INTERVISTA: PIERPAOLO LENOCI, DESIGNER

Pierpaolo Lenoci è un giovane designer, nato a Novara che vive e lavora a Milano, noto per le sue creazioni di oggetti per la casa caratterizzati da una innovativa rivoluzione di forme, funzioni e colori. Lenoci reinterpreta oggetti comuni d’uso quotidiano con forme orginalissime ma funzionali, esteticamente emozionanti e comunicanti quella “gioia d’uso” che contraddistingue questo designer. Lo abbiamo intervistato per kitchens.it

L’ambiente della cucina è centro di passaggio e di trasformazione anche di stili e di funzioni. Come vede la cucina oggi?

La cucina, senza dubbio, intesa come spazio domestico, è uno degli spazi più complessi: un luogo di passaggio obbligato, il luogo collettivo più importante della casa dove i ritmi e gli stili della nostra vita contemporanea si confrontano e convivono con le nostre tradizioni e memorie.

Sempre più aperta agli altri spazi della nostra casa e del quotidiano, diventa sempre più polifunzionale e sempre meno connotata dalle classiche funzioni di preparazione, consumo e stoccaggio del cibo, lasciando così l’interpretazione e il racconto dei suoi abitanti attraverso i colori, i materiali e gli oggetti.

Questa la direzione che io, con il mio lavoro, cerco di seguire senza necessariamente cercare di individuare o seguire dei “must” o tendenze.

In quale direzione si sta sviluppando il suo design? Come coniuga oggi funzione e forma negli oggetti da cucina?

Una direzione che percorre quella sottile linea di confine fra tradizione e innovazione; una linea capace di seguire e passare attraverso i riti della preparazione e consumo dei cibi, le spettacolari performances tecnologiche e, perché no, il piacere per il cibo stesso in cui gli oggetti assumono nuove funzioni, nuove forme e nuovi colori per perdere quell’aspetto di fatica e punizione e acquisirne uno nuovo di piacere e semplicità.

Come nascono le idee originali con cui reinterpreta e dà nuova identità ad oggetti semplici e di uso quotidiano?

In questo percorso, in equilibrio, cerco di coniugare forma e funzione con l’amore nel tentativo di offrire sempre una piccola emozione, una sorpresa, un sorriso e, in generale, una gioia d’uso.

Ecco come nascono le idee e prendono vita progetti come Soso: tazza e piattino in porcellana con cucchiaio disegnata per Dovetusai in cui, una volta girato, il piattino può servire per tenere in caldo le bevande o a trasformare tutto in una zuccheriera, e in cui la sua forma cerca di suggerire un modo d’uso flessibile e personale.

Oppure Quadrò, progettato per Pandora Design, che diventa un piatto – fazzoletto usa e getta con posata, dove una fustellatura in un angolo permette di tenerlo fra le dita di una mano durante party in piedi e altre occasioni informali.

La cucina e Pierpaolo Lenoci

Quale ruolo ha l’ambiente della cucina nella sua casa e nelle sue abitudini?

Anche io, nella mia vita quotidiana e abitativa, cerco di coniugare mondi che, come la tradizione e l’innovazione, possono sembrare apparentemente opposti: il mondo professionale e il mondo domestico. Infatti abito e lavoro in un unico spazio in cui la cucina ha perso i suoi confini tradizionali interagendo con il resto della casa attraverso lo spazio stesso e attraverso le sue funzioni.

Ci racconti un elemento caratterizzante della sua cucina. Quali materiali ha scelto e che cosa troveremmo sul suo tavolo?

Una cucina in cui i materiali – legno laccato e acciaio – e la sua composizione riprendono un invisibile filo conduttore che la accomuna al resto della casa e che vuole comunicare, in maniera piu’ o meno velata, il mio approccio alle cose e alla vita.

Una cucina, la mia, dove su un unico piano in acciaio trova posto il vecchio ricettario manoscritto di mia madre appoggiato ad un robot capace di preparare, mescolare e cuocere i cibi e le ricette in una manciata di tempo e dove pochi e indispensabili oggetti raccontano storie, le mie storie.

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