Vanessa Bozzi

La donna Miglionico per la primavera 2004 ha un armadio che pullula di abitini anni ’60 in tutte le sfumature del rosa, con qualche capo rosso. Gioca con cappelli a falde larghe, indossa tailleur in misto lino e seta, pantaloni palazzo e per la sera sceglie abiti lunghi con cascate di Swarovski.

La moda si tinge di rosa. Se la tinta pastello è stata protagonista della settimana dell’Alta Moda a Roma, ancor di più lo è stata nella collezione di Michele Miglionico, milanese classe 1965 che dal 2000 è una delle presenze fisse nel calendario di Alta Roma. Non solo. Lo stilista all’ultima kermesse capitolina ha dedicato l’intera collezione alla donna perfetta, quella Barbie che è stata compagna di giochi di tutte le bambine. La donna Miglionico per la primavera 2004 ha un armadio che pullula di abitini anni ’60 in tutte le sfumature del rosa, con qualche capo rosso. Gioca con cappelli a falde larghe, indossa tailleur in misto lino e seta, pantaloni palazzo e per la sera sceglie abiti lunghi con cascate di Swarovski. Il risultato è una collezione preziosa e ironica, per donne che amano sorprendere giocando con la moda. Impossibile non intervistare l’artefice di tanta allegria fashion

Perché una collezione quasi tutta rosa e dedicata a Barbie?

A novembre a Bruxelles ho presentato i miei abiti alla principessa Matilde del Belgio, una donna incantevole che adora vestire di rosa. Il ricordo di quel colore mi ha accompagnato tanto da creare una collezione solo in rosa. Io sono un amante del colore unico e adoro il rosso. E il rosa altro non è che un rosso sbiadito Da lì il passo a Barbie è stato breve. Barbie è la donna che più di ogni altra mi fa ricordare il rosa.

Barbie è una bambola, emblema della perfezione. La sua è quindi una moda per donne perfette?

La mia cliente tipo è una donna vanitosa e femminile. Ma per me l’essenza vera della donna non è in un corpo perfetto. La femminilità esce fuori da un difetto, da un particolare diverso. Mi annoierei a vedere le mie cose su una donna perfetta. Ovvio che poi in passerella le modelle sono quasi perfette. L’Alta Moda non è pensata per donne giovani – e la perfezione spesso è legata alla giovinezza. Ma la bravura di un creatore di Alta Moda è soprattutto adattare un capo a una donna vera, con i suoi difetti.

Chi è la donna femminile e vanitosa a cui pensa quando crea?

Penso a donne del passato: Marilyn, Audrey Hepburn, Grace Kelly, Greta Garbo, Silvana Mangano. Donne di grande charme e personalità. Magari non bellissime ma dotate di enorme fascino come Joan Crawford o Bette Davies.

Lei veste molti personaggi famosi qui in Italia: Roberta Capua, Ornella Muti, Chiara Muti. Ma dove vorrebbe che arrivassero i suoi abiti?

Sicuramente negli armadi di Julia Roberts, Gwyneth Paltrow, Cameron Diaz. E in Italia, da Laura Morante.

L’Alta Moda italiana è ancora superiore a quella francese?

Il primato del made in Italy va sicuramente al ready-to-wear. Ma l’Alta Moda francese è un passo avanti a noi. Perché in Italia si ha paura di osare. E per osare intendo anche proporre il classico. Ma ce la possiamo fare. Roma ce la può fare.