ed in zona di vincolo idrogeologico;

VISTO che l’impianto ricade in “Zona a prevalente interesse agrituristico coincidenti con le zone montane e svantaggiate” (DCR 104/1989), e che tale previsione di zona turistica è resa maggiormente attuale dallo sviluppo delle attività del Lago di Bilancino;

RICORDATO che la richiesta della Società Autostrade è in netto contrasto con lo strumento urbanistico vigente del Comune di Barberino di Mugello, in quanto la cava ricade in “Sottozona E4 area agricola”, in “Sottozona F1 Servizi generali e comprensoriali” e in “Zona protetta di Rivalgo art.194” e si sottolinea che, per la Sottozona F1, è prevista un’area per la protezione civile subordinata ad un evento sismico di portata catastrofica;

RICHIAMATO la L.R. 78/98 della Regione Toscana, “Testo unico in materia di cave , torbiere, miniere, recupero di aree escavate e riutilizzo di residui recuperabili”, che all’art. 1, comma 2, recita: “La Regione favorisce e incentiva il recupero delle aree di escavazione dismesse in abbandono e il riutilizzo dei residui provenienti dalle attività estrattive e di quelli ad essi assimilabili derivanti da altre attività, anche al fine di minimizzare il prelievo delle risorse non rinnovabili, in relazione agli obiettivi della legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (norme per la gestione dei rifiuti) e della programmazione in materia.”

OSSERVATO che il decreto Ronchi sui rifiuti inquadra organicamente e pone le basi del coordinamento tra le politiche regionali in materia di rifiuti, sancite dalla L.R. 25/98 sulla gestione del Piano regionale di gestione dei rifiuti. In particolare il Piano Regionale già prevede al punto 6.2.4 che siano realizzati, in ogni ATO dei rifiuti, impianti di trattamento, selezione e valorizzazione dei rifiuti inerti provenienti da demolizioni stimabili in circa 2.000.000 metri cubi all’anno nella regione.

OSSERVATO INOLTRE che nel luglio dello scorso anno il Consiglio Regionale ha approvato una delibera, ai sensi della L.R. 25/98, che prevede “disposizioni per favorire il riuso di materiali recuperabili per la realizzazione di opere pubbliche e di interesse pubblico, finanziate dalla Regione”;

VALUTATO che si può stimare che i materiali di risulta, provenienti dai lavori dell’Alta Velocità e della Variante di Valico, corrisponda ad una cifra di circa 20 milioni di metri cubi, cifra equivalente al fabbisogno medio annuo dei materiali inerti, stimato dall’attuale PRAE, approvato il 7 marzo ’95 ai sensi della L.R. 36/80.

CONSIDERATO INOLTRE che i nuovi contenuti del PRAER si articolano “in due settori autonomi, che possono essere approvati anche separatamente, concernenti rispettivamente i materiali per usi industriali, per costruzioni e opere civili ed i materiali ornamentali come definiti all’art.2; e sono elementi essenziali di ciascun settore del PRAER: a) l’individuazione complessiva delle risorse relative ai materiali estrattivi e, nell’ambito di queste, dei giacimenti potenzialmente coltivabili, nel rispetto dei vincoli e delle limitazioni d’uso del territorio; b) la stima della produzione dei materiali assimilabili a quelli provenienti da attività estrattive l’individuazione del rwealtivo potenziale di riutilizzo nel periodo