INTERVISTA: YASUTOSHI MIFUNE, DESIGNER

Il signor Yasutoshi Mifune è un designer giapponese autore di un’opera molto particolare ed innovativa che sarà esposta nei prossimi giorni al Salone Satellite di Milano: si chiama Kibako, ed è un apparecchio di illuminazione capace di riprodurre le sensazioni del cambiamento delle quattro stagioni, così com’era una volta percepito nella cultura giapponese.

Per saperne di più, e per conoscere in maniera più approfondita alcuni aspetti della cultura giapponese, abbiamo intervistato il signor Mifune per Kitchens.it.

D. Che significato ha nella cultura giapponese il variare delle stagioni?

R. Innanzi tutto in Giappone ci sono quattro belle stagioni, ognuna di queste ha delle caratteristiche uniche. Fin dai tempi antichi i giapponesi godevano le percezioni tipiche delle stagioni e vivevano al meglio le peculiarità che ognuna offriva, adattando il loro ambiente di vita. Questa idea è alla base della cultura giapponese; esiste quindi un rapporto stretto tra la cultura e l’alternanza delle stagioni.

Nei tempi antichi la maggior parte delle abitazioni giapponesi erano costruite in legno e la vita non era comoda e confortevole come invece è la nostra in tutto il periodo dell’anno: apprezzavano le stagioni e cercavano di percepirne il senso sostituendo gli oggetti ornamentali e gli oggetti quotidiani con l’alternanza delle stagioni. È una tipica sensazione giapponese che in parte è possibile ottenere dalla forma, dalla funzione e dal colore degli oggetti.

D. Che categorie di oggetti sono interessati da questa usanza? (vasi? accessori per la cucina? anche mobili della casa?) Questa usanza ha qualche significato religioso o sociale?

R. Non ha nessun significato religioso, ha in generale solo un significato sociale. Gli oggetti interessati da questa usanza sono quelli che permettono più di altri di percepire i cambi di atmosfera, magari piccoli ma evidenti, come ad esempio piatti e vasi, ma anche mobili.

D. Come funzionano esattamente gli apparecchi di illuminazione da lei concepiti e realizzati? Possono essere inseriti all’interno di una normale abitazione? In quale posizione è meglio collocarli?

R. Kibako non è un normale apparecchio di illuminazione: in realtà sono quattro apparecchi ognuno dei quali rappresenta una stagione.

Quando non si utilizza, l’apparecchio viene conservato nella forma di scatola (come avveniva per gli oggetti ornamentali che venivano sostituiti ogni volta nelle case giapponesi, N.d.R.), mentre quando si utilizza la scatola si trasforma in un apparecchio di illuminazione. Utilizzando i quattro apparecchi di illuminazione uno dopo l’altro durante l’anno, possiamo percepire le quattro stagioni giapponesi.

I vincoli per utilizzare Kibako sono solo due: aver a disposizione una presa di corrente e poter predisporre un gancio al soffitto dove appendere il cavo metallico fissato al coperchio della scatola: si può quindi utilizzare in qualsiasi luogo.

Avendo queste condizioni chiunque può utilizzarlo nei vari ambienti di vita inserendolo sia in contesti classici che moderni.

D. Come vivono in generale l’ambiente cucina i Giapponesi? Come designer, come vede lei l’ambiente cucina e che caratteristiche essenziali dovrebbe avere la sua cucina ideale?

R. La cucina è il luogo dove la famiglia si unisce per godere le gioie della vita. Il luogo più importante nell’abitazione anche in Giappone.

Il Giappone è un paese che ha molti interessi per l’alimentazione e per il cibo, sia esso locale che internazionale. Negli ultimi anni il luogo cucina è cambiato, si è espanso portando anche gli uomini e i bambini a partecipare attivamente alla vita che si svolge in cucina, una sorta di piccola rivoluzione.

Dal punto di vista architettonico la cucina è molto occidentalizzata ed ha l’atmosfera aperta e rilassante. Ma nello stesso tempo credo che esistano ancora delle pareti invisibili che dividono l’ambiente in tre parti : dove si cucina, dove si mangia e dove ci si rilassa. Purtroppo mi sembra che queste tre parti siano ancora poco collegate e coese.

La mia cucina ideale è un luogo con un elemento chiave: la famiglia, che riesce a viverla in maniera piena, cucinando sicuramente, ma anche divertendosi, rilassandosi e ovviamente mangiando all’interno di un unico ambiente. È sostanzialmente il centro dell’intera casa, attorno alla cucina ruota infatti l’intero nucleo famigliare.

Per quanto riguarda il design apprezzo lo stile occidentale che viene ampiamente utilizzato anche in Giappone, ritengo però che ci sia spazio per riprendere più approfonditamente alcune tradizioni giapponesi riguardanti il luogo cucina ed applicarle facendole coesistere con il design occidentale.

[Le foto ritraggono i quattro apparecchi in funzione. Foto 1: Sai (primavera), i fiori di ciliegio che colorano gli alberi. Foto 2: Ryu (estate), lo scorrere piacevole dell’acqua e del vento. Foto 3: Kou (autunno), gli alberi autunnali le cui foglie stanno diventando rosso intenso. Foto 4: Mai (inverno), la bellezza della neve che cade volteggiando]

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