Il più grande spettacolo del mondo, la moda (e non il circo) non lascia respiro.

Per il ritmo frenetico e per la bellezza di collezioni da sogno.

Così vuole la moda, e soprattutto, l’Alta Moda, il ramo fashion più elegante e raffinato (e anche il più costoso). E allora Roma diventa caput modae e in quattro giorni trasforma i desideri in veli da sposa, abiti da sogno e sfilate da mille e un invitato. Tutti attenti alle nuove tendenze supertrendy per la prossima primavera estate di Alta Moda e di altissima fattura.

La veneta Rosy Garbo sfrutta l’argomento del mese, l’euro, e trasforma il rimpianto per la lira nel tema dominante della sua collezione. Banconote e monete in disuso sono stampate o applicate sugli abiti. Il riferimento alla pecunia si fa più sottile negli abiti a salvadanaio con tasche portamonete o il tailleur dedicato al nuovo venuto euro. Trionfo invece per le donne della Costa Smeralda, le sirene muse di Francesca Pilotto che sfila nell’inedita (per la moda) location del Bagaglino. E come ogni sirena che si rispetti la donna che veste Francesca Pilotto concentra la cura e gli sguardi su busto e decolleté. E alla Sardegna la Pilotto si è ispirata non solo per le linee ma anche per tessuti e colori. Il giallo oro

del sole, il verde della macchia mediterranea, l’azzurro del mare e il rosso del corallo. Su tutti, trionfano ‘Solitudine’, abito nero in orbace (un tessuto in sughero, marmo e corallo) ricamato con fili d’oro a illustrare il portone dell’omonima chiesa di Nuoro, sepolcro di Grazia Deledda e ‘Venere’, vestito dedicato alla dea del mare e della bellezza, preziosa creazione con bottoni in oro e rubini.

Niente sfilata per Gianni Calignano, che unisce Alta Moda e arte trasformando le sue modelle in statue da affiancare alla opere dell’Atelier Canova-Tadolini. Candore brillante per la pelle marmorea e gli abiti scolpiti sulle forme del corpo, con ricami e trasparenze che abbracciano fiori e foglie di felce. E come il marmo delle statue gli abiti di Caglinano danno una sensazione di forza e rigidità. Sarà per i bustier sostenuti da impalcature di nastri e pizzi argentati o per le scollature asimmetriche che coprono un seno con una coppa di fiori e l’altro con pizzo che si estende sino alla manica. E la cultura è ancora una volta scenario di moda. Non statue stavolta, ma libri, quelli della biblioteca Angelica che hanno fatto da cornice agli abiti di Grimaldi e Giardina con una collezione di pantaloni trasparenti o ricamati a ragnatela, e tanti tanti decori, dalle perline nei bustier agli orli a punta delle gonne, dai merletti onnipresenti, sino agli arabeschi in seta per i micro abitini con frange. Poche frange e pochi decori, ma tanta classe, sono nella collezione ‘Ritratti 2002’ del giovanissimo Marco Coretti, che arricchisce la mise con accessori dal gusto etnico. Calore e colore sono le parole chiave di una collezione senza regole se non una, la libertà. Accanto a sete trasparenti, organze di seta e pizzi di Bruges fanno capolino decorazioni in cristallo antico di Boemia e orecchini in cuoio mentre i riccioli di cinture –corsetto intaccano con grazia i colori simbolo della tavolozza marcocorettiana: oro e blu.

E infine Camillo Bona, che vuole donne preziose e leggere, sinuose ed eleganti, come la top delle top Pat Cleveland che sfila per lui giocando con un nastro di organza. In passerella anche ventagli, pantaloni creati a pannelli o con frange e tante gonne, double o con diametro di venti metri, e mosaici di tessuto per la giacca ispirata alla Sicila barocca.