Singolarmente prima, ciascuno con un defilè personale in giorni, luoghi e orari diversi. Tutti insieme (appassionatamente?) poi, lunedì 28 gennaio al Gran Ballo della Moda, sprint finale della kermesse in via di conclusione.

Arriva prima di tutti, cronologicamente parlando (il 25 gennaio), Gigliola Curiel, Madame Curiel per l’occasione. Prima stilista italiana a sfilare nell’illustre territorio francese dell’ambasciata d’oltralpe in Piazza Farnese. Abiti ispirati e dedicati alle donne di Victor Hugo, di cui ricorre nel 2002 il bicentenario della nascita. E così ccco apparire in passerella Cosetta, Esmeralda e Juliette, ‘povere ma ricche’ verrebbe da pensare. Personaggi popolani e popolari con indosso organza, chiffon, e georgette, con abiti da fiaba a lietofine, o con i famosi ‘curiellini’, i tailleur al taglio perfetto. O con la sposa in abito patchwork applaudita da diplomatici di Spagna, Russia, Marocco altre seicento persone ammirate.

Sorge un nuovo giorno sull’Alta Moda della Capitale. E tocca al napoletano Fausto Sarli – premiato dal vicesindaco di Roma, Enrico Gasbarra con il premio “La lupa”, onorificenza riservata a personalità della politica, della cultura e dello spettacolo – incantare con le sue delicate creazioni che sono insieme abiti e poesia. Sogni palpabili leggeri come nuvole e geometrici come i desideri. E così viene da pensare a triangoli e spirali. Si ammirano gli angoli apputiti e asimetrici delle giacche, il nude look da sera, i tailleur tagliati al laser e il kimono ‘occidentalizzato’ in pelle e pizzo. E per il gran giorno, una sposa-sirena vestita di fludità nelle forme e rigidità nel colletto e nelle cannule di vetro applicate.

Si fa sera e Lorenzo Riva risveglia un parterre un po’ stanco ma tenace nella presenza. Gli occhi sono premiati da abiti anni Trenta e da uno stile principesco fetisch-decò. Piume di struzzo e pizzi si riversano senza sosta sugli abiti da sera e da cocktail. Sulle spalline, sui decolleté, sui bordi. E poi toni delicati e leggeri come l’estate che verrà, cipria, marrone e tanto nero.

Beato chi è riuscito a entrare domenica mattina alla sfilata di Egon Von Furstenberg, e ha potuto così sognare viaggi in Spagna e in tutto il Mediterraneo. Immaginarsi ballare la sevigliana con i pantaloni a vita bassa e le gonne gitane da zingara sensuale. E poi ricami e decori floreali dominati dall’immancabile rosa, icona della cultura gipsy e colori allegri come verde, celeste, rosso e arancio sino ai richiami marocchini con caftani e oro e argento che si insinuano tra le trame della seta. Last but non least, verrebbe da dire guardando la sfilata del neo divo televisivo Renato Balestra che regala abiti eleganti e comodi, spesso ispirati allo sport. Trionfano i pois per le camice e tinta unita per i pantaloni in chiffon, organza e pizzo. Perline si accompagnano alla tinta sovrana, il blu balestra colore onnipresente nella collezione, anche per la sposa, che a ben guardarla si direbbe proprio una giovane rampolla dell’aristocrazia romana. Anzi. E’ proprio lei, bionda e dolce, Giada Drommi. Ma come chi è? Mai visto “Chiambretti c’è”?